La Francia affronta la 3ª ondata di calore in appena 2 mesi, con il caldo estremo che si estende verso i dipartimenti occidentali del Paese. Domani saranno 24 le aree del quadrante nordoccidentale interessate dal livello di allerta rosso, mentre in molte regioni le temperature raggiungeranno i +40°C. Secondo le previsioni di Météo France, soltanto alcune zone saranno risparmiate dalla fase più intensa dell’ondata di calore: la Corsica, la Costa Azzurra, il Nord del Paese e alcuni dipartimenti montani. Il caldo persistente dovrebbe accompagnare la Francia fino alla metà della prossima settimana, anche se tra martedì e mercoledì sono previste temperature leggermente più contenute.
Di fronte all’emergenza, il primo ministro Sébastien Lecornu ha presieduto una riunione della cellula di crisi e ha attivato il piano “Orsec” per il caldo estremo. La misura, introdotta recentemente, prevede l’apertura di centri di accoglienza temporanei, spazi protetti e luoghi destinati al refrigerio per assistere soprattutto le persone più vulnerabili, tra cui anziani e senzatetto.
Parallelamente all’emergenza meteo, resta alta la preoccupazione per gli incendi. Nella Drome, nel Sud/Est della Francia, i roghi attivi da giorni hanno già distrutto 3.700 ettari di vegetazione, secondo l’ultimo bilancio dei vigili del fuoco. Météo France ha inoltre segnalato un dipartimento con rischio “elevatissimo” di incendi e altri 63 con rischio “elevato”. Il bilancio complessivo dall’inizio dell’anno è particolarmente pesante: in Francia sono andati distrutti oltre 25mila ettari di terreno. A fornire la stima è stato Julien Marion, direttore generale della Protezione civile, al termine di una riunione interministeriale di crisi. “Dall’inizio dell’anno abbiamo registrato poco più di 8mila focolai nel Paese, con una superficie bruciata stimata superiore ai 25mila ettari. Si tratta di una cifra all’incirca doppia rispetto a quella registrata nello stesso periodo dell’anno scorso“, ha dichiarato Marion.
Le ripetute ondate di caldo delle ultime settimane hanno favorito la diffusione degli incendi, che hanno colpito in particolare i dipartimenti dei Pirenei Orientali e della Drome, mettendo sotto pressione il sistema di protezione civile francese.
