Il 25 luglio 1943 rappresenta una delle date più significative della storia italiana contemporanea. In quel giorno, dopo oltre vent’anni di dittatura, il regime fascista iniziò il suo definitivo collasso. Benito Mussolini, al potere dal 1922, venne sfiduciato dal Gran Consiglio del Fascismo, il massimo organo del regime, che approvò il cosiddetto ordine del giorno Grandi, proposto da Dino Grandi. La decisione arrivò in un momento drammatico per l’Italia. La Seconda Guerra Mondiale stava volgendo al peggio: gli Alleati erano sbarcati in Sicilia il 10 luglio e le sconfitte militari, unite ai bombardamenti sulle città e alle crescenti difficoltà economiche, avevano minato il consenso nei confronti del fascismo.
Dopo la storica riunione del Gran Consiglio, Mussolini si recò da re Vittorio Emanuele III a Villa Savoia, convinto di poter discutere la situazione politica. In realtà il sovrano gli comunicò la sua destituzione dalla carica di capo del governo. All’uscita dalla residenza reale, il Duce venne arrestato dai capitani dei Carabinieri Paolo Vigneri e Raffaele Aversa, ponendo fine al suo ventennale controllo dello Stato. Nello stesso giorno, il re affidò la guida del governo al maresciallo Pietro Badoglio. Attraverso un comunicato radiofonico, Badoglio annunciò che “la guerra continua“, cercando di rassicurare la Germania nazista e allo stesso tempo mantenere l’ordine nel Paese. In realtà il nuovo governo avrebbe presto avviato trattative segrete con gli Alleati, che portarono all’armistizio dell’8 settembre 1943.
Per gli italiani, il 25 luglio fu accolto con manifestazioni spontanee di gioia in molte città. Migliaia di persone scesero nelle piazze, abbatterono simboli del regime e celebrarono quella che appariva come la fine della dittatura. Tuttavia, il periodo successivo si rivelò estremamente complesso: l’occupazione tedesca di gran parte della penisola, la nascita della Repubblica Sociale Italiana e la guerra di Liberazione avrebbero prolungato il conflitto fino al 1945.
Gli storici considerano il 25 luglio 1943 la data che segna convenzionalmente la caduta del fascismo. Sebbene il regime non cessasse immediatamente di esistere in ogni sua forma, la destituzione e l’arresto di Mussolini rappresentarono la fine del suo potere assoluto e l’inizio di una nuova fase della storia italiana, destinata a condurre, attraverso la Resistenza e la fine della guerra, alla nascita della Repubblica nel 1946.
