Una vasta emergenza sta interessando il Nord America, dove oltre 100 incendi boschivi attivi in Canada stanno generando immense colonne di fumo che, spinte dai venti, stanno compromettendo la qualità dell’aria in ampie aree degli Stati Uniti nordorientali e del Canada meridionale. L’ondata di calore e la grave siccità che interessano la regione stanno alimentando una stagione degli incendi particolarmente intensa, destinata secondo gli esperti a protrarsi ancora per mesi. Tra le situazioni più critiche figura quella della Boundary Waters Canoe Area Wilderness, nel Nord/Est del Minnesota, una delle più vaste aree naturali protette degli Stati Uniti, raggiungibile quasi esclusivamente in canoa. Le autorità hanno disposto l’evacuazione dell’intera area dopo che circa 17 incendi, innescati da fulmini oltre una settimana fa, hanno iniziato a propagarsi rapidamente nella foresta.
Al momento dell’ordine di evacuazione erano presenti tra i 6mila e i 10mila campeggiatori. I ranger del Servizio Forestale hanno avviato una complessa operazione di soccorso, percorrendo laghi e corsi d’acqua per raggiungere ogni campeggio. Molti testimoni raccontano di aver visto il cielo oscurarsi in poche ore, mentre il calore degli incendi diventava percepibile anche a km di distanza. Alcuni campeggiatori hanno descritto vere e proprie pareti di fuoco che avanzavano tra i boschi, costringendoli a fuggire in barca attraverso laghi ormai avvolti dal fumo. In alcune operazioni di salvataggio sono intervenute anche le autorità canadesi, recuperando gruppi di giovani rimasti isolati oltre il confine.
Gli incendi e i rischi per la salute
L’emergenza non riguarda soltanto gli incendi, ma anche gli effetti del fumo sulla salute pubblica. Le allerte per la qualità dell’aria si estendono dal Minnesota all’Ontario, interessando Toronto e raggiungendo gli Stati di New York, Michigan, Wisconsin e Maine. Secondo le previsioni meteo, la nube potrebbe spingersi nelle prossime ore fino all’area di Washington D.C.
A complicare ulteriormente la situazione è l’intensa ondata di calore che interessa gran parte della regione. A Minneapolis le temperature hanno raggiunto i +36°C, con valori superiori ai +32°C previsti anche nei giorni successivi. La combinazione tra caldo estremo e aria fortemente inquinata rappresenta un rischio significativo, soprattutto per bambini, anziani e persone affette da patologie respiratorie o cardiovascolari.
Le concentrazioni di particolato fine prodotte dagli incendi possono infatti provocare difficoltà respiratorie, tosse, affaticamento e aggravare malattie croniche come asma e problemi cardiaci. Le autorità sanitarie raccomandano di limitare il più possibile le attività all’aperto, mantenere chiuse porte e finestre, utilizzare sistemi di filtrazione dell’aria e, se è indispensabile uscire, indossare mascherine ad alta filtrazione come le N95.
Nel Nord del Minnesota il fumo è diventato così denso da tingere il cielo di tonalità arancioni e rossastre, riducendo drasticamente la visibilità. In alcune località i residenti riferiscono di non riuscire più a distinguere il paesaggio circostante e di percepire un persistente odore di bruciato anche all’interno delle abitazioni.
Le condizioni meteorologiche sono estremamente favorevoli allo sviluppo dei grandi incendi. La prolungata siccità, le temperature elevate e i bassissimi livelli di umidità hanno trasformato la vegetazione in un combustibile ideale, mentre i venti favoriscono sia la propagazione delle fiamme sia il trasporto del fumo su distanze di migliaia di km.
Una stagione degli incendi già drammatica
La stagione degli incendi si presenta tra le più impegnative degli ultimi anni anche negli Stati Uniti, dove sono attualmente attivi decine di grandi roghi distribuiti in almeno quindici Stati, dal Minnesota fino alla California. Le autorità del Minnesota avvertono che alcuni incendi potrebbero continuare a divampare per tutta l’estate e persino fino all’arrivo delle prime nevicate, rendendo probabile il ripetersi di episodi di forte inquinamento atmosferico nelle prossime settimane.
