L’emergenza incendi continua a mettere sotto pressione l’Ovest degli Stati Uniti, dove sono ancora attivi quasi 40 grandi roghi. I focolai più estesi si concentrano in Colorado, Utah e New Mexico, ma incendi sono segnalati anche in altri 8 Stati, dall’Alaska all’Arizona. Le condizioni meteorologiche, segnate da mesi di siccità, da un inverno con nevicate ai minimi storici in alcune aree e da venti irregolari, stanno favorendo la rapida propagazione delle fiamme. In Colorado, durante il fine settimana festivo, le autorità hanno disposto nuove evacuazioni in 4 contee interessate dall’Aspen Acres Fire, a Sud di Colorado Springs. L’incendio ha già devastato circa 352 km quadrati e danneggiato o distrutto oltre 200 edifici. La Guardia Nazionale è stata mobilitata per presidiare i posti di blocco nelle zone interessate dall’emergenza.
È invece ormai quasi completamente contenuto il rogo al confine tra Colorado e Utah che il 27 giugno è costato la vita a 3 vigili del fuoco della squadra Helitack, specializzata negli interventi in aree remote con l’impiego di elicotteri. Emily Barker, Nick Hutcherson e Sydney Watson rimasero intrappolati da un fronte di fiamme in rapida espansione nella contea di Mesa. I 3, insieme ad altri 2 colleghi rimasti feriti, avevano utilizzato i rifugi di emergenza, considerati l’ultima risorsa a disposizione dei soccorritori quando non esistono vie di fuga.
Domenica, a Grand Junction, si è svolta una cerimonia in loro memoria. Il capo dello U.S. Wildland Fire Service, Brian Fennessy, ha ricordato il loro impegno al servizio delle comunità, sottolineando come la loro perdita abbia colpito profondamente l’intero sistema antincendi statunitense. La commemorazione si è svolta mentre i vigili del fuoco continuano a fronteggiare una stagione che si preannuncia tra le più impegnative degli ultimi anni.
