Le scorte di gas negli impianti di stoccaggio europei hanno superato la soglia del 50%, ma restano al livello più basso degli ultimi cinque anni. Secondo i calcoli dell’agenzia TASS, basati sui dati di Gas Infrastructure Europe (GIE), gli impianti di stoccaggio del continente risultano attualmente pieni al 50,03%, un dato che segnala un avanzamento nel processo di riempimento ma che resta sensibilmente inferiore rispetto agli anni precedenti. Il livello attuale è infatti pari al 15,05% in meno rispetto alla media quinquennale per questa data. Il confronto con l’anno precedente evidenzia ulteriormente la distanza: nello stesso periodo gli stoccaggi europei erano pieni al 60%. Nei depositi sono contenuti oggi 54,7 miliardi di metri cubi di gas, pari a 11 miliardi di metri cubi in meno rispetto alle riserve del 2025.
Immissione netta di gas ai minimi degli ultimi sei anni
Alla debolezza del livello complessivo delle riserve di gas si aggiunge il rallentamento dell’immissione netta di gas nei depositi sotterranei europei. Dall’inizio di luglio, la differenza netta tra i volumi immessi e quelli prelevati dagli impianti da parte dei Paesi dell’Unione Europea ha raggiunto il livello più basso degli ultimi sei anni. Il dato assume particolare rilievo perché arriva in una fase cruciale per il riempimento degli stoccaggi sotterranei di gas, in vista del prossimo periodo autunno-inverno. La capacità di accumulare volumi sufficienti nei mesi estivi rappresenta infatti un elemento centrale per la sicurezza energetica europea, soprattutto in un contesto in cui le riserve risultano inferiori alla media storica.
GNL in calo: importazioni giornaliere ai minimi da 22 mesi
Un altro elemento significativo riguarda le importazioni di GNL in Europa, scese all’inizio di luglio al livello più basso degli ultimi 22 mesi. Il calo si è verificato nonostante un’ondata di calore e la necessità di rifornire gli stoccaggi esauriti, due fattori che avrebbero potuto sostenere la domanda di gas naturale liquefatto. Da inizio luglio, i flussi di GNL dai terminal europei verso il sistema di trasmissione dell’Unione Europea sono diminuiti del 34% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In particolare, il 2 luglio le importazioni giornaliere di gas naturale liquefatto sono scese al livello più basso da settembre 2024, attestandosi a 231 milioni di metri cubi.
Il confronto con il 2025 evidenzia il ritardo degli stoccaggi
Il confronto annuale mostra un quadro di riempimento più debole rispetto al 2025. Gli impianti di stoccaggio europei contengono attualmente 54,7 miliardi di metri cubi di gas, mentre le riserve risultano inferiori di 11 miliardi di metri cubi rispetto allo scorso anno. Il dato del 50,03% di riempimento rappresenta quindi un livello superiore alla metà della capacità disponibile, ma non sufficiente a colmare il divario con gli anni precedenti. La distanza dalla media quinquennale, pari al 15,05%, conferma che il ritmo di accumulo resta sotto pressione.
Obiettivo UE: stoccaggi al 90% tra ottobre e dicembre
La Commissione Europea richiede agli Stati membri di garantire che i propri impianti di stoccaggio del gas siano pieni al 90% nel periodo compreso tra il 1° ottobre e il 1° dicembre di ogni anno. È prevista una flessibilità consentita del 10% in caso di condizioni di riempimento difficili. In questo quadro, l’immissione netta nei depositi europei entro l’inizio del periodo autunno-inverno 2026-2027 deve raggiungere almeno 68 miliardi di metri cubi per soddisfare lo standard di riempimento richiesto. Il livello attuale indica che il percorso verso l’obiettivo resta impegnativo.
Verso l’inverno 2026-2027: accumulato il 35% del gas necessario
Ad oggi, l’Europa ha immesso nei propri stoccaggi di gas il 35% del volume necessario per il prossimo inverno. Si tratta di 24 miliardi di metri cubi di gas, un dato che mette in evidenza quanto resti ancora da accumulare per arrivare ai livelli richiesti in vista della stagione fredda. Il rallentamento dell’immissione netta, il calo dei flussi di GNL e il livello delle scorte inferiore alla media quinquennale delineano una fase delicata per il mercato energetico europeo. Pur avendo superato la soglia del 50%, gli stoccaggi europei restano ai minimi degli ultimi cinque anni, mentre la capacità di accelerare il riempimento nei prossimi mesi sarà decisiva per raggiungere gli standard fissati dall’Unione Europea.
