Dal 18 al 21 luglio 2026, nell’Aula Magna P.A.M. Dirac dell’Istituto Blackett-San Domenico, si svolgerà la 58ª Sessione degli International Seminars on Planetary Emergencies, uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati all’analisi delle più gravi minacce globali e alla definizione di strategie scientifiche condivise per affrontarle. Per quattro giornate, alcune delle più autorevoli personalità della comunità scientifica mondiale si confronteranno sulle emergenze che stanno modificando gli equilibri internazionali e il futuro del pianeta. Al centro dei lavori ci saranno le nuove forme dei conflitti, il controllo degli armamenti, le emergenze sanitarie, la transizione energetica, la cybersicurezza, l’intelligenza artificiale, le tecnologie quantistiche, la sostenibilità ambientale, i cambiamenti climatici e la crescente scarsità delle risorse idriche. L’edizione del 2026 avrà un significato particolare. Sarà infatti la prima Sessione organizzata dopo la scomparsa del suo fondatore, il Professor Antonino Zichichi, avvenuta il 9 febbraio scorso. La sua eredità scientifica e intellettuale continuerà a orientare i lavori del seminario, mantenendo al centro quella visione razionale della conoscenza e quella costante attenzione per l’umanità, la natura e le grandi sfide contemporanee che hanno caratterizzato tutta la sua attività.
La prima Sessione dopo la scomparsa di Antonino Zichichi
La 58ª Sessione degli International Seminars on Planetary Emergencies segna un passaggio storico per l’iniziativa scientifica internazionale fondata da Antonino Zichichi. L’appuntamento del luglio 2026 sarà il primo a svolgersi senza la presenza del fisico italiano, scomparso il 9 febbraio, ma continuerà a svilupparsi nel solco della sua impostazione culturale e scientifica. Per oltre mezzo secolo, gli International Seminars on Planetary Emergencies hanno rappresentato un luogo di confronto tra scienziati, esperti, istituzioni e personalità impegnate nell’analisi delle minacce che possono compromettere la sicurezza, la stabilità e lo sviluppo dell’umanità. La loro attività si fonda sulla convinzione che le emergenze globali debbano essere affrontate attraverso la ricerca, la cooperazione internazionale e il dialogo tra discipline differenti. L’eredità di Antonino Zichichi continuerà quindi a costituire il riferimento ideale della Sessione, ispirando un programma che mette in relazione conoscenza scientifica, responsabilità pubblica e attenzione per le conseguenze umane, sociali e ambientali delle trasformazioni contemporanee.
Il coordinamento di Cristian Galbiati e Fabrizio Zichichi
I lavori saranno coordinati dai Co-Chairmen Cristian Galbiati e Fabrizio Zichichi. Nel corso della Sessione interverranno i Presidenti dei Permanent Monitoring Panels, indicati con l’acronimo PMP, gli organismi scientifici permanenti incaricati di monitorare le principali emergenze planetarie. I Presidenti dei PMP presenteranno i risultati delle attività di ricerca condotte nell’arco di un anno, offrendo un quadro aggiornato sull’evoluzione delle minacce globali e sulle possibili risposte scientifiche, tecnologiche e istituzionali. Il lavoro dei Permanent Monitoring Panels rappresenta uno degli elementi centrali degli International Seminars on Planetary Emergencies. La loro funzione non si limita infatti all’analisi delle singole crisi, ma comprende un’attività continuativa di osservazione, studio e valutazione, finalizzata a individuare priorità d’intervento e strategie capaci di ridurre i rischi per le popolazioni e per il pianeta.
Quattro giornate dedicate alle grandi emergenze del XXI secolo
Il programma della 58ª Sessione sarà articolato in quattro giornate e adotterà un approccio fortemente interdisciplinare. Le questioni scientifiche saranno esaminate insieme alle loro implicazioni tecnologiche, geopolitiche, sanitarie, ambientali ed etiche. La complessità delle emergenze contemporanee rende infatti sempre più difficile separare i diversi ambiti di analisi. I conflitti internazionali sono strettamente legati all’evoluzione delle tecnologie, la sicurezza informatica si intreccia con la protezione delle infrastrutture, il cambiamento climatico incide sulla salute e sulla disponibilità di acqua, mentre l’intelligenza artificiale e le tecnologie quantistiche possono modificare il mercato del lavoro, la privacy, la sicurezza internazionale e gli equilibri geopolitici. La Sessione metterà dunque in relazione ricerca scientifica, innovazione tecnologica, geopolitica e cooperazione internazionale, con l’obiettivo di sviluppare una lettura unitaria delle emergenze planetarie e delle loro conseguenze.
Conflitti, riarmo e controllo degli armamenti nella giornata inaugurale
L’apertura dei lavori, prevista per sabato 18 luglio, sarà dedicata alle nuove forme dei conflitti e al controllo degli armamenti. La prima sessione analizzerà l’evoluzione degli scenari geopolitici internazionali, il riarmo, le minacce emergenti e le prospettive del disarmo in un contesto globale caratterizzato da tensioni crescenti e da trasformazioni tecnologiche sempre più rapide. Uno degli argomenti affrontati sarà l’impiego dei droni, strumenti che hanno assunto un ruolo crescente nei moderni scenari di guerra e che stanno contribuendo a modificare strategie militari, capacità operative e sistemi di difesa. L’analisi riguarderà anche le prospettive del disarmo e le possibilità di sviluppare nuove forme di controllo degli armamenti. La riflessione si concentrerà sulla necessità di individuare strumenti condivisi per affrontare minacce che non sono più circoscritte ai sistemi militari tradizionali, ma comprendono tecnologie autonome, sistemi digitali e nuovi dispositivi capaci di incidere sulla sicurezza internazionale. La giornata inaugurale offrirà quindi un quadro delle trasformazioni in atto nel campo dei conflitti, ponendo l’accento sul rapporto tra riarmo, innovazione tecnologica e stabilità geopolitica.
Emergenze sanitarie, malattie infettive e neuroscienze
La giornata di domenica 19 luglio si aprirà con una sessione dedicata alle emergenze sanitarie e biomediche. Il confronto riguarderà le malattie infettive emergenti, l’HIV, le neuroscienze e le ricerche più recenti nel campo della medicina. L’obiettivo sarà approfondire alcune delle principali questioni che interessano la salute globale, partendo dalla necessità di monitorare la diffusione delle nuove malattie e di rafforzare le capacità di prevenzione e risposta dei sistemi sanitari. Uno spazio specifico sarà riservato all’HIV, tema che continua a richiedere attenzione scientifica e sanitaria, e alle neuroscienze, settore nel quale le nuove ricerche stanno ampliando la conoscenza del cervello e dei meccanismi che regolano il comportamento, le funzioni cognitive e le patologie neurologiche. La sessione consentirà di mettere in relazione le più recenti acquisizioni della ricerca medica con le grandi sfide della sanità pubblica, considerando anche la necessità di sviluppare strategie internazionali coordinate contro le emergenze biologiche.
Transizione energetica e nuove tecnologie per la produzione di energia
Nella stessa giornata di domenica 19 luglio, due sessioni saranno dedicate alla transizione energetica, alle nuove tecnologie per la produzione di energia e alle strategie di mitigazione dei grandi rischi naturali e sociali. La trasformazione dei sistemi energetici rappresenta una delle sfide decisive per i prossimi anni. La ricerca di nuove fonti e tecnologie di produzione dovrà confrontarsi con la necessità di garantire sicurezza, continuità degli approvvigionamenti e riduzione dell’impatto ambientale. Il dibattito esaminerà le opportunità offerte dall’innovazione scientifica e tecnologica, valutando il contributo che le nuove soluzioni energetiche possono fornire alla costruzione di modelli di sviluppo più sostenibili. La transizione energetica sarà analizzata anche in relazione alle emergenze climatiche e sociali, poiché le scelte compiute nel campo dell’energia producono conseguenze dirette sull’ambiente, sull’economia, sulle infrastrutture e sulla qualità della vita delle popolazioni.
Incendi, infrastrutture resilienti e cambiamenti climatici
Le sessioni del 19 luglio affronteranno anche le strategie di mitigazione dei grandi rischi naturali e sociali, con particolare attenzione all’emergenza incendi, alla resilienza delle infrastrutture e agli effetti dei cambiamenti climatici. Gli incendi costituiscono una delle emergenze ambientali più gravi e possono provocare conseguenze estese sugli ecosistemi, sulle comunità locali, sulla salute pubblica e sulle attività economiche. La loro crescente intensità richiede lo sviluppo di sistemi avanzati di prevenzione, monitoraggio e intervento. Un altro tema centrale sarà la resilienza delle infrastrutture, ossia la capacità delle reti, degli edifici e dei servizi essenziali di resistere agli eventi estremi e di continuare a funzionare anche in condizioni di emergenza. La riflessione sugli effetti dei cambiamenti climatici permetterà di collocare questi rischi all’interno di uno scenario più ampio, nel quale l’aumento degli eventi estremi rende necessaria una nuova pianificazione scientifica, tecnologica e istituzionale.
Cybersicurezza e intelligenza artificiale al centro della giornata del 20 luglio
La giornata di lunedì 20 luglio sarà dedicata alle sfide della trasformazione digitale. Esperti internazionali discuteranno di cybersicurezza, intelligenza artificiale, tecnologie quantistiche, governance dell’AI, implicazioni etiche e tutela della dignità umana. La cybersicurezza è diventata un elemento essenziale per la protezione degli Stati, delle imprese, delle infrastrutture e dei cittadini. L’aumento della dipendenza dai sistemi digitali rende infatti più vulnerabili reti energetiche, servizi sanitari, comunicazioni, trasporti e amministrazioni pubbliche. Il confronto esaminerà le minacce informatiche emergenti e le strategie necessarie per proteggere dati, sistemi e infrastrutture critiche. Saranno analizzati anche i rischi derivanti dall’uso delle nuove tecnologie in contesti di conflitto, spionaggio o destabilizzazione. Ampio spazio sarà riservato all’intelligenza artificiale, una delle trasformazioni tecnologiche più rilevanti del nostro tempo. La discussione riguarderà sia le opportunità offerte dall’AI sia i rischi connessi a un suo sviluppo privo di adeguati strumenti di controllo.
Governance dell’AI, etica e dignità umana
La Sessione del 20 luglio approfondirà il tema della governance dell’intelligenza artificiale, concentrandosi sulle regole, sui principi e sui meccanismi di responsabilità necessari per orientarne l’impiego. La diffusione dell’AI pone questioni che non possono essere affrontate esclusivamente sul piano tecnico. Le decisioni assunte o supportate da sistemi automatizzati possono incidere sulla vita delle persone, sull’accesso ai servizi, sul lavoro, sulla sicurezza e sulla protezione dei dati personali. Per questa ragione, il programma prevede un confronto sulle implicazioni etiche dell’intelligenza artificiale e sulla tutela della dignità umana. La ricerca e l’innovazione dovranno essere valutate in relazione ai loro effetti sulla società e ai diritti fondamentali. L’obiettivo sarà individuare forme di governance capaci di accompagnare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale senza ostacolare il progresso scientifico, ma garantendo trasparenza, responsabilità e rispetto della persona.
Tecnologie quantistiche e nuovi scenari digitali
Accanto all’AI, la giornata del 20 luglio affronterà il tema delle tecnologie quantistiche, considerate tra le innovazioni potenzialmente più rilevanti per il futuro della ricerca, delle comunicazioni e della sicurezza. L’evoluzione di queste tecnologie può aprire nuove possibilità nel calcolo e nella gestione delle informazioni, ma può anche generare nuove vulnerabilità nei sistemi di protezione dei dati. Il confronto tra esperti consentirà di analizzare il rapporto tra innovazione quantistica, cybersicurezza e competizione internazionale. La capacità di sviluppare e controllare queste tecnologie potrebbe infatti assumere un peso crescente negli equilibri geopolitici mondiali.
Sostenibilità ambientale, salute pubblica e responsabilità scientifica
Nella stessa giornata del 20 luglio saranno affrontati i temi della sostenibilità ambientale, della salute pubblica e della responsabilità scientifica. La discussione riguarderà il ruolo della scienza nella comprensione e nella gestione delle emergenze che interessano l’ambiente e le popolazioni. Le trasformazioni climatiche, l’inquinamento, la perdita di risorse naturali e l’aumento dei rischi sanitari richiedono risposte basate su dati, ricerca e cooperazione. Il concetto di responsabilità scientifica sarà centrale nel confronto. La produzione di conoscenza e lo sviluppo di nuove tecnologie comportano infatti la necessità di valutarne le conseguenze e di orientarne l’applicazione verso la tutela dell’umanità e della natura. La sostenibilità sarà analizzata non soltanto come obiettivo ambientale, ma come condizione necessaria per la sicurezza, la salute pubblica e la stabilità sociale.
Crisi idrica, scioglimento dei ghiacciai e scarsità d’acqua
Una parte significativa dei lavori del 20 luglio sarà dedicata alla crisi globale delle risorse idriche, con particolare riferimento agli effetti del cambiamento climatico, allo scioglimento dei ghiacciai e alla crescente scarsità d’acqua in diverse aree del pianeta. La disponibilità di acqua rappresenta una delle questioni più delicate per il futuro dell’umanità. I cambiamenti climatici stanno modificando i cicli naturali, riducendo le riserve e aumentando la pressione sulle risorse idriche. Lo scioglimento dei ghiacciai costituisce uno degli indicatori più evidenti delle trasformazioni climatiche e può produrre conseguenze profonde sugli ecosistemi, sui bacini fluviali e sulle comunità che dipendono dalle riserve glaciali. La crescente scarsità d’acqua interessa già numerose aree del pianeta e può aggravare disuguaglianze, emergenze sanitarie, migrazioni e tensioni sociali. Il tema sarà affrontato mettendo in relazione ricerca scientifica, sostenibilità, gestione delle risorse e cooperazione internazionale.
Intelligenza artificiale avanzata e sicurezza internazionale
La giornata conclusiva di martedì 21 luglio sarà dedicata alle implicazioni strategiche dell’intelligenza artificiale avanzata e delle tecnologie quantistiche. I lavori analizzeranno l’impatto di queste innovazioni sulla sicurezza internazionale, sulla privacy, sul mercato del lavoro e sugli equilibri geopolitici mondiali. Lo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale sempre più avanzati può modificare profondamente le capacità decisionali, produttive e strategiche di Stati e organizzazioni. L’AI può essere utilizzata per migliorare la ricerca e i servizi, ma anche per rafforzare strumenti militari, sistemi di sorveglianza e capacità di controllo. La sessione conclusiva esaminerà quindi le conseguenze geopolitiche dell’innovazione tecnologica, considerando il rischio che la competizione per il controllo dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie quantistiche possa accentuare le divisioni e le tensioni internazionali.
Privacy, lavoro e nuovi equilibri geopolitici
Tra i temi affrontati il 21 luglio ci saranno anche la privacy e il futuro del mercato del lavoro. L’utilizzo crescente di sistemi digitali e intelligenti rende sempre più importante la protezione dei dati personali. La capacità delle tecnologie avanzate di raccogliere, elaborare e collegare grandi quantità di informazioni impone una riflessione sulle garanzie necessarie per tutelare individui e comunità. L’intelligenza artificiale può inoltre trasformare il mercato del lavoro, modificando professioni, competenze e modelli produttivi. La Sessione analizzerà queste trasformazioni nel quadro delle più ampie conseguenze sociali ed economiche dell’innovazione. Il rapporto tra tecnologia e potere sarà esaminato anche sul piano geopolitico. Il controllo delle conoscenze, dei sistemi di calcolo e delle infrastrutture digitali può diventare un elemento decisivo nella definizione dei nuovi equilibri mondiali.
La riunione plenaria finale aperta al pubblico
La 58ª Sessione degli International Seminars on Planetary Emergencies si concluderà con una riunione plenaria finale aperta al pubblico. Durante la plenaria saranno presentati i rapporti dei Permanent Monitoring Panels, che raccoglieranno i risultati del lavoro di ricerca svolto nel corso dell’anno e le principali valutazioni emerse durante le quattro giornate. Saranno inoltre delineate le priorità scientifiche per i prossimi anni e formulate le raccomandazioni conclusive. La riunione costituirà il momento di sintesi dell’intera Sessione e consentirà di trasformare le analisi elaborate dagli esperti in indicazioni rivolte alla comunità scientifica, alle istituzioni e alla società civile.
Un laboratorio internazionale sulle sfide del futuro
La 58ª Sessione conferma il ruolo degli International Seminars on Planetary Emergencies come uno dei principali laboratori internazionali di riflessione scientifica e strategica sulle grandi sfide del XXI secolo. Il programma mette in evidenza la stretta relazione tra emergenze apparentemente differenti. Conflitti, crisi sanitarie, scarsità d’acqua, incendi, cambiamenti climatici, sicurezza informatica, intelligenza artificiale e tecnologie quantistiche costituiscono parti di uno scenario globale che richiede risposte coordinate e interdisciplinari. La Sessione promuoverà il dialogo tra scienza, istituzioni e società civile, nella ricerca di soluzioni condivise per la sicurezza e il futuro del pianeta. In questo percorso continuerà a essere centrale l’eredità scientifica e intellettuale del Professor Antonino Zichichi, la cui visione della conoscenza come strumento al servizio dell’umanità continuerà a orientare i lavori degli International Seminars on Planetary Emergencies.
