Il 16 luglio 1969 il gigantesco razzo Saturn V si sollevò dalla rampa di lancio del Kennedy Space Center. A bordo c’erano 3 astronauti: Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins. Con il decollo dell’Apollo 11 iniziava la missione che, 4 giorni più tardi, avrebbe permesso all’umanità di compiere il primo sbarco sulla Luna. L’impresa rappresentò il culmine del Programma Apollo, avviato dalla NASA all’inizio degli anni ’60 dopo la celebre promessa del presidente statunitense John F. Kennedy di portare un uomo sulla Luna e riportarlo sano e salvo sulla Terra entro la fine del decennio. In piena Guerra Fredda, la corsa allo Spazio era anche una sfida tecnologica e politica tra Stati Uniti e Unione Sovietica.
Il viaggio verso il nostro satellite durò circa 3 giorni. Il 20 luglio 1969 il modulo lunare Eagle, pilotato da Armstrong e Aldrin, si separò dal modulo di comando Columbia, dove rimase Michael Collins in orbita lunare. Poche ore dopo, Armstrong pronunciò la frase destinata a diventare una delle più celebri del Novecento: “Questo è un piccolo passo per un uomo, un grande balzo per l’umanità“.
Durante la permanenza sulla superficie lunare, Armstrong e Aldrin raccolsero campioni di rocce, installarono strumenti scientifici e condussero esperimenti che hanno contribuito ad ampliare le conoscenze sulla geologia della Luna. Collins, nel frattempo, continuò a orbitare attorno al satellite in attesa del ricongiungimento con i compagni. La missione si concluse con successo il 24 luglio 1969, quando la capsula ammarò nell’Oceano Pacifico. Milioni di persone seguirono l’intera impresa attraverso radio e televisione, rendendola uno degli eventi mediatici più importanti del XX secolo.
