Eni apre le proprie infrastrutture di supercalcolo a imprese, startup e centri di ricerca, mettendo a disposizione dell’ecosistema dell’innovazione una combinazione di capacità computazionali, competenze specialistiche e strumenti tecnologici avanzati per lo sviluppo di soluzioni basate sull’Intelligenza Artificiale. Il cuore dell’iniziativa è rappresentato dal Green Data Center di Eni in Lombardia, dove sono ospitati i due supercalcolatori Hpc6 e Hpc7. La loro combinazione permette al gruppo di superare la soglia di potenza di calcolo dell’Exascale, collocando Eni al vertice mondiale tra le realtà industriali per capacità di supercalcolo disponibile. Non si tratta soltanto di un potenziamento delle infrastrutture digitali interne. Eni sceglie infatti di trasformare una risorsa strategica proprietaria in una piattaforma accessibile anche ad aziende esterne, startup innovative, istituti scientifici e centri di ricerca impegnati nella realizzazione di modelli di AI, simulazioni avanzate e progetti con elevati requisiti computazionali.
Eni supera la soglia Exascale con i supercomputer Hpc6 e Hpc7
La notizia più rilevante riguarda la scelta di aprire la capacità dei supercomputer Eni al mercato, consentendo ad altri soggetti industriali e scientifici di utilizzare risorse che, per potenza, complessità tecnologica e costi di gestione, risultano difficilmente accessibili attraverso infrastrutture tradizionali. Il Green Data Center lombardo ospita contemporaneamente Hpc6 e Hpc7, una combinazione che consente a Eni di oltrepassare la soglia dell’Exascale. Con questo termine si indica una capacità di calcolo estremamente elevata, necessaria per elaborare enormi quantità di dati, eseguire simulazioni complesse e addestrare modelli avanzati di Intelligenza Artificiale. Grazie a questa infrastruttura, Eni è la realtà industriale con la maggiore potenza di supercalcolo disponibile al mondo. Un primato che assume un valore ancora più significativo nel momento in cui il gruppo decide di rendere parte di questa capacità accessibile anche all’esterno, trasformandola in un servizio rivolto al sistema produttivo e della ricerca. L’iniziativa punta quindi a ridurre una delle principali barriere allo sviluppo dell’AI: la disponibilità di infrastrutture sufficientemente potenti per elaborare dati, costruire modelli complessi e realizzare simulazioni ad alta intensità computazionale.
Capacità di calcolo e servizi AI per imprese, startup e centri di ricerca
L’accesso alle infrastrutture di Eni avverrà attraverso l’erogazione di servizi dedicati all’Intelligenza Artificiale. L’obiettivo è permettere ai partner di sviluppare e valorizzare infrastrutture, dati e modelli in un ambiente sicuro, competitivo e coerente con gli interessi industriali e istituzionali italiani ed europei. Imprese, startup e centri di ricerca potranno quindi utilizzare la capacità di supercalcolo di Eni per accelerare la realizzazione di nuovi progetti, diminuendo il tempo necessario per passare dalla fase di sviluppo all’applicazione concreta delle soluzioni. Uno dei principali vantaggi indicati riguarda infatti l’accelerazione del time to market rispetto ai tempi normalmente necessari per ottenere l’accesso a servizi di questa portata. La disponibilità di risorse computazionali già operative consente di evitare o ridurre i tempi richiesti per costruire infrastrutture proprietarie, reperire hardware specializzato o affidarsi a capacità esterne non sempre immediatamente disponibili. Attraverso i servizi AI di Eni sarà possibile lavorare alla creazione e alla valorizzazione di nuovi modelli di Intelligenza Artificiale, sviluppare simulazioni avanzate e realizzare progetti caratterizzati da requisiti computazionali particolarmente elevati.
Le prime aziende interessate all’infrastruttura di supercalcolo Eni
Tra le prime realtà che hanno manifestato interesse verso l’iniziativa figurano Domyn, Mercuria, Dompé, Almawave, Reply e la Fondazione Bruno Kessler. Domyn ricopre inoltre il ruolo di capofila del consorzio Europa impegnato nello sviluppo di un modello frontier AI europeo. La presenza di aziende tecnologiche, realtà industriali, soggetti attivi nel settore farmaceutico e istituzioni di ricerca evidenzia la natura trasversale dell’iniziativa. L’accesso al supercalcolo non sarà quindi limitato a un solo settore produttivo. Le infrastrutture potranno sostenere progetti differenti, accomunati dalla necessità di elaborare grandi quantità di informazioni, sviluppare algoritmi avanzati o realizzare simulazioni che richiedono una potenza difficilmente ottenibile con sistemi informatici convenzionali. Altre imprese e altri centri di ricerca potranno aderire nel tempo, sulla base di proposte progettuali di comune interesse con Eni. Il modello sarà dunque aperto all’ingresso progressivo di nuovi partner, purché i progetti risultino coerenti con gli obiettivi industriali, tecnologici e strategici dell’iniziativa.
Dal Green Data Center del 2013 alle nuove applicazioni dell’AI
Il progetto si inserisce in un percorso tecnologico avviato da Eni oltre un decennio fa. Dal 2013, attraverso il proprio Green Data Center, il gruppo “ha sviluppato e consolidato competenze distintive nella progettazione, gestione operativa e valorizzazione di infrastrutture digitali dedicate al calcolo ad alte prestazioni”. Nel corso degli anni Eni non si è limitata ad aumentare la potenza delle infrastrutture, ma ha progressivamente costruito competenze interne nella gestione del calcolo ad alte prestazioni, nell’elaborazione dei dati e nell’applicazione dell’Intelligenza Artificiale ai processi industriali. Queste capacità sono state utilizzate all’interno dei business del gruppo e vengono ora rese progressivamente disponibili anche all’ecosistema esterno dell’innovazione. Un precedente in questa direzione è rappresentato dalla Call4Innovators, iniziativa attraverso la quale Eni ha aperto il confronto con soggetti esterni interessati allo sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche. L’apertura dei supercomputer segna tuttavia un passaggio ulteriore, perché non riguarda soltanto la condivisione di esperienze o l’individuazione di progetti innovativi, ma l’accesso diretto a infrastrutture di calcolo di livello mondiale.
Un nuovo mega-data center AI in Lombardia con Khazna Data Centers
Accanto alla valorizzazione dei supercalcolatori già disponibili, Eni prepara una nuova fase di espansione delle proprie infrastrutture digitali. In Lombardia è previsto lo sviluppo di un mega-data center dedicato all’Intelligenza Artificiale, che sarà realizzato grazie a una partnership con Khazna Data Centers. Il nuovo progetto rafforzerà ulteriormente la capacità di Eni di sostenere applicazioni AI ad alta intensità computazionale. L’iniziativa si affianca al Green Data Center e alla combinazione di Hpc6 e Hpc7, delineando una strategia che considera le infrastrutture digitali e la capacità di elaborazione dei dati come asset centrali per lo sviluppo industriale. La crescita dell’Intelligenza Artificiale richiede infatti sistemi capaci di gestire volumi sempre più elevati di informazioni e processi di addestramento particolarmente complessi. Il nuovo mega-data center potrà quindi ampliare la capacità disponibile e sostenere lo sviluppo di ulteriori servizi, progetti e modelli avanzati. La scelta della Lombardia conferma inoltre la concentrazione in questa regione di una parte decisiva dell’infrastruttura tecnologica di Eni, dal Green Data Center ai supercomputer fino al futuro polo dedicato specificamente all’AI.
Supercalcolo, sicurezza dei dati e sovranità digitale europea
Uno degli obiettivi dichiarati dell’iniziativa è contribuire alla sovranità digitale italiana ed europea. La possibilità di sviluppare modelli, elaborare dati e utilizzare infrastrutture computazionali avanzate all’interno di un sistema coerente con gli interessi industriali e istituzionali nazionali ed europei assume un’importanza strategica. Il progetto punta a valorizzare infrastrutture, dati e modelli in modo sicuro e competitivo, riducendo la dipendenza da capacità tecnologiche esterne e garantendo una maggiore tutela delle informazioni, degli algoritmi e delle competenze sviluppate. La disponibilità di supercomputer proprietari permette infatti di mantenere il controllo sui processi più sensibili, evitando che dati industriali, modelli o conoscenze strategiche debbano essere necessariamente trasferiti verso infrastrutture non direttamente controllate. La sovranità tecnologica non riguarda quindi soltanto la localizzazione fisica dei sistemi, ma anche la capacità di progettare, gestire ed evolvere autonomamente le infrastrutture necessarie allo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale e del calcolo avanzato.
Perché una capacità computazionale proprietaria è strategica per Eni
Per i business del gruppo, il controllo diretto della capacità di supercalcolo rappresenta una scelta industriale che combina efficienza, flessibilità e protezione del patrimonio tecnologico. Nella nota dedicata all’iniziativa, Eni spiega che “disporre di una capacità computazionale proprietaria rappresenta una scelta altamente strategica che coniuga efficienza economica, flessibilità operativa, tutela del know-how e sovranità tecnologica: un’infrastruttura sviluppata sulle specifiche esigenze dell’azienda consente infatti di ottimizzare i costi rispetto a soluzioni esterne, di estendere progressivamente l’utilizzo del supercalcolo a nuovi ambiti tecnologici ed energetici e di proteggere algoritmi, dati e competenze distintive che costituiscono un vantaggio competitivo distintivo per Eni”. La proprietà dell’infrastruttura consente quindi di adattare progressivamente la potenza di calcolo alle esigenze dell’azienda, estendendo le applicazioni del supercalcolo a nuovi settori tecnologici ed energetici senza rinunciare alla protezione del know-how. Rispetto all’utilizzo esclusivo di piattaforme esterne, un’infrastruttura progettata sulle necessità specifiche del gruppo permette inoltre di ottimizzare i costi, gestire con maggiore flessibilità le risorse disponibili e tutelare algoritmi e dati che rappresentano un vantaggio competitivo.
Un’infrastruttura industriale aperta all’ecosistema dell’innovazione
La decisione di mettere sul mercato capacità computazionali, competenze specialistiche e strumenti avanzati trasforma il sistema di supercalcolo Eni in una piattaforma al servizio di una rete più ampia di soggetti. Da infrastruttura nata per sostenere i processi interni del gruppo, il Green Data Center diventa così uno degli elementi di un ecosistema destinato a coinvolgere imprese, startup, aziende tecnologiche, centri di ricerca e istituzioni scientifiche. Il valore dell’operazione non risiede soltanto nella potenza dei supercomputer, ma anche nell’unione tra infrastrutture, esperienza operativa e competenze maturate da Eni nella progettazione e nella gestione del calcolo ad alte prestazioni. Hpc6, Hpc7 e il futuro mega-data center dedicato all’AI rappresentano quindi i pilastri di una strategia che punta a sostenere la creazione di nuovi modelli di Intelligenza Artificiale, accelerare lo sviluppo di soluzioni industriali e rafforzare il controllo italiano ed europeo sulle tecnologie digitali considerate sempre più decisive per la competitività.
