L’eruzione dell’Etna torna a manifestarsi con straordinaria potenza sul tetto della Sicilia, regalando uno spettacolo della natura di rara bellezza ma provocando contemporaneamente significativi disagi ai trasporti aerei della regione. Il fenomeno vulcanico, caratterizzato da una imponente ed elevata nube eruttiva, risulta chiaramente ben visibile anche da Reggio Calabria e dalla Calabria, da dove cittadini e turisti stanno osservando e fotografando l’evoluzione dell’attività fin dalle prime luci del giorno. L’evento eruttivo è iniziato ormai da oltre 10 ore e, secondo gli ultimi aggiornamenti raccolti nel pomeriggio di oggi, la situazione e l’evoluzione del fenomeno continuano a mostrare la medesima intensità registrata nel corso della mattinata, confermando la persistenza dell’energia interna del sistema vulcanico.
L’evoluzione dell’attività vulcanica e i dati scientifici dell’INGV
Il quadro tecnico dell’evento è costantemente monitorato dagli esperti e dai sistemi di rilevamento geofisico. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, ha emesso un comunicato ufficiale per fare chiarezza sulla dinamica delle ultime ore, spiegando che “L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che alle ore 03:45 circa sono cominciate delle emissioni di cenere dalla bocca sull’alto fianco orientale del cratere Voragine, che si sono intensificate intorno alle 04:45, generando una nube eruttiva alta circa 1.5 km sopra la cima del vulcano e diretta verso i settori S e SSE. I modelli previsionali basati sui dati meteorologici indicano una dispersione delle ceneri verso Sud durante le prossime ore.”
I vulcanologi dell’INGV hanno inoltre analizzato il contesto eruttivo dei giorni precedenti per comprendere la genesi di questa nuova fase. Nel medesimo bollettino viene infatti precisato che “Negli ultimi giorni era continuata l’attività stromboliana alla bocca sul fianco della Voragine, mentre l’attività effusiva prodotta dalla bocca posta a quota 3030 m s.l.m., che era iniziata il 26 giugno, si era gradualmente esaurita per terminare durante la giornata del 4 luglio. Inoltre, durante la notte del 2-3 luglio, si era formato un secondo, piccolo flusso lavico da un punto ubicato tra la bocca in attività stromboliana e la bocca effusiva, percorrendo poco più di un centinaio di metri prima di arrestarsi la mattina del 3 luglio.”
La spinta del magma profondo è evidenziata dai parametri legati al tremore vulcanico, che indicano livelli energetici decisamente superiori alla norma. Gli scienziati dell’Osservatorio Etneo hanno evidenziato nel report che “L’ampiezza media del tremore vulcanico continua a restare nel campo dei valori alti mostrando una costante tendenza all’incremento. A partire da ieri, questa tendenza è caratterizzata da forti fluttuazioni dei valori che nelle ultime ore sono diventate più ampie. Alle 04:30 è stato registrato il valore massimo di ampiezza del tremore relativamente a questo episodio eruttivo. La localizzazione del centroide delle sorgenti del tremore permane nell’area del cratere Voragine, a una elevazione di circa 3000 metri al di sopra del livello medio del mare. L’attività infrasonica attualmente si attesta su un livello basso, in termini di numero di eventi e di energia rilasciata, ma nelle ultime ore è stata caratterizzata da periodi di intensa attività che ha raggiunto livelli molto alti. Le sorgenti sono localizzate nell’area del cratere Voragine, ma nelle scorse ore è stata osservata anche una debole attività al Cratere di Nord-Est. Le reti di monitoraggio delle deformazioni al momento non rilevano variazioni significative. Si segnala che a partire dalle ore 5:45 UT si osservano variazioni alla stazione clinometrica sommitale ECPN (circa 0.3 microradianti sino alle 07:30 UT) e alla stazione dilatometrica DRUV (decompressione di circa 8 nanostrain sino alle 5)“.
Le dichiarazioni degli esperti sul cratere Voragine
Per comprendere a fondo lo scenario in atto sulla sommità del vulcano attivo più alto d’Europa, Stefano Branca, direttore del Dipartimento Vulcani dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), ha rilasciato una dichiarazione ufficiale che descrive nei minimi dettagli la fenomenologia visiva e strutturale: “questa mattina il cratere Voragine ha intensificato l’intensità esplosiva in seguito ad un continuo e graduale aumento del tremore vulcanico. Attualmente sono attive diverse bocche allineate che tagliano la cresta del cratere Voragine e stanno producendo sia attività stromboliana intensa sia emissione di cenere dalle bocche di quota più alta con un plume vulcanico che si dirige in direzione sud verso Catania“. La formazione e lo spostamento di questa imponente colonna di fumo e frammenti piroclastici hanno spinto le autorità aeroportuali a intervenire tempestivamente per motivi di sicurezza aerea.
Chiusura dello spazio aereo e restrizioni all’aeroporto di Catania
La massiccia presenza di cenere vulcanica dispersa in atmosfera ha imposto drastiche limitazioni ai movimenti aerei della Sicilia orientale. La società di gestione dello scalo di Fontanarossa ha dovuto disporre misure restrittive immediate: “La società di gestione dell’aeroporto di Catania comunica che, a causa dell’attività eruttiva dell’Etna e contestuale emissione di cenere vulcanica in atmosfera, e’ stata disposta la chiusura dello spazio corrispondente alla nuvola aerea sud del vulcano (settore B2) fino alle 19 ora locale, con conseguente restrizione delle attività di volo in arrivo all’aeroporto di Catania a cinque voli all’ora, che permane fino alle ore 21 ora locale.”
A integrazione di tale provvedimento, un successivo aggiornamento della Sac ha confermato il blocco totale degli atterraggi pur mantenendo attive le procedure per i velivoli già presenti sulle piste della città etnea. Nel comunicato della società si legge testualmente: “A causa dell’attività eruttiva e contestuale emissione di cenere vulcanica in atmosfera – si legge nella nota della Sac – è stata disposta la chiusura dello spazio corrispondente alla nuvola aerea sud del vulcano (settore B2) fino alle ore 19 ora locale, con conseguente interruzione delle attività di volo in arrivo all’aeroporto di Catania. Consentite le partenze degli aeromobili presenti in aeroporto. Seguiranno aggiornamenti. I passeggeri sono pregati, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree. Seguiranno aggiornamenti nelle prossime ore“.
Uno spettacolo naturale imponente che continua nel pomeriggio
Nonostante i comprensibili disagi logistici ed economici legati al blocco parziale dell’aeroporto di Catania e alla cancellazione o dirottamento dei voli, l’evento eruttivo resta impresso negli occhi di chi lo osserva come una straordinaria e affascinante manifestazione della forza geologica del pianeta. Le emissioni gassose e l’attività stromboliana non accennano a diminuire e la monumentale nube scura continua a stagliarsi nitida nel cielo estivo. La visibilità ottimale dal territorio calabrese permette di cogliere i dettagli del plume vulcanico anche a chilometri di distanza, confermando la rilevanza di questo nuovo parossismo sommitale che terrà impegnati gli scienziati e le sale operative di controllo per tutte le prossime ore della giornata.
