Forte scossa di terremoto sveglia il Centro Italia: gente in strada, l’analisi INGV | DATI e MAPPE

Il sisma di magnitudo 4.1 ha spinto molte persone a scendere in strada in piena notte. La scossa è stata avvertita in modo netto su un'area vastissima che va dal Tirreno all'Adriatico

Poco dopo la mezzanotte una scossa di terremoto ha bruscamente interrotto il sonno di tantissime persone tra il Molise, l’Abruzzo e il Lazio. Il sisma, di magnitudo 4.1, ha avuto epicentro nel territorio di Pizzone, in provincia di Isernia, a una profondità di 10 km. L’evento tellurico è durato per diversi secondi ed è stato avvertito in maniera netta in tutto l’isernino e in molte altre province limitrofe, tra cui Chieti, L’Aquila e Caserta. Temendo il peggio, moltissima gente è scesa immediatamente in strada nel cuore della notte per mettersi al sicuro e allontanarsi preventivamente dagli edifici. Fortunatamente, nonostante la grande paura e il comprensibile fuggi fuggi generale registrato durante le ore notturne, al momento le autorità e i soccorritori sul territorio non segnalano alcun danno a persone o a strutture pubbliche e private.

La sequenza sismica e il primo comunicato ufficiale dell’INGV

Dopo il forte evento delle ore 00:08, la terra ha continuato a tremare seppur con minore intensità. Esattamente alle ore 03:41, i sismografi hanno infatti rilevato una replica magnitudo 2.2, sempre all’interno della medesima area epicentrale e con un ipocentro localizzato a 9 km di profondità. A fare chiarezza sulle dinamiche geologiche di questa nottata è intervenuto l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) con un dettagliato approfondimento. Gli esperti spiegano testualmente che “un terremoto di magnitudo Richter ML 4.1 è stato registrato dalle stazioni della Rete Sismica Nazionale alle ore 00:08 italiane del 25 luglio 2026, 2 km a Ovest di Pizzone, ad una profondità di circa 10 km. L’area interessata da questo evento è al confine tra il Molise, l’Abruzzo e il Lazio”.

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Una zona storica caratterizzata da altissima pericolosità sismica

Il territorio appenninico interessato dai movimenti tellurici odierni ha una complessa e ben documentata storia geologica alle spalle. A confermarlo è la stessa analisi tecnica redatta dall’INGV, precisando che “la zona interessata da questo terremoto è caratterizzata da pericolosità sismica molto alta, come testimoniato dalla Mappa della pericolosità sismica del territorio nazionale (MPS04) e dai forti terremoti avvenuti in passato“.

L’istituto prosegue l’analisi citando i dati storici del catalogo nazionale: “Secondo il Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani CPTI15 v. 4.0, in passato in questa area sono avvenuti diversi terremoti, alcuni dei quali anche di magnitudo superiore a magnitudo 5. Tra questi ricordiamo gli eventi del 24 marzo 1693 di magnitudo stimata pari a Mw 5.2 e del 9 settembre 1349 di magnitudo Mw 6.8 (a Sud/Ovest dell’epicentro odierno). Più recentemente gli eventi del 12 agosto 1983 di magnitudo Mw 4.8 e quello del 7 maggio 1984 di magnitudo Mw 5.9“.

I risentimenti macrosismici dal Mar Tirreno al Mare Adriatico

I dati finali raccolti dalla rete nazionale evidenziano quanto il sisma sia stato avvertito lontano dall’area epicentrale di Pizzone. I sismologi dell’INGV concludono infatti il loro bollettino di analisi sottolineando che “dalla mappa della sismicità strumentale dal 1985 ad oggi notiamo che l’area interessata da questo terremoto è caratterizzata da sismicità diffusa e frequente. La mappa di scuotimento sismico (SHAKEMAP), calcolata dai dati delle reti sismiche e accelerometriche INGV e DPC, mostra dei livelli di scuotimento stimato fino al 5° grado MCS“.

Infine, integrando e analizzando tempestivamente le numerosissime segnalazioni della popolazione, l’INGV afferma: “Dalla mappa dei risentimenti macrosismici ricavate dai questionari inviati al sito www.hsit.it, in continuo aggiornamento, notiamo che l’evento di questa notte è stato risentito in un’area molto estesa dal Tirreno all’Adriatico, in particolare nelle province di Isernia, Frosinone, L’Aquila, Campobasso con valori di intensità fino al 5°-6° grado MCS“.