Il 25 luglio 2000 il mondo dell’aviazione fu sconvolto da una tragedia: pochi istanti dopo il decollo dall’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi, il Concorde impiegato sul volo Air France 4590 precipitò, provocando la morte di 113 persone: i 109 occupanti dell’aereo e 4 persone a terra. Fu l’unico incidente mortale nei 27 anni di servizio del celebre aereo supersonico. Il Concorde era molto più di un semplice velivolo: rappresentava un simbolo di innovazione tecnologica e prestigio internazionale. Nato dalla collaborazione tra Francia e Regno Unito, era entrato in servizio nel 1976 e aveva rivoluzionato i collegamenti transatlantici, permettendo di volare da Parigi o Londra a New York in poco più di 3 ore, a una velocità superiore al doppio di quella del suono.
La mattina del 25 luglio 2000, il Concorde era diretto a New York con a bordo soprattutto turisti tedeschi in partenza per una crociera ai Caraibi. Durante la fase di decollo, una sottile striscia metallica, caduta pochi minuti prima da un altro aereo, rimase sulla pista. Una ruota del Concorde la colpì ad alta velocità, esplodendo violentemente. I frammenti del pneumatico colpirono la parte inferiore dell’ala con una forza enorme. L’urto provocò la rottura di un serbatoio del carburante e una fuoriuscita di cherosene, che prese fuoco quasi immediatamente. Con un motore gravemente danneggiato e una spinta insufficiente, l’aereo non riuscì a prendere quota in sicurezza e precipitò su un albergo nella vicina cittadina di Gonesse, pochi chilometri a Nord di Parigi.
Le immagini dell’incendio, riprese da numerosi testimoni, fecero rapidamente il giro del mondo. La tragedia suscitò un’enorme emozione, anche perché il Concorde godeva della reputazione di essere uno degli aerei più sicuri mai costruiti. L’inchiesta individuò come causa iniziale dell’incidente la lamina metallica persa da un altro velivolo sulla pista, ma mise anche in evidenza alcune vulnerabilità del progetto del Concorde, in particolare la scarsa protezione dei serbatoi rispetto agli impatti provocati dall’esplosione degli pneumatici. Dopo il disastro, tutti i Concorde vennero temporaneamente messi a terra per essere modificati con pneumatici più resistenti, rivestimenti protettivi dei serbatoi e altri miglioramenti di sicurezza.
Nonostante il ritorno in servizio nel 2001, il prestigioso aereo non riuscì più a riconquistare il mercato. I costi elevati di gestione, il calo della domanda dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 e la necessità di continui interventi di manutenzione portarono Air France e British Airways a ritirare definitivamente il Concorde nel 2003.
