Europa, la partita del gas entra nella fase decisiva in vista dell’inverno

Le scorte di gas europee restano indietro: mancano ancora 68 miliardi di metri cubi per centrare gli obiettivi Ue

Le riserve di gas negli impianti di stoccaggio sotterraneo europei hanno raggiunto il 53% della capacità complessiva, ma il dato rappresenta il livello più basso registrato in questo periodo dell’anno negli ultimi cinque anni. È quanto emerge dai calcoli dell’agenzia Tass basati sui dati di Gas Infrastructure Europe (Gie), che evidenziano una situazione di forte ritardo nella fase di ricostituzione delle scorte in vista della stagione invernale 2026-2027. Gli impianti di stoccaggio sotterraneo (Ugs) europei contengono attualmente 57,9 miliardi di metri cubi di gas, una quantità inferiore di 11,8 miliardi di metri cubi rispetto a un anno fa. Alla stessa data dello scorso anno, infatti, il livello di riempimento degli stoccaggi era pari al 63,6%, mentre oggi il continente si trova 15,38 punti percentuali al di sotto della media quinquennale per questo periodo. La principale criticità riguarda la velocità di accumulo delle riserve: dall’inizio della stagione estiva di immissione del gas, partita ad aprile 2026, i Paesi dell’Unione europea hanno effettuato immissioni nette superiori a 27 miliardi di metri cubi, un volume che rappresenta però soltanto il 40% dei quantitativi necessari per affrontare il prossimo inverno.

Stoccaggi gas Ue in difficoltà: il ritmo delle immissioni è ai minimi degli ultimi sei anni

Il rallentamento delle operazioni di riempimento degli stoccaggi europei di gas è diventato particolarmente evidente dall’inizio di luglio, quando il livello delle immissioni nette è sceso al minimo degli ultimi sei anni. La differenza tra il gas immesso negli impianti e quello prelevato per soddisfare la domanda energetica mostra quindi una capacità di accumulo inferiore rispetto alle esigenze previste per la prossima stagione fredda. Secondo le stime riportate, per raggiungere il livello richiesto dall’Unione europea saranno necessarie ulteriori immissioni nette pari ad almeno 68 miliardi di metri cubi entro l’inizio della stagione autunno-inverno 2026-2027. La situazione assume particolare rilevanza perché gli impianti di stoccaggio sotterraneo europei rappresentano una delle principali riserve strategiche per garantire la sicurezza energetica nei mesi caratterizzati da maggiore consumo di gas, quando aumenta la richiesta per il riscaldamento e per la produzione di elettricità.

Obiettivo Ue del 90% degli stoccaggi entro dicembre: cresce il rischio di mancato raggiungimento

Secondo i requisiti stabiliti dalla Commissione europea, gli Stati membri dell’Ue devono portare gli stoccaggi di gas al 90% della capacità nel periodo compreso tra il 1° ottobre e il 1° dicembre di ogni anno. La normativa prevede tuttavia un margine di flessibilità del 10% nel caso in cui si verifichino condizioni particolarmente difficili per il riempimento degli impianti. Nonostante questa possibilità, il divario attuale rimane significativo e rende più complesso il raggiungimento degli obiettivi fissati per il prossimo inverno. Sul fronte delle previsioni, Gazprom ha indicato che le riserve negli impianti di stoccaggio sotterraneo europei potrebbero non arrivare nemmeno al 75% entro l’inizio della prossima stagione di riscaldamento. Il dato evidenzia una possibile difficoltà per il sistema energetico europeo, chiamato a ricostituire scorte sufficienti dopo una fase caratterizzata da maggiore competizione internazionale per le forniture disponibili.

Gnl, Medio Oriente e caldo estremo: i fattori che hanno rallentato il riempimento degli stoccaggi

Tra le cause che hanno influenzato negativamente le immissioni negli stoccaggi europei di gas viene indicata la perdita di competitività dell’Europa rispetto all’Asia nell’accesso alle forniture di gas naturale liquefatto (Gnl) disponibili durante il conflitto in Medio Oriente. La maggiore concorrenza internazionale per i carichi di Gnl ha contribuito a rendere più complesso l’approvvigionamento europeo, in un contesto già caratterizzato dall’aumento dei prezzi dei combustibili. Un ulteriore elemento di pressione è arrivato dalle condizioni climatiche registrate nei mesi estivi. Il caldo estremo di giugno e luglio ha determinato un forte incremento della domanda di energia elettrica, soprattutto per alimentare i sistemi di raffreddamento e climatizzazione. Durante i periodi di temperature elevate, il consumo elettrico aumenta sensibilmente e il gas naturale continua a rappresentare una delle principali fonti utilizzate per la produzione di energia, insieme a nucleare, eolico e solare.

La corsa al gas prima dell’inverno 2026-2027: l’Europa deve accelerare le importazioni e le riserve

Il quadro degli stoccaggi gas europei evidenzia quindi una fase di forte pressione per il sistema energetico dell’Unione europea. Con livelli di riempimento inferiori alla media storica e un ritmo di accumulo rallentato, il continente dovrà aumentare gli sforzi per colmare il divario rispetto agli obiettivi fissati. Le prossime settimane saranno decisive per valutare la capacità dell’Europa di incrementare le riserve strategiche di gas e arrivare alla stagione fredda con un livello di sicurezza adeguato. Il nodo centrale resta quello della disponibilità delle forniture e della capacità di competere sul mercato internazionale del Gnl, mentre la domanda energetica continua a essere influenzata sia dai fattori climatici sia dalle esigenze della produzione elettrica.