Fentanyl rubato a Roma, allarme per 80 fiale sottratte: “rischio overdose elevatissimo anche al primo utilizzo”

Le fiale rubate dalla farmacia dell’Ospedale Israelitico di Roma sono sufficienti a produrre decine di migliaia di dosi

Il furto di 80 fiale di fentanyl dalla farmacia dell’Ospedale Israelitico di Roma accende l’attenzione delle istituzioni per le possibili ricadute legate alla diffusione illecita di una sostanza estremamente potente. La vicenda è monitorata dal Governo, anche perché le fiale sottratte sarebbero sufficienti a produrre decine di migliaia di dosi. Sul caso interviene Massimo Barra, tra i primi medici in Italia a occuparsi professionalmente di tossicodipendenze e fondatore di Villa Maraini a Roma, che all’Adnkronos Salute sottolinea la pericolosità della sostanza e la necessità di massima cautela.

Massimo Barra: “il fentanyl è un farmaco estremamente potente, molto più dell’eroina”

Barra evidenzia il rischio altissimo connesso all’uso non terapeutico del fentanyl, soprattutto per chi non lo ha mai assunto. “Il fentanyl è un farmaco estremamente potente, molto più dell’eroina. Per chi non lo ha mai assunto il rischio di overdose è elevatissimo: anche al primo utilizzo può avere conseguenze letali”. Una valutazione che assume particolare rilievo alla luce del furto avvenuto a Roma. La sostanza, se sottratta al circuito sanitario e destinata a un uso illecito, può rappresentare un pericolo molto grave per la salute pubblica. Il fondatore di Villa Maraini richiama quanto accaduto negli Stati Uniti, dove il fentanyl è stato al centro di una crisi sanitaria drammatica. “Negli Stati Uniti – osserva – il fentanyl ha provocato un numero enorme di decessi. È una sostanza che può essere letale anche in quantità molto ridotte e va maneggiata con estrema cautela. Per questo sono convinto che chi ha rubato le fiale sappia bene che cosa ha tra le mani: non credo si tratti di persone inconsapevoli”. Secondo Barra, in Italia la situazione non è paragonabile a quella americana, ma l’attenzione resta alta. “In Italia non esiste al momento un’emergenza fentanyl” paragonabile a quella americana. “Non c’è un allarme come negli Stati Uniti – sottolinea – ma la riunione convocata oggi a Palazzo Chigi dimostra che la preoccupazione c’è ed è giustificata. Viviamo in un mondo senza frontiere e fenomeni che si sono sviluppati negli Usa potrebbero ripresentarsi anche nel nostro Paese”.

Le fiale rubate all’Ospedale Israelitico: “resta da capire quale sarà la destinazione”

Il nodo centrale resta la destinazione delle 80 fiale rubate dalla farmacia dell’Ospedale Israelitico di Roma. Barra insiste sul fatto che chi ha compiuto il furto fosse consapevole del valore e della pericolosità della sostanza sottratta. “Chi le ha sottratte sa cosa ha rubato. Resta da capire quale sarà la destinazione di queste fiale”. La possibilità che il fentanyl possa finire in circuiti illeciti rende il caso particolarmente delicato, anche per la capacità di una quantità limitata di sostanza di generare un numero molto elevato di dosi. Barra precisa che nella struttura romana non sono stati rilevati casi recenti di abuso legati a questa sostanza. “Non abbiamo registrato casi di abuso di fentanyl”. Il medico ricorda però un episodio risalente agli anni passati, relativo a una persona con dipendenza da fentanyl. “L’unica persona che ho conosciuto con una dipendenza da fentanyl era un anestesista. Non lo assumeva per sostenere i turni di lavoro, ma per gli effetti della sostanza. Era consapevole di come utilizzarla, la aspirava e poi beveva acqua”. Il racconto evidenzia come la conoscenza farmacologica della sostanza non elimini il rischio di dipendenza e abuso, soprattutto quando il farmaco viene impiegato al di fuori delle finalità terapeutiche.