Una nuova fiammata di caldo ‘rovente’ sta interessando l’Europa, con un promontorio di alta pressione subtropicale che si rafforza tra Atlantico orientale, Penisola Iberica e Francia, espandendosi progressivamente verso il nord Italia. Questo assetto barico riaccende nuovamente la stagione infuocata che ha già caratterizzato il mese di giugno sull’Europa occidentale, inaugurando una fase di nuovo critica per le temperature, la siccità e lo stress termico. Sulla media troposfera, l’alta pressione si presenta come una vera e propria ‘heat dome’, un cupolone di aria molto calda e stabile che staziona tra Azzorre, Spagna e Portogallo e si spinge verso Francia e Regno Unito meridionale. I geopotenziali a 500 hPa raggiungono valori da record o quasi rispetto alla climatologia recente, segno di una struttura robusta e difficilmente ‘attaccabile’ da perturbazioni atlantiche nel breve periodo.
Al di sotto di questa cupola la colonna d’aria subisce una forte subsidenza: le masse d’aria scendono verso il suolo, si comprimono e si riscaldano ulteriormente, riducendo la nuvolosità e favorendo giornate di cielo in gran parte sereno con forte irraggiamento solare. È la configurazione ideale per una nuova fiammata di caldo intenso, con massime ben oltre la media stagionale e notti tropicali su molte città dell’Europa occidentale.
Anomalie termiche e carattere estremo dell’evento
Le ultime elaborazioni del modello europeo ECMWF evidenziano, attraverso l’Extreme Forecast Index, un netto segnale di evento estremo per la temperatura al suolo fra Spagna, Francia, Benelux e parte del Regno Unito. Questo indicatore confronta i dati previsti con le medie climatiche del modello e punta verso i record storici. Il risultato segnala una probabilità altissima che il periodo tra il 7 e l’8 luglio si riveli uno dei più caldi mai registrati finora. Sul piano pratico, le anomalie termiche in queste aree superano abbondantemente i +5/+7°C rispetto alla norma. Il fulcro del caldo si concentrerà sulla Penisola Iberica, dove i termometri saliranno ulteriormente, esponendo molte città al rischio di eguagliare o battere i propri record storici. Spostandosi a est, tra Balcani, Italia, Grecia e Turchia, lo scenario resterà decisamente caldo, ma con anomalie meno marcate: qui l’aria rovente sarà parzialmente mitigata da correnti leggermente più fresche e dallo sviluppo di temporali pomeridiani.
Il ruolo del flusso atlantico verso il Centro Europa
Lungo il bordo orientale del promontorio subtropicale, il flusso in quota si presenta ondulato, con correnti occidentali-sudoccidentali che scorrono verso Germania, Benelux e regioni alpine. Questo ‘nastro trasportatore’ trasporta aria calda verso il Centro Europa, dove l’ondata di caldo tende a espandersi con qualche giorno di ritardo rispetto alla Francia e alla Penisola Iberica.
L’eventuale passaggio di deboli perturbazioni atlantiche, bloccate a nord dal promontorio anticiclonico, potrà determinare solo occasionalmente lo sviluppo di fenomeni temporaleschi violenti lungo il perimetro più caldo e instabile, specialmente in Germania, Svizzera, Austria e arco alpino. Si tratta di nubifragi potenzialmente severi ma circoscritti, incapaci, almeno inizialmente, di interrompere la configurazione meteo generale dominata dall’alta pressione subtropicale.
Italia: caldo più marginale rispetto all’Europa
Per l’Italia il promontorio subtropicale opera in maniera più marginale rispetto ai massimi previsti fra Francia e Spagna, ma il segnale di un rialzo termico è chiaro, soprattutto al Nord e lungo il versante tirrenico. La massa d’aria calda, in arrivo da ovest/sudovest, si tradurrà in un aumento progressivo delle temperature, con valori massimi che, nelle pianure interne e sulle principali città, potranno portarsi su livelli piuttosto elevati, seppur generalmente inferiori agli estremi che si registreranno sui settori più occidentali. I modelli meteo annunciano una fase caratterizzata da temperature elevate, con picchi ben sopra la norma e mari piuttosto caldi lungo le coste. Nella seconda settimana di luglio, una nuova espansione dell’alta pressione potrebbe provocare una nuova e significativa impennata delle temperature, che andrebbe a colpire in maniera particolare la Pianura Padana, le zone interne del Centro e le grandi città come Roma, Firenze e Bologna.
Differenze tra Tirreno, Adriatico e aree alpine
Le temperature non saranno distribuite uniformemente su tutta la penisola. I versanti tirrenici, maggiormente esposti alle correnti da sud-ovest, potrebbero subire gli effetti più gravosi, caratterizzati da cielo sereno, brezza debole e afa in aumento durante la notte. Al contrario, la fascia adriatica, pur registrando valori di tutto rispetto, godrebbe di correnti settentrionali più frizzanti e di una nuvolosità sparsa legata alle perturbazioni atlantiche, con la possibilità di rovesci intermittenti lungo la dorsale appenninica. I rilievi alpini e prealpini si troveranno spesso in corrispondenza del contrasto tra l’alta pressione e correnti più fresche in quota, innescando focolai temporaleschi convettivi nelle ore più calde. Tali precipitazioni allevieranno parzialmente le temperature, senza tuttavia modificare la tendenza generale di un’estate eccezionalmente calda anche in alta quota.
Impatti e criticità attese
Il mix tra temperature massime estreme e notti tropicali che interesseranno l’Europa occidentale, amplificheranno il fenomeno dello stress da calore nelle aree urbane. La cupola di alta pressione intrappola l’aria calda e impedisce il raffrescamento notturno, aumentando il disagio fisico e facendo impennare i consumi elettrici per l’uso dei condizionatori. Questa nuova fase di stasi anticiclonica andrebbe ad innestarsi su una situazione già critica, caratterizzata da fiumi in secca e terreni aridi. Di conseguenza, il rischio di incendi boschivi e siccità resta altissimo, soprattutto sulla Penisola Iberica, nel sud della Francia e in alcune aree della nostra Penisola. A preoccupare non è tanto il singolo record di temperatura, ma la persistenza di questa ondata di calore. La sua lunga durata rischia di provocare danni strutturali all’agricoltura, alle infrastrutture e alla salute.

