Il 21 luglio 1961 la corsa allo Spazio compì un nuovo passo decisivo. A bordo della capsula Liberty Bell 7, il pilota dell’aeronautica Virgil “Gus” Grissom divenne il secondo astronauta statunitense a raggiungere lo Spazio, pochi mesi dopo lo storico volo di Alan Shepard. La missione, denominata Mercury-Redstone 4, faceva parte del Programma Mercury, il primo progetto della NASA dedicato all’invio di astronauti nello Spazio. L’obiettivo era verificare che un essere umano potesse affrontare un volo spaziale e rientrare sulla Terra in sicurezza, raccogliendo dati fondamentali in vista delle missioni più ambiziose che sarebbero seguite.
Contrariamente a quanto spesso si crede, il volo di Grissom non fu orbitale. La capsula seguì infatti una traiettoria suborbitale, raggiungendo un’altitudine di circa 190 km e rimanendo in volo per poco più di 15 minuti. Per il primo astronauta statunitense in orbita attorno alla Terra si dovrà attendere il 20 febbraio 1962, quando John Glenn completerà 3 orbite a bordo della capsula Friendship 7.
La missione si svolse regolarmente fino all’ammaraggio nell’Oceano Atlantico, quando accadde un episodio destinato a entrare nella storia dell’esplorazione spaziale. Poco dopo il contatto con l’acqua, il portello esplosivo della capsula si aprì improvvisamente, permettendo all’acqua di invadere rapidamente l’abitacolo. Grissom riuscì a mettersi in salvo grazie all’intervento degli elicotteri di recupero, ma la Liberty Bell 7 affondò sul fondo dell’oceano. Per molti anni si discusse sulle cause dell’incidente e alcuni ipotizzarono un errore dell’astronauta. Indagini successive e il recupero della capsula nel 1999 portarono però a ritenere molto più probabile un malfunzionamento del sistema di apertura del portello.
L’importanza della missione va ben oltre il breve volo compiuto. Ogni test del Programma Mercury consentì infatti agli ingegneri della NASA di migliorare le tecnologie, le procedure di sicurezza e l’addestramento degli astronauti. Quelle esperienze sarebbero state fondamentali per le successive missioni Gemini e soprattutto per il Programma Apollo, che nel 1969 avrebbe portato i primi esseri umani sulla Luna.
