Una nuova fase nei rapporti tra le associazioni ambientaliste e l’Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga si è aperta lunedì 13 luglio ad Assergi. Nella sede dell’Ente, il Commissario straordinario Patrizio Schiazza ha incontrato una delegazione delle nove associazioni promotrici dell’assemblea pubblica dedicata al futuro turistico e ambientale del massiccio. L’elemento più rilevante emerso dal confronto riguarda l’impegno dell’Ente Parco a procedere, entro l’anno, verso una pianificazione integrata dei flussi turistici. Un percorso che comprenderà l’avvio della redazione del Piano economico e sociale e del Regolamento del Parco, con il coinvolgimento dei diversi portatori di interesse, comprese le associazioni. L’incontro segna un passaggio significativo anche sul piano istituzionale, perché arriva dopo molti anni caratterizzati da una costante difficoltà di collaborazione tra le organizzazioni ambientaliste e l’Ente. Le parti hanno stabilito di avviare un confronto sistematico attraverso riunioni periodiche, con l’obiettivo di verificare passo dopo passo i risultati della collaborazione.
L’assemblea sul turismo sostenibile al Gran Sasso
Le nove associazioni avevano promosso l’11 aprile, a L’Aquila, un’assemblea pubblica sul tema “Gran Sasso: turismo per la natura, non contro la natura, per lo sviluppo di un turismo diffuso basato sulla tutela e la valorizzazione dei valori ecologici”. Dopo quell’appuntamento, le organizzazioni avevano chiesto un incontro alle Amministrazioni comunali, alla Regione e all’Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, con l’intento di aprire un confronto sulle iniziative già in corso e sui progetti riguardanti la gestione delle attività turistiche sul Gran Sasso. Dei tre soggetti istituzionali coinvolti, soltanto l’Ente Parco ha risposto positivamente, accogliendo la richiesta di confronto. Le altre amministrazioni, nonostante i solleciti, non hanno invece fornito alcun riscontro. Alla riunione di Assergi hanno partecipato i rappresentanti di Forum Ambientalista, Appennino Ecosistema, Rewilding Apennines, Salviamo l’Orso, Stazione Ornitologica Abruzzese, Touring Club Italiano L’Aquila, WWF Abruzzo e WWF Lazio.
La pressione turistica sugli habitat del Gran Sasso
Nel corso dell’incontro, le associazioni hanno sottoposto al Commissario Schiazza una serie di interventi considerati urgenti per evitare il progressivo deterioramento dei grandi valori ecologici del Gran Sasso. Al centro del confronto è stata posta la crescente pressione turistica, ritenuta sempre più aggressiva e pesante per gli habitat più fragili e per le specie vegetali e animali presenti nell’area protetta. La gestione dei visitatori viene quindi considerata una questione prioritaria per consentire all’Ente Parco di esercitare pienamente il proprio compito istituzionale di tutela dell’ambiente. La preoccupazione riguarda soprattutto il rischio che una frequentazione incontrollata possa determinare, nel tempo, la perdita di valori naturalistici e paesaggistici che rappresentano il principale patrimonio del territorio e la ragione stessa della sua attrattività turistica.
Regolamentazione dei flussi turistici a Campo Imperatore
Una parte rilevante della discussione è stata dedicata alla necessità di regolamentare i flussi turistici a Campo Imperatore, una delle aree maggiormente frequentate del massiccio. Dal confronto è emersa una sostanziale convergenza sul principio secondo cui, in un territorio delicato come quello del Gran Sasso, la regolamentazione degli accessi e delle presenze non rappresenta un ostacolo alle attività turistiche. Al contrario, viene considerata una condizione essenziale per renderle sostenibili nel tempo. La prospettiva condivisa è quella di evitare che l’aumento incontrollato dei visitatori comprometta l’ambiente e il paesaggio, finendo per distruggere anche la ragione per la quale le persone scelgono di visitare l’Abruzzo. La tutela del territorio e lo sviluppo turistico vengono dunque inseriti all’interno di una strategia comune, fondata sulla conservazione delle risorse naturali e sulla gestione responsabile della frequentazione.
Punti informativi, sentieri e segnaletica del Parco
Tra le iniziative più urgenti esaminate durante la riunione figura il rilancio dei Punti informativi del Parco, considerati strumenti fondamentali per orientare i visitatori e diffondere una maggiore conoscenza delle caratteristiche ambientali dell’area protetta. Le associazioni hanno inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di riorganizzare la rete sentieristica del Gran Sasso e di migliorare la relativa segnaletica. L’obiettivo è rendere più chiari i percorsi, ridurre i comportamenti potenzialmente dannosi e favorire una fruizione compatibile con la conservazione degli habitat. La segnaletica dovrebbe comprendere anche indicazioni precise sulle norme di comportamento nel Parco, in modo da informare chi frequenta il territorio sui divieti, sulle regole di tutela e sulle corrette modalità di accesso alle aree più vulnerabili. Una rete sentieristica ben organizzata e una comunicazione più efficace vengono considerate componenti essenziali di una strategia capace di coniugare accoglienza, sicurezza, educazione ambientale e protezione della natura.
Ripristino della natura e rimozione delle strutture abbandonate
Le associazioni hanno proposto all’Ente Parco di promuovere anche interventi di ripristino della natura, intervenendo sulle infrastrutture turistiche non più utilizzate e sugli elementi artificiali che continuano a incidere sul paesaggio. Tra gli esempi indicati vi è l’eliminazione delle strutture abbandonate appartenenti a vecchi impianti di risalita, insieme alla rimozione di altre infrastrutture turistiche dismesse. Questi interventi avrebbero la funzione di restituire naturalità alle aree interessate, migliorare la qualità del paesaggio e ridurre l’impatto di opere che non svolgono più alcuna funzione, ma continuano a occupare e alterare ambienti di particolare valore ecologico. La proposta si inserisce in una visione di lungo periodo nella quale la gestione dell’area protetta non si limita a impedire nuovi danni, ma comprende anche il recupero degli spazi già compromessi.
Stop a nuove infrastrutture nelle Zone A e B del Parco
Un altro tema affrontato riguarda la realizzazione di nuove infrastrutture nelle aree sottoposte ai più elevati livelli di tutela. Le associazioni hanno chiesto all’Ente Parco di negare l’autorizzazione a nuovi interventi nelle Zone A e B del Parco, in coerenza con quanto previsto dal Piano del Parco, vigente dal 2020. La richiesta punta a impedire che le aree di maggiore rilevanza naturalistica siano interessate da ulteriori trasformazioni connesse alle attività turistiche. La tutela delle Zone A e B viene ritenuta determinante per conservare gli ecosistemi, gli habitat e le specie che caratterizzano il Gran Sasso. Il rispetto del Piano rappresenta quindi uno dei punti centrali della strategia proposta dalle associazioni, insieme al contenimento della pressione antropica e alla promozione di un modello turistico diffuso, fondato sulla valorizzazione dei territori senza comprometterne l’integrità.
Piano economico e sociale e Regolamento del Parco entro l’anno
Il Commissario straordinario Patrizio Schiazza ha confermato la volontà dell’Ente di avviare entro l’anno un percorso di pianificazione integrata dei flussi turistici. Il processo comprenderà la redazione del Piano economico e sociale e del Regolamento del Parco, due strumenti destinati a incidere in modo significativo sull’organizzazione delle attività, sulla fruizione del territorio e sul rapporto tra tutela ambientale e sviluppo locale. Nella predisposizione di questi documenti saranno coinvolti tutti i portatori di interesse. Il confronto comprenderà quindi istituzioni, operatori, comunità locali e associazioni, con l’obiettivo di costruire una gestione condivisa e maggiormente coordinata delle attività presenti nell’area protetta. La partecipazione delle associazioni ai processi di pianificazione rappresenta uno dei principali risultati dell’incontro di Assergi, perché apre la possibilità di inserire stabilmente le istanze di tutela naturalistica nelle decisioni riguardanti il futuro turistico ed economico del Gran Sasso.
Più controlli nelle aree fragili del Parco
L’Ente Parco ha inoltre riferito di essere impegnato nel rafforzamento del controllo del territorio, con particolare attenzione alle zone più fragili. L’obiettivo è garantire il rispetto delle normative ambientali da parte dei visitatori e prevenire comportamenti in grado di danneggiare habitat, specie e paesaggi. Il potenziamento delle attività di vigilanza dovrà accompagnare la pianificazione dei flussi, il miglioramento della segnaletica e la diffusione delle regole di comportamento. La sola regolamentazione, infatti, richiede strumenti di controllo adeguati per essere applicata concretamente e per assicurare che le misure di tutela vengano rispettate. La maggiore presenza sul territorio viene quindi considerata essenziale soprattutto nei luoghi sottoposti alla pressione turistica più intensa e nelle aree nelle quali gli equilibri ecologici risultano maggiormente vulnerabili.
Riunioni periodiche per verificare i risultati della collaborazione
L’incontro si è concluso con l’impegno dell’Ente Parco e delle associazioni a consultarsi sistematicamente attraverso riunioni periodiche. Il confronto non resterà quindi limitato all’appuntamento di Assergi, ma dovrebbe trasformarsi in un percorso continuativo, finalizzato a seguire l’evoluzione delle iniziative concordate e a verificarne gli effetti. Le riunioni serviranno a monitorare l’avvio della pianificazione dei flussi turistici, la predisposizione del Piano economico e sociale e del Regolamento, il rafforzamento dei controlli, la riorganizzazione dei sentieri e gli eventuali interventi di ripristino ambientale. Dopo anni di rapporti difficili, l’apertura di un canale stabile di collaborazione rappresenta un passaggio importante per la gestione del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. La continuità del confronto e la concreta attuazione degli impegni assunti saranno determinanti per trasformare l’intesa istituzionale in azioni capaci di proteggere gli ecosistemi e rendere sostenibile la presenza turistica nel tempo.
