Una nuova fase di intensa attività è stata osservata sull’Etna, dove nelle ultime ore sono state registrate esplosioni e una consistente emissione di cenere dai crateri sommitali. A segnalarlo è stata la nostra affezionata lettrice Antonella Infanta, che da Zafferana Etnea ci ha inviato foto del vulcano accompagnata dalla descrizione di fenomeni esplosivi in atto. Secondo il bollettino emesso dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, è stato attivato un VONA (Volcano Observatory Notice for Aviation) di colore rosso, dopo il precedente livello arancione. Il codice indica un peggioramento significativo dell’attività vulcanica e potenziali impatti per la navigazione aerea. Il report segnala una forte attività stromboliana ai crateri sommitali con intensa emissione di cenere in corso. La colonna eruttiva non è attualmente quantificabile con precisione, mentre le osservazioni sono supportate da sistemi di sorveglianza visiva e termica.
Riportato il passaggio al livello F1 per l’Etna, con alta probabilità di fontane di lava imminenti: il Dipartimento regionale della Protezione Civile Regione Sicilia ha attivato la fase operativa locale di allarme a causa dell’odierna attività esplosiva del Cratere Voragine.
Il Cratere Voragine irrequieto
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica in una nota che “alle ore 05:45 UTC circa sono cominciate delle emissioni di cenere dalla bocca sull’alto fianco orientale del cratere Voragine, che si sono intensificate intorno alle 06:45, generando una nube eruttiva alta circa 1.5 km sopra la cima del vulcano e diretta verso i settori S e SSE. I modelli previsionali basati sui dati meteorologici indicano una dispersione delle ceneri verso Sud durante le prossime ore“.
Negli ultimi giorni, prosegue l’INGV, “era continuata l’attività stromboliana alla bocca sul fianco della Voragine, mentre l’attività effusiva prodotta dalla bocca posta a quota 3030 m s.l.m., che era iniziata il 26 giugno, si era gradualmente esaurita per terminare durante la giornata del 4 luglio. Inoltre, durante la notte del 2-3 luglio, si era formato un secondo, piccolo flusso lavico da un punto ubicato tra la bocca in attività stromboliana e la bocca effusiva, percorrendo poco più di un centinaio di metri prima di arrestarsi la mattina del 3 luglio“.
L’ampiezza media del tremore vulcanico “continua a restare nel campo dei valori alti mostrando una costante tendenza all’incremento. A partire da ieri, questa tendenza è caratterizzata da forti fluttuazioni dei valori che nelle ultime ore sono diventate più ampie. Alle 06:30 UTC è stato registrato il valore massimo di ampiezza del tremore relativamente a questo episodio eruttivo. La localizzazione del centroide delle sorgenti del tremore permane nell’area del cratere Voragine, a una elevazione di circa 3000 metri al di sopra del livello medio del mare. L’attività infrasonica attualmente si attesta su un livello basso, in termini di numero di eventi e di energia rilasciata, ma nelle ultime ore è stata caratterizzata da periodi di intensa attività che ha raggiunto livelli molto alti. Le sorgenti sono localizzate nell’area del cratere Voragine, ma nelle scorse ore è stata osservata anche una debole attività al Cratere di Nord-Est“.
Le reti di monitoraggio delle deformazioni al momento non rilevano variazioni significative. Infine, l’INGV segnala che a partire dalle ore 5:45 UT si osservano variazioni alla stazione clinometrica sommitale ECPN (circa 0.3 microradianti sino alle 07:30 UT) e alla stazione dilatometrica DRUV (decompressione di circa 8 nanostrain sino alle 7 UTC).

