Il 31 luglio 1976 la “Faccia su Marte” conquista il mondo

Settant'anni fa la NASA rese pubblica l'immagine scattata dalla sonda Viking 1 che sembrava raffigurare un volto umano sul Pianeta Rosso. Un'illusione ottica destinata a diventare uno dei misteri spaziali più celebri di sempre

Il 31 luglio 1976, esattamente 50 anni fa, la NASA pubblicò una fotografia ripresa 6 giorni prima dalla sonda Viking 1 durante la sua esplorazione di Marte, mostrava una formazione rocciosa che, grazie al particolare gioco di luci e ombre, sembrava raffigurare un gigantesco volto umano scolpito sulla superficie del Pianeta Rosso. Quella fotografia divenne presto famosa in tutto il mondo con il nome di “Faccia su Marte“, alimentando per decenni ipotesi, curiosità e teorie che spaziavano dalla scienza alla fantascienza.

La missione Viking 1

La sonda Viking 1 era stata lanciata dalla NASA nel 1975 con l’obiettivo di studiare Marte come mai era stato fatto prima. Dopo un lungo viaggio interplanetario, entrò in orbita attorno al pianeta e iniziò a fotografarne la superficie con una risoluzione allora senza precedenti. Il 25 luglio 1976, durante una delle sue osservazioni della regione di Cydonia, la telecamera immortalò una collina lunga circa 2 km. L’angolazione del Sole e le ombre proiettate sulle rocce crearono un effetto sorprendente: 2 cavità simili a occhi, un rilievo che ricordava un naso e una zona in ombra assimilabile a una bocca. Quando l’immagine venne diffusa il 31 luglio, suscitò immediatamente grande interesse sia nella comunità scientifica sia nell’opinione pubblica.

Tra scienza e fantasia

La NASA spiegò fin dall’inizio che si trattava con ogni probabilità di una normale formazione geologica, la cui forma appariva insolita a causa dell’illuminazione. Il fenomeno è noto come pareidolia, ovvero la naturale tendenza del cervello umano a riconoscere volti o figure familiari in oggetti casuali, come accade osservando le nuvole o le venature di una roccia. Nonostante questa spiegazione, la “Faccia su Marte” divenne il simbolo di numerose teorie secondo cui il volto sarebbe stato un’opera realizzata da un’antica civiltà extraterrestre. Libri, documentari e trasmissioni televisive contribuirono ad alimentare il fascino del mistero.

Le immagini che risolsero il caso

Negli anni Novanta e nei primi anni Duemila, nuove sonde spaziali dotate di strumenti molto più avanzati tornarono a osservare la regione di Cydonia. Le fotografie ad alta definizione mostrarono chiaramente che la celebre “faccia” era in realtà una collina dalla forma irregolare, priva di qualsiasi caratteristica artificiale. Le immagini confermarono quanto ipotizzato dagli scienziati già nel 1976: l’impressione di vedere un volto era dovuta esclusivamente alla combinazione tra la conformazione del terreno, la bassa risoluzione della fotografia originale e l’angolo della luce solare.

Un’icona della cultura pop

Pur avendo perso ogni alone di mistero scientifico, la “Faccia su Marte” continua ancora oggi a essere una delle fotografie spaziali più celebri della storia. L’immagine è diventata un’icona della cultura pop, citata in romanzi, film, serie televisive e videogiochi, oltre a rappresentare un esempio perfetto di come il nostro cervello possa essere ingannato dalle immagini.