Guardia Costiera, 161 anni al servizio del Paese: dal 1994 soccorse circa 1,8 milioni di persone | FOTO

Celebrato a Roma l’anniversario dell’istituzione del Corpo delle Capitanerie di porto. Alla presenza delle più alte autorità dello Stato sono stati ricordati l’impegno di 11.388 donne e uomini, le 196 missioni svolte quest’anno nelle acque interne e il ruolo strategico nella sicurezza della navigazione, nella tutela del mare e nel contrasto agli illeciti

La Guardia Costiera italiana celebra 161 anni di storia, impegno e servizio alla collettività. La cerimonia per l’anniversario dell’istituzione del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera si è svolta oggi, martedì 21 luglio, a Roma, nella sede del Comando Generale, alla presenza delle più alte autorità politiche, istituzionali e militari del Paese. La ricorrenza ha rappresentato l’occasione per ripercorrere l’evoluzione di un Corpo che, da oltre un secolo e mezzo, costituisce un presidio fondamentale di legalità, sicurezza e tutela del patrimonio marittimo nazionale. Un ruolo confermato anche dai numeri delle operazioni di soccorso: dal 1994 a oggi, la Guardia Costiera ha salvato, direttamente o attraverso il coordinamento delle attività, circa 1,8 milioni di persone. Un dato che sintetizza la portata del lavoro svolto quotidianamente lungo gli oltre ottomila chilometri di coste italiane, nei porti, in mare aperto, sui laghi e nelle acque interne. Attività che coinvolgono gli 11.388 uomini e donne della Guardia Costiera, impegnati nei diversi settori di competenza e chiamati ad affrontare nuove sfide operative, tecnologiche e ambientali.

La nascita del Corpo delle Capitanerie di porto nel 1865

Il Corpo delle Capitanerie di porto nacque ufficialmente a Firenze il 20 luglio 1865, pochi anni dopo la proclamazione del Regno d’Italia, con la firma del Regio Decreto numero 2438 da parte di Re Vittorio Emanuele II. Il provvedimento riunì in un’unica struttura amministrativa e operativa le diverse realtà che fino a quel momento si occupavano della gestione dei porti e della navigazione marittima. Da allora, il Corpo ha accompagnato la crescita e la trasformazione del Paese, adattando la propria organizzazione alle esigenze di una società, di un’economia e di un sistema dei trasporti in continua evoluzione. Nel corso di 161 anni, le Capitanerie di porto hanno progressivamente ampliato le proprie competenze, diventando un punto di riferimento per la sicurezza delle attività marittime, la salvaguardia della vita umana, la protezione degli ecosistemi costieri e il controllo della filiera della pesca. La celebrazione, pur essendosi svolta nella sede romana del Comando Generale, ha coinvolto tutti i Comandi territoriali della Guardia Costiera, unendo simbolicamente il personale dislocato lungo l’intero territorio nazionale attorno ai valori, alla storia e alla missione dell’Istituzione.

Salvini: “dal 1994 soccorse circa 1,8 milioni di persone”

Uno dei dati più significativi emersi durante la cerimonia riguarda l’attività di ricerca e soccorso in mare. Nel suo intervento, il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, senatore Matteo Salvini, ha ricordato che dal 1994 a oggi sono state soccorse dalla Guardia Costiera, in maniera diretta o coordinata, circa 1,8 milioni di persone. Un risultato che evidenzia il ruolo centrale assunto dal Corpo nell’ambito del sistema nazionale di risposta alle emergenze marittime. Dietro il dato complessivo si trovano migliaia di interventi, spesso condotti in condizioni meteorologiche difficili, durante la notte o in scenari caratterizzati da elevata complessità operativa. Le attività di soccorso non riguardano soltanto le coste e il mare aperto. Salvini ha infatti richiamato anche l’importante lavoro svolto dalla Guardia Costiera sui laghi e nelle acque interne, dove la presenza del Corpo è stata progressivamente rafforzata. Dal 1° gennaio al 14 luglio di quest’anno sono state effettuate 196 missioni, che hanno consentito di trarre in salvo 390 persone. Numeri che confermano la rilevanza dell’azione della Guardia Costiera anche nei territori lontani dalle tradizionali aree marittime, dove l’aumento delle attività turistiche, sportive e ricreative richiede una presenza operativa sempre più qualificata.

Le autorità presenti alla cerimonia nella sede del Comando Generale

Alla celebrazione hanno partecipato numerose autorità dello Stato. Era presente il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, insieme ai vicepresidenti del Consiglio, rispettivamente ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. Alla cerimonia hanno preso parte anche il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci, il sottosegretario di Stato alla Difesa Matteo Perego di Cremnago e il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, oltre ai vertici delle principali Istituzioni del Paese. Tra le autorità militari intervenute figuravano il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, e il capo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio di squadra Giuseppe Berutti Bergotto. La presenza dei rappresentanti delle Istituzioni politiche e militari ha sottolineato la rilevanza strategica della Guardia Costiera all’interno del sistema nazionale di sicurezza, protezione civile, salvaguardia ambientale e gestione delle attività marittime.

Il messaggio del Capo dello Stato e gli onori militari

La cerimonia si è aperta con gli onori militari resi alla massima autorità presente, seguiti dalla lettura del messaggio del Capo dello Stato. Un momento solenne che ha preceduto gli interventi istituzionali dedicati alla storia, ai risultati operativi e alle prospettive future del Corpo. Il comandante generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, ammiraglio ispettore capo Sergio Liardo, ha rivolto il proprio saluto alle autorità intervenute e agli ospiti, ricostruendo le principali tappe dell’evoluzione dell’Istituzione nei suoi 161 anni di attività. Al centro dell’intervento sono stati posti i quattro “pilastri” sui quali si fonda l’azione del Corpo: il soccorso in mare, la tutela dell’ambiente marino e costiero, la vigilanza sulle attività di pesca e la sicurezza della navigazione. Si tratta di ambiti tra loro strettamente collegati, che richiedono competenze tecniche, capacità operative, coordinamento tra amministrazioni e una presenza costante sul territorio. Compiti diventati progressivamente più complessi anche a causa dell’aumento dei traffici marittimi, delle conseguenze dei cambiamenti climatici, della pressione sugli ecosistemi e dell’evoluzione delle tecnologie utilizzate nella navigazione.

Soccorso, ambiente, pesca e navigazione: i quattro pilastri del Corpo

La salvaguardia della vita umana costituisce una delle missioni principali della Guardia Costiera. Il Corpo assicura il coordinamento delle operazioni di ricerca e soccorso nelle aree marittime di responsabilità italiana, intervenendo in caso di naufragi, avarie, incidenti, emergenze sanitarie e situazioni di pericolo. Accanto alle attività di soccorso, assume un’importanza crescente la tutela dell’ambiente marino e costiero. Il personale delle Capitanerie di porto è impegnato nella prevenzione e nel contrasto degli inquinamenti, nel controllo degli scarichi, nella verifica del rispetto delle normative ambientali e nella protezione delle aree costiere più sensibili. Un altro settore strategico è rappresentato dalla vigilanza sulla pesca. La Guardia Costiera opera per garantire il rispetto delle regole, contrastare la pesca illegale e tutelare sia le risorse ittiche sia gli operatori che svolgono la propria attività nel rispetto della normativa. Il quarto pilastro è la sicurezza della navigazione, assicurata attraverso controlli sulle unità navali, verifiche nei porti, attività ispettive e monitoraggio del traffico marittimo. Un sistema articolato che contribuisce a prevenire incidenti e a garantire la regolarità dei collegamenti commerciali e passeggeri.

Più personale, formazione e innovazione digitale per la Guardia Costiera

Nel delineare le direttrici di sviluppo del Corpo, l’ammiraglio Sergio Liardo ha evidenziato la necessità di proseguire lungo il percorso di rafforzamento dell’organico e degli investimenti nella formazione e nell’innovazione digitale. L’aumento e la diversificazione delle competenze richiedono infatti personale adeguatamente preparato e strumenti tecnologici capaci di migliorare la rapidità degli interventi, la capacità di monitoraggio e lo scambio di informazioni tra le diverse strutture operative. Tra gli obiettivi indicati figura anche un bilanciato percorso di riorganizzazione dell’Amministrazione, finalizzato a rendere il Corpo sempre più efficiente e pronto a rispondere alle trasformazioni del settore marittimo. Fondamentale, in questa prospettiva, sarà il potenziamento della componente operativa. Mezzi navali, unità aeree, sistemi di comunicazione e infrastrutture tecnologiche rappresentano elementi essenziali per assicurare una presenza efficace in mare, lungo le coste e nelle acque interne.

Il coinvolgimento dei giovani nelle strategie future del Corpo

Particolare attenzione è stata riservata al ruolo delle giovani generazioni, considerate fondamentali sia nel confronto con la società sia nei processi di definizione delle scelte strategiche per il futuro della Guardia Costiera. Il loro coinvolgimento dovrà consentire di introdurre nuove competenze, sensibilità e conoscenze, soprattutto nei settori tecnologici e ambientali. La trasformazione digitale, l’utilizzo di sistemi avanzati per il monitoraggio del mare e l’evoluzione delle modalità operative richiedono infatti figure professionali sempre più specializzate. L’obiettivo è costruire una Guardia Costiera capace di conservare i valori e l’esperienza maturati in oltre un secolo e mezzo di storia, aprendosi contemporaneamente alle esigenze di un sistema marittimo caratterizzato da cambiamenti rapidi e nuove responsabilità. Durante il proprio intervento, il comandante generale ha inoltre rivolto un sentito ringraziamento alle donne e agli uomini della Guardia Costiera e alle loro famiglie, sottolineando il valore dell’impegno quotidiano svolto al servizio del Paese.

Le onorificenze al personale distintosi nelle attività di soccorso

Uno dei momenti più solenni della cerimonia è stato quello dedicato alla consegna delle onorificenze al personale del Corpo che si è distinto per coraggio, professionalità e spirito di servizio durante attività operative e interventi di soccorso. Sono state conferite complessivamente cinque Medaglie al Merito Civile: una Medaglia d’Oro, una d’Argento e tre di Bronzo. A queste si sono aggiunti un Attestato di pubblica benemerenza e due Encomi Solenni. I riconoscimenti hanno premiato comportamenti e azioni che testimoniano il valore umano e professionale del personale della Guardia Costiera. Interventi spesso condotti in condizioni di pericolo, nei quali la preparazione, la capacità di valutare rapidamente gli scenari e la disponibilità ad assumersi responsabilità possono determinare la salvezza di vite umane. Le onorificenze rappresentano anche un riconoscimento collettivo nei confronti di un’Istituzione che opera ogni giorno, spesso lontano dall’attenzione pubblica, per garantire sicurezza e assistenza.

Un presidio di legalità e sicurezza da 161 anni

Il 161º anniversario della Guardia Costiera conferma la centralità del Corpo nella vita del Paese. Dalla sua istituzione nel 1865 a oggi, le Capitanerie di porto hanno attraversato epoche profondamente diverse, ampliando progressivamente le proprie responsabilità e adattandosi ai cambiamenti della società e del mondo marittimo. Oggi il Corpo rappresenta un presidio di legalità nei porti e lungo le coste, una struttura essenziale per il soccorso delle persone in difficoltà, un punto di riferimento nella tutela dell’ambiente e un’autorità fondamentale per la sicurezza delle attività economiche e della navigazione. I circa 1,8 milioni di persone soccorse dal 1994, le missioni svolte nelle acque interne e le migliaia di operazioni condotte ogni anno restituiscono la dimensione concreta di un impegno che coinvolge 11.388 donne e uomini. A 161 anni dalla firma del Regio Decreto che ne sancì la nascita, il Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera continua così a rappresentare un’Istituzione al servizio della collettività, chiamata a custodire il mare, proteggere la vita umana e affrontare le nuove sfide legate alla sicurezza, alla sostenibilità ambientale e all’innovazione.