Nuova fase eruttiva dell’Etna. L’Osservatorio Etneo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha rilevato un’intensa attività dal cratere Voragine, con una fontana di lava, una significativa emissione di cenere e un piccolo flusso piroclastico diretto verso la Valle del Bove. Secondo quanto comunicato dall’INGV, l’attività stromboliana è iniziata intorno alle 03:30 e si è progressivamente intensificata nel corso della mattinata, fino a trasformarsi in una fase molto sostenuta caratterizzata dall’emissione di lava incandescente. Alle 09:59 le telecamere della rete dell’Osservatorio Etneo hanno documentato un piccolo flusso piroclastico originatosi dal cratere Voragine e sceso in direzione della desertica Valle del Bove.
A partire dalle 9 si è registrato anche un deciso aumento dell’emissione di cenere vulcanica. La nube generata dall’attività eruttiva ha raggiunto un’altezza di circa 7 km sul livello del mare, propagandosi verso il settore occidentale del vulcano. Il personale INGV presente sul territorio ha inoltre segnalato ricadute di cenere sull’abitato di Bronte. Dalle 10:30 circa, l’attività stromboliana ha iniziato a diminuire gradualmente, fino a raggiungere livelli molto modesti. Rimane tuttavia una intensa emissione di cenere dal cratere Voragine.
Sul fronte dei parametri vulcanici, l’INGV ha comunicato che l’ampiezza media del tremore vulcanico, dopo la fase di incremento osservata nelle ore precedenti, ha subito un rapido calo a partire dalle 10, pur restando nella fascia dei valori elevati. La sorgente del tremore, inizialmente localizzata in un’area poco a Ovest dei crateri Voragine e Bocca Nuova, si è successivamente spostata in corrispondenza del cratere Voragine, a una profondità stimata di circa 3 km sopra il livello del mare.
Anche l’attività infrasonica ha mostrato variazioni significative: dalle 06:30 sono stati rilevati eventi di media energia localizzati nell’area del cratere Voragine, mentre attualmente il livello risulta basso. Per quanto riguarda le deformazioni del vulcano, il dilatometro DRUV ha registrato, dall’inizio della fase eruttiva, una decompressione di circa 60 nanostrain. La stazione clinometrica sommitale del cratere Del Piano (ECP) ha invece rilevato nello stesso periodo una variazione di circa un microradiante.
