Le temperature sono tornate a salire vertiginosamente in Francia e Spagna in questo mercoledì 29 luglio, segnando l’inizio della 4ª ondata di calore di questa drammatica estate europea. Questa impennata termica sta aggravando pesantemente il rischio di incendi boschivi, fenomeni che hanno già costretto le autorità a procedere con evacuazioni su larghissima scala, incenerendo vaste porzioni di foreste e uccidendo numerosi esemplari di fauna selvatica. Secondo l’agenzia meteorologica spagnola AEMET, i termometri sono destinati a toccare i +40°C in almeno 6 regioni del Paese, attualmente poste sotto allerta arancione, ovvero il 2° livello di rischio più alto. La situazione appare ancora più critica in Francia, dove le temperature nel Sud/Ovest, un’area già devastata dai roghi, sono passate dai +33°C di ieri per raggiungere picchi estremi di +42°C, secondo le previsioni di Météo France. I venti secchi provenienti da Sud/Ovest durante il mattino e da Ovest nel pomeriggio hanno continuato ad alimentare le fiamme, rendendo il lavoro dei soccorritori estremamente complesso e pericoloso in questo clima costantemente torrido che non lascia tregua al territorio.
L’impatto devastante su ambiente e popolazione
L’impatto sulle foreste è stato enorme, in particolare l’incendio nella zona delle Landes a Ovest di Bordeaux, una popolare destinazione turistica, ha distrutto ben 42mila ettari composti prevalentemente da pini. Le autorità hanno evacuato circa 220mila persone, tra cui vacanzieri e residenti locali, poiché il fuoco minacciava la penisola di Cap Ferret sulla costa atlantica, accessibile tramite una sola strada, costringendo centinaia di individui a fuggire su traghetti noleggiati appositamente. Diverse aziende alla periferia della storica città di Bordeaux hanno chiuso le loro attività in via preventiva, dato che le fiamme si sono spinte fino a 15 km dall’area metropolitana. I vigili del fuoco francesi hanno mantenuto stabile durante la notte il grande incendio a Ovest di Bordeaux, tuttavia i funzionari hanno avvertito che il pericolo è tutt’altro che scongiurato.
Il comandante dei vigili del fuoco Matthieu Jomain ha dichiarato ai giornalisti che la situazione risulta stabile, sebbene l’incendio non sia ancora sotto controllo, sottolineando la necessità di rimanere vigili a causa delle condizioni meteorologiche previste, con un nuovo aumento delle temperature e raffiche di vento più forti nel pomeriggio. A Lanton, sempre nel Sud/Ovest della Francia devastato dagli incendi, i volontari hanno cercato di proteggere il centro abitato trasportando secchi d’acqua. A partire da domani, i livelli di pericolo nel Sud/Ovest della Francia dovrebbero diminuire grazie ad alcuni temporali, temperature più basse e una maggiore umidità.
La strage di animali e l’emergenza in Spagna giunta al 5° giorno
In Spagna le autorità hanno comunicato che la situazione è migliorata nelle province centrali di Avila e Madrid, tuttavia il rogo nella zona orientale di Castellon è rimasto fuori controllo dopo aver bruciato oltre 10mila ettari. Le condizioni meteorologiche hanno innescato diverse nuove fiammate e circa 10mila residenti evacuati non hanno ancora potuto fare ritorno alle loro abitazioni a Castellon. Il perimetro dell’incendio è attualmente stimato in 75,5 km, secondo le autorità regionali, mentre l’emergenza è entrata nel suo 5° giorno consecutivo nella giornata di mercoledì. Nel frattempo, i servizi di emergenza di Madrid hanno dichiarato che l’incendio boschivo nella regione della capitale non si è diffuso durante la notte e le squadre antincendio hanno continuato a tentare di consolidare il perimetro del fuoco e spegnere i punti caldi rimanenti per evitare riaccensioni. Gli sfollati provenienti da 15 città tra Madrid e Avila hanno iniziato a tornare alle loro case, come annunciato dal Ministro degli Interni Fernando Grande-Marlaska nella tarda serata di martedì.
