Il Piemonte punta a diventare il laboratorio italiano per una delle soluzioni più innovative nel campo delle energie rinnovabili: installare pannelli fotovoltaici tra le rotaie ferroviarie. L’idea, sviluppata dall’azienda svizzera Sun-Ways, è già stata sperimentata in Svizzera su un tratto di circa 100 metri di binari insieme alle ferrovie elvetiche e, dopo i primi risultati positivi, potrebbe essere estesa a reti ferroviarie più ampie. Ora il progetto guarda anche all’Italia. A valutare una possibile sperimentazione sarebbe Rfi, la società che gestisce la rete ferroviaria nazionale, e il Piemonte intende candidarsi per ospitare il progetto pilota. L’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati ha annunciato l’intenzione di contattare i vertici della società per proporre il territorio piemontese come area di prova. “Lo farò nei prossimi giorni – spiega -. Ci sono chilometri di rotaie che possono essere sfruttati, siamo disponibili a sperimentare”. La proposta arriva in una fase decisiva per le politiche energetiche regionali, mentre approda in Consiglio regionale la nuova legge sulle fonti rinnovabili della giunta Cirio, un provvedimento che individua le aree considerate idonee per la realizzazione degli impianti e definisce i criteri per il loro sviluppo.
Il Piemonte punta a 5 GW di nuova potenza rinnovabile entro il 2030
Il quadro nel quale si inserisce il progetto dei pannelli fotovoltaici sui binari è quello della sfida energetica fissata dall’Unione europea e dal Governo: raggiungere entro il 2030 in Piemonte 5 GW di potenza aggiuntiva rispetto ai livelli del 2021. Secondo quanto spiegato dalla Regione, il territorio è oggi circa a metà del percorso previsto. Dal Grattacielo Piemonte viene però ribadita la fiducia nella possibilità di raggiungere l’obiettivo attraverso una programmazione mirata degli impianti. “Siamo in linea e con questa legge pensiamo di farcela”, assicura Marnati. La strategia regionale punta soprattutto sul fotovoltaico, mentre introduce forti limitazioni per il settore eolico, ritenuto meno adatto alle caratteristiche del territorio piemontese. L’obiettivo dichiarato è concentrare la produzione di energia pulita in aree già compromesse o fortemente antropizzate, evitando un consumo indiscriminato di territorio agricolo.
Fotovoltaico, la nuova legge individua le aree dove installare gli impianti
La normativa regionale stabilisce un modello basato sulla localizzazione degli impianti in zone considerate più compatibili. Il fotovoltaico viene favorito vicino ai poli industriali e logistici, lungo le infrastrutture viarie principali e nelle aree già interessate da interventi di bonifica. Tra le aree individuate rientrano quelle collocate entro 350 metri dalle zone industriali o dai data center, entro 100 metri dai siti oggetto di bonifica, in una fascia di 150 metri attorno a superstrade e autostrade, oltre a canali irrigui e laghi artificiali. La Regione non ha la possibilità di istituire vere e proprie aree vietate, ma può invece orientare lo sviluppo degli impianti attraverso incentivi e una semplificazione delle procedure autorizzative nelle zone ritenute strategiche. Tra le novità previste dalla legge c’è anche l’obbligo per i nuovi centri commerciali di aumentare la potenza degli impianti fotovoltaici rispetto agli standard attuali, utilizzando anche le coperture dei parcheggi.
Tutela dei campi agricoli e nuovi vincoli per l’agrivoltaico
Uno dei punti centrali della norma riguarda la protezione delle superfici agricole. Le aree considerate idonee alla realizzazione degli impianti non potranno superare lo 0,8% della superficie agricola utilizzata, con un limite massimo del 3% a livello comunale. La legge interviene anche sull’agrivoltaico, cioè il sistema che prevede pannelli sopraelevati lasciando spazio alle coltivazioni sottostanti. In questo caso viene introdotto il principio secondo cui gli impianti non devono compromettere la capacità produttiva del suolo. La linea scelta dalla Regione è quindi quella di aumentare la produzione di energia rinnovabile mantenendo una particolare attenzione al settore agricolo e al paesaggio. “È una legge equilibrata, che ci permettere di raggiungere gli obiettivi salvaguardando l’agricoltura e individuando aree antropizzate come sedi degli impianti”, sostiene Marnati.
Stop all’eolico senza 2.500 ore di funzionamento annuo
Sul fronte dell’energia eolica, invece, il provvedimento introduce un criterio particolarmente selettivo. Gli impianti potranno essere realizzati soltanto se i generatori saranno in grado di garantire almeno 2.500 ore di funzionamento annuo. Una soglia considerata difficile da raggiungere in Piemonte, territorio caratterizzato da una ventosità generalmente contenuta e dove, inoltre, la realizzazione di pale eoliche è spesso al centro di contestazioni legate all’impatto sul paesaggio. Restano esclusi dal limite soltanto i piccoli generatori con potenza inferiore ai 20 kilowatt.
La sfida dei pannelli solari sui binari: il Piemonte apre alla sperimentazione ferroviaria
Nel nuovo scenario energetico regionale si inserisce quindi anche la possibile sperimentazione dei pannelli fotovoltaici sulle linee ferroviarie. Il progetto sviluppato da Sun-Ways rappresenta una strada alternativa per produrre energia senza sottrarre ulteriore terreno agricolo. Dopo la prima esperienza in Svizzera e la partnership annunciata con le ferrovie francesi Sncf, l’ipotesi di un coinvolgimento italiano attraverso Rfi apre una nuova prospettiva anche per il Piemonte, che dispone di migliaia di chilometri di infrastrutture ferroviarie potenzialmente utilizzabili. La Regione punta così a unire innovazione tecnologica e programmazione energetica, candidandosi a ospitare una sperimentazione che potrebbe trasformare le infrastrutture ferroviarie in nuove superfici per la produzione di energia solare.
