Trasportare enormi quantità di energia elettrica senza alcuna dispersione e con un impatto ambientale minimo rappresenta oggi la sfida cruciale per sostenere la crescita dell’intelligenza artificiale. Per rispondere a questa urgenza tecnologica e climatica nasce il progetto SURE, un’ambiziosa iniziativa da 5,8 milioni di euro che promette di rivoluzionare l’efficienza dei data center di nuova generazione entro l’anno 2031. Finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca tramite il Fondo Italiano per le Scienze Applicate, il programma unisce le avanzate competenze dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare nella ricerca di frontiera e la consolidata esperienza industriale di ASG Superconductors. Insieme puntano a realizzare un innovativo cavo superconduttore in diboruro di magnesio, una soluzione ingegneristica capace di soddisfare la fame di potenza elettrica dei server moderni garantendo al contempo la massima sostenibilità ecologica e aprendo nuove strade per l’ottimizzazione degli spazi nelle aree urbane.
La rivoluzione del diboruro di magnesio per le reti elettriche
SURE, acronimo di SUperconducting Reliability & Efficiency, è un progetto di trasferimento tecnologico nato dai risultati dell’iniziativa IRIS, che sta già portando alla realizzazione di un prototipo di cavo da 1 GW. Il cuore di questa nuova linea sarà un cavo in diboruro di magnesio, un materiale innovativo scoperto nel 2001 e sviluppato grazie alle competenze maturate nel programma di potenziamento del Large Hadron Collider del CERN. A differenza dei superconduttori usati nei grandi acceleratori di particelle, che richiedono raffreddamento con elio liquido a circa 2 kelvin, questo materiale opera a 20 kelvin, ovvero -253°C. Questo dettaglio abbatte il costo del raffreddamento di oltre 10 volte, permettendo l’utilizzo di sistemi criogenici a ciclo chiuso già ampiamente diffusi nell’industria. Il cavo prototipo che verrà installato avrà una lunghezza di 50 metri, una potenza di 0,6 MW e una parte superconduttiva da 1500 A a 400 V.
Le voci dei protagonisti tra ricerca e industria
L’innovazione nasce dalla sinergia tra enti di eccellenza del nostro Paese. In merito a questa collaborazione strategica, Antonio Zoccoli, presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, ha dichiarato: “SURE è un esempio virtuoso di trasferimento tecnologico dalla ricerca all’industria. Le tecnologie sviluppate dall’INFN per la fisica di frontiera trovano oggi una nuova applicazione in un settore strategico come quello dei data centre, il cui fabbisogno energetico è destinato a crescere con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e del calcolo ad alte prestazioni. Inoltre, possono essere impiegate anche in molti altri ambiti caratterizzati da elevati consumi energetici. Progetti come questo dimostrano come la ricerca possa contribuire a realizzare infrastrutture più efficienti e sostenibili, favorendo al tempo stesso l’innovazione e rafforzando la competitività del Paese“.
Il coinvolgimento del settore privato è altrettanto determinante per il raggiungimento degli obiettivi. Davide Malacalza, presidente di ASG Superconductors, ha dichiarato: “Investiamo da anni nello sviluppo della tecnologia dei cavi superconduttivi in diboruro di magnesio (MgB₂), una soluzione che consente di trasportare quantità significativamente maggiori di energia in spazi ridotti. Siamo orgogliosi che questa iniziativa, destinata a supportare l’evoluzione dei data centre, nasca in Italia e rappresenti un esempio virtuoso di collaborazione tra industria e ricerca, grazie alla partnership con l’INFN, per rispondere a una sfida strategica di rilevanza globale“.
Sostenibilità ambientale e ottimizzazione degli spazi
L’infrastruttura sarà testata nel sito pilota dei Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN, costruiti nel 1955 e oggi all’avanguardia a livello internazionale. Questo nuovo approccio progettuale permette di ridurre gli ingombri fino a un fattore 10 rispetto alle tecnologie tradizionali o alle busway usate nelle sale dati.
Marco Statera, ricercatore del LASA-INFN e responsabile del progetto SURE, ha delineato i vantaggi operativi spiegando che: “La tecnologia che stiamo sviluppando consente di trasportare grandi quantità di energia in modo efficiente e sostenibile, integrandosi naturalmente con sistemi di produzione da fonti rinnovabili. L’obiettivo è contribuire a rispondere alla crescente domanda energetica dei data centre di nuova generazione, riducendone l’impatto ambientale“.
Le potenzialità sul mercato sono state ribadite da Marco Nassi, amministratore delegato di ASG Superconductors, il quale ha aggiunto: “Il progetto SURE avvicina l’applicazione dei cavi superconduttivi ai data centre, un settore legato all’Intelligenza Artificiale con domanda di energia elettrica in crescita esponenziale. Questa innovazione consente di trasportare fino a 10 volte più energia, a parità di dimensioni, rispetto alle tecnologie di cavo tradizionali. Inoltre, il superconduttore ad alta temperatura MgB2 è sviluppato e prodotto in Italia e non richiede l’impiego di terre rare“.
Il progetto mira a promuovere una filiera corta italiana per un arco temporale di 5 anni. Con l’INFN, fondato nel 1951 e forte di oltre 70 anni di esperienza grazie a una comunità di 8mila persone, e ASG Superconductors, azienda genovese con 200 addetti specializzati e 75 anni di storia, l’Italia si pone alla guida di una transizione tecnologica decisiva per le reti digitali del futuro.
