I geoscienziati svelano come le forze della Terra stanno plasmando il “Tetto del Mondo”

I ricercatori hanno determinato che le parti occidentali e centrali dell'altopiano tibetano hanno storie geologiche distinte, che si riflettono nella loro topografia

I geoscienziati dell’Università di Glasgow hanno contribuito a rivelare nuove prove sulla formazione di una delle aree montuose più alte della Terra: l’altopiano tibetano. Uno studio condotto da un team internazionale di geoscienziati cinesi e britannici dimostra che la topografia unica della sommità dell’altopiano è modellata da processi che avvengono nelle profondità della Terra. Queste caratteristiche indicano chiaramente quanto la placca continentale indiana, a sud, sia stata spinta sotto la placca asiatica, a nord, evidenziando la connessione tra l’interno della Terra e le sue caratteristiche superficiali.

Utilizzando analisi geocronologiche sviluppate presso l’Università di Glasgow e lo Scottish Universities Environmental Research Center, il team di ricerca ha determinato che le parti occidentali e centrali dell’altopiano tibetano hanno storie geologiche distinte, che si riflettono nella loro topografia. I risultati, pubblicati su Nature Geoscience, rivelano una netta differenza est-ovest nella storia dell’esumazione dell’altopiano, ovvero nel modo in cui le rocce affiorano in superficie a seguito dei movimenti delle placche e dell’erosione. La ricerca offre prove dirette che collegano l’esumazione differenziale sull’altopiano al movimento della placca indiana sotto la placca asiatica.

L’altopiano tibetano è la zona montuosa più alta e più estesa della Terra, con altitudini medie superiori a 4.500 metri. È un fattore determinante per il clima globale ed è la sorgente dei 10 fiumi più grandi dell’Asia, fornendo acqua a miliardi di persone.

Contrasti est-ovest

Sebbene l’altopiano appaia come un enorme monolite, esistono differenze geologiche e topografiche tra nord e sud e, soprattutto, tra ovest ed est, che non erano mai state studiate prima. Con questi interrogativi in ​​mente, i ricercatori hanno trascorso le estati dal 2017 al 2019 conducendo ampie indagini geologiche a Gerze, nella parte centrale dell’altopiano, e a Rutog, nella parte occidentale, raccogliendo una vasta gamma di campioni rappresentativi che sono stati spediti all’Università di Glasgow. In un progetto di ricerca collaborativo triennale, studenti di dottorato dell’Università di Nanchino, in Cina, hanno utilizzato tecniche di termocronologia a bassa temperatura sviluppate da ricercatori dell’Università di Glasgow e del SUERC per determinare la storia dell’esumazione regionale e ricostruire la topografia e il rilievo del passato.

Il sollevamento ha subito delle divergenze lungo l’altopiano

Combinando i dati sull’età con le informazioni geologiche raccolte sul campo e le osservazioni geofisiche, il team ha scoperto che il sollevamento delle parti centrali e occidentali dell’altopiano è stato radicalmente diverso tra 45 e 20 milioni di anni fa. Questo periodo coincide con un’epoca in cui è noto che la placca indiana si è spostata sotto la placca asiatica a ovest, ma non aveva ancora raggiunto l’altopiano centrale.

La Professoressa Cristina Persano, della Scuola di Scienze Geografiche e della Terra dell’Università di Glasgow, ha affermato: “il paesaggio, la sua topografia e le testimonianze geologiche sono l’unico modo in cui possiamo indagare e comprendere ciò che accade sotto i nostri piedi. Questa conoscenza è di fondamentale importanza se vogliamo comprendere i rischi geologici, come terremoti e vulcani, e se, come Leonardo, ci chiediamo perché la natura abbia questo aspetto”. Ha aggiunto: “essere un geoscienziato è fantastico. Si ha la possibilità di vedere luoghi unici e, mentre si ammira la natura e la sua complessità, non si può fare a meno di chiedersi quanto sia unico il nostro pianeta; come tutto, dalla tettonica a placche che si verifica a chilometri sotto i nostri piedi alla formazione dell’ozono a chilometri sopra le nostre teste, funzioni in perfetta armonia; e quanto sia delicato questo equilibrio. Come geoscienziato, sento la responsabilità di comprendere e proteggere questo equilibrio”.

Evidenze con implicazioni più ampie

Fin Stuart, professore di geoscienze isotopiche presso il SUERC, ha affermato: “questa è la prima prova convincente che la subduzione della placca indiana sotto la placca tettonica asiatica abbia determinato la formazione dell’altopiano tibetano e spiega le differenze topografiche tra le parti orientali e occidentali del Tibet. Ha il potenziale per cambiare la nostra comprensione di come si formano le catene montuose e dimostra la potenza delle nuove tecniche analitiche”.