Il Tifone Bavi si abbatte sulla Cina: milioni di evacuati, danni e caos trasporti | VIDEO

Declassato a tempesta tropicale, il sistema sta portando venti a oltre 100 km/h e piogge torrenziali sulla costa orientale, dopo aver causato decine di feriti a Taiwan
Il Tifone Bavi si abbatte sulla Cina

Il potente tifone Bavi ha ufficialmente toccato terra nella provincia orientale dello Zhejiang, in Cina, portando con sé condizioni meteorologiche estreme che stanno paralizzando vaste aree del territorio. Sebbene abbia perso parte della sua intensità iniziale, venendo ora classificato come tempesta tropicale severa, la perturbazione continua a sferzare l’intera fascia costiera con precipitazioni torrenziali e venti distruttivi che mantengono altissima la soglia di allerta. Secondo i dati aggiornati dai centri meteorologici nazionali cinesi, i venti massimi sostenuti in prossimità del centro di bassa pressione si aggirano ancora intorno ai 100 km/h, scatenando mareggiate e forti disagi. L’avanzata della tempesta risulta inarrestabile e le proiezioni indicano un progressivo ed inesorabile spostamento verso Nord/Ovest, che andrà a coinvolgere in modo diretto numerosi centri urbani della Cina orientale.

I danni a Taiwan e la traiettoria verso Nord/Ovest

Prima di raggiungere il continente asiatico, il ciclone ha sfiorato l’isola di Taiwan passando poco più a Nord, senza effettuare un impatto diretto ma generando comunque pesanti ripercussioni sulla popolazione. I violenti venti periferici e le piogge intense hanno reso le strade estremamente scivolose e pericolose, compromettendo la normale viabilità locale. I dipartimenti di emergenza taiwanesi hanno confermato che ben 134 persone hanno riportato ferite e traumi, la maggior parte dei quali registrati mentre le vittime si trovavano alla guida di motociclette o biciclette in mezzo alle violente raffiche di vento. Dopo essersi lasciato Taiwan alle spalle, il vortice ha proseguito la sua inesorabile marcia sul mare, avvicinandosi pericolosamente alle province cinesi sudorientali e puntando poi verso i settori più a Nord/Ovest del territorio continentale, dove si concentrano i massimi danni.

Evacuazioni di massa e paralisi dei trasporti

L’impatto sul suolo cinese ha richiesto un piano di sicurezza senza precedenti per evitare perdite umane. Il governo locale della provincia dello Zhejiang ha completato l’evacuazione preventiva di circa 2 milioni e 200mila residenti, mentre la vicina provincia del Fujian ha spostato in aree sicure oltre 180mila individui. Anche la metropoli di Shanghai ha dovuto allontanare circa 290mila persone dalle zone ritenute ad alto rischio inondazione. Le forti raffiche di vento a 100 km/h hanno piegato e distrutto il verde urbano in molte città costiere; a Yueqing, sempre nella provincia dello Zhejiang, i danni alla vegetazione sono stati immensi, con 1300 alberi abbattuti, di cui almeno 700 letteralmente sradicati dalla furia della tempesta. Inoltre, il traffico aereo ha subito un vero e proprio tracollo: gli scali aeroportuali di Shanghai, in particolare il Pudong International Airport e l’Hongqiao International Airport, hanno dovuto cancellare circa 653 voli in entrata e in uscita, bloccando a terra migliaia di passeggeri.