Una turista tedesca settantenne è morta oggi mentre faceva il bagno nelle acque di Rivabella, località balneare di Gallipoli, lungo la costa ionica del Salento. La donna, arrivata in vacanza nella zona, aveva raggiunto da sola una spiaggia che nella giornata odierna risultava poco frequentata, anche a causa del caldo intenso e delle temperature elevate che hanno raggiunto i +35°C. Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto, l’anziana sarebbe entrata in mare con l’intenzione di concedersi una nuotata. Poco dopo, però, potrebbe essere stata colpita da un malore improvviso che le avrebbe fatto perdere conoscenza mentre si trovava in acqua. Il corpo della donna è stato notato galleggiare a pochi metri dalla riva da alcuni bagnanti presenti sulla spiaggia. Le persone intervenute hanno immediatamente provveduto a riportarla sulla battigia, cercando di prestare i primi aiuti in attesa dell’arrivo dei soccorsi.
I soccorsi a Rivabella: inutili le manovre di rianimazione
Sul posto sono arrivati gli operatori sanitari, che hanno avviato le procedure di emergenza e praticato a lungo le manovre rianimatorie nel tentativo di salvare la vita alla turista. Nonostante gli sforzi dei soccorritori, ogni tentativo si è rivelato inutile. Il medico intervenuto sul luogo della tragedia ha dovuto quindi accertare il decesso della donna. Restano ora da chiarire con precisione le cause della morte, anche se l’ipotesi più probabile al momento è quella di un malore in mare che avrebbe provocato la perdita di coscienza e il successivo annegamento. L’episodio ha riportato l’attenzione sui rischi legati alla balneazione durante le giornate caratterizzate da temperature molto elevate, soprattutto per le persone più anziane, quando lo sforzo fisico e le condizioni ambientali possono rappresentare un fattore di criticità.
Altri due episodi mortali nello Ionio salentino nelle ultime settimane
La tragedia di Rivabella a Gallipoli si aggiunge ad altri due episodi drammatici avvenuti recentemente nelle acque dello Ionio salentino. Martedì scorso un turista marchigiano di 64 anni aveva perso la vita durante un’immersione subacquea nelle acque di Santa Caterina, lungo la costa del comune di Nardò. Anche in quel caso, secondo quanto ricostruito, la morte sarebbe riconducibile a un malore improvviso accusato durante l’attività in mare. Un’altra tragedia si era verificata pochi giorni prima, il 4 luglio, quando il 54enne di Sanarica Gennaro Cagnazzo aveva perso la vita nelle acque di Otranto dopo essere riuscito a mettere in salvo i suoi due figli gemelli di otto anni, entrambi in difficoltà tra le onde.
La morte dopo il salvataggio dei figli a Otranto
Nel caso di Gennaro Cagnazzo, la dinamica aveva evidenziato un gesto di grande coraggio: l’uomo si era tuffato per aiutare i due gemelli che si trovavano in difficoltà a causa del mare mosso, riuscendo a portarli fuori dalla situazione di pericolo. Secondo le prime ricostruzioni, però, lo sforzo compiuto per salvare i figli sarebbe stato fatale. Dopo aver affrontato la difficoltà delle onde e la forte fatica fisica, il 54enne non era riuscito a sopravvivere. Gli ultimi episodi confermano una fase particolarmente delicata per le coste del Salento, dove con l’arrivo dell’estate e l’aumento delle presenze turistiche cresce anche l’attenzione sulla sicurezza in mare, soprattutto in presenza di condizioni climatiche estreme e possibili situazioni di emergenza durante la balneazione.
