Lunedì 6 luglio la Terra si troverà nel punto di massima distanza dal Sole, un evento astronomico annuale noto come afelio che quest’anno porterà il nostro pianeta a toccare 152.087.774 km dalla nostra stella. Molti pensano erroneamente che le stagioni dipendano in modo diretto dalla vicinanza del pianeta al corpo celeste, ipotizzando che l’estate sia legata a una minore distanza dal fuoco dell’orbita ellittica. In realtà questo fenomeno astronomico dimostra l’esatto contrario, dato che proprio nei giorni storicamente più caldi dell’anno per l’emisfero Nord ci troviamo nella posizione spaziale più remota in assoluto. La variazione termica stagionale dipende esclusivamente dalla inclinazione di 23° rispetto al piano orbitale, che determina l’angolo con cui i raggi colpiscono la superficie durante il viaggio nel Sistema Solare. Questo posizionamento orbitale genera un affascinante paradosso geometrico che puntualmente si ripete all’inizio di ogni mese di luglio.
Il meccanismo geometrico dell’afelio
L’orbita che il nostro pianeta compie attorno al Sole non descrive un cerchio perfetto, ma disegna una traiettoria ellittica scoperta per la prima volta dall’astronomo Giovanni Keplero. Questa asimmetria orbitale fa sì che la distanza tra i 2 corpi celesti vari di circa 5 milioni di km nel corso dell’anno. Il punto di massimo avvicinamento si chiama perielio e viene raggiunto a inizio gennaio, quando la Terra si trova a circa 147 milioni di km dalla stella, mentre il punto più lontano è proprio l’afelio di luglio. Nonostante una differenza che può sembrare enorme su scala umana, la variazione della radiazione solare ricevuta complessivamente dal pianeta oscilla solo del 7%.
Perché l’inclinazione dell’asse conta più della distanza
Il fattore determinante per l’alternanza delle stagioni risiede nell’inclinazione dell’asse terrestre rispetto allo Spazio circostante. Durante il mese di luglio, l’emisfero Nord è inclinato verso il Sole, il che significa che i raggi solari cadono in modo molto più perpendicolare rispetto al terreno, concentrando l’energia termica su una superficie minore e per un numero maggiore di ore giornaliere. Questo fenomeno compensa ampiamente il fatto che il pianeta si trovi a 152.087.774 km di distanza. Al contrario, nell’emisfero Sud i raggi arrivano fortemente inclinati e le giornate sono più corte, determinando la stagione invernale. Curiosamente, a causa della velocità orbitale ridotta all’afelio in virtù delle leggi della fisica, l’estate nell’emisfero Nord dura circa 5 giorni in più rispetto all’estate dell’animisfero meridionale, regalando più tempo per godere delle calde giornate estive prima del prossimo Equinozio.
