Un sistema elettrico italiano alimentato interamente da fonti rinnovabili entro il 2050 è tecnicamente realizzabile e rappresenta anche lo scenario economicamente più conveniente tra quelli analizzati. È questa la principale conclusione dello studio sugli scenari energetici al 2050 presentato oggi nel corso del SolarExpert, l’evento organizzato da ITALIA SOLARE e Politecnico di Milano. Lo studio, sostenuto dal Coordinamento FREE, da ITALIA SOLARE, dalla Confederazione Nazionale Artigianato e della Piccola e Media impresa, CNA, ed ECCO, è stato sviluppato da ricercatori del Politecnico di Milano e del LEAP. L’analisi prende in esame l’evoluzione del sistema energetico nazionale attraverso due differenti modelli di simulazione e considera quattro orizzonti temporali, il 2030, il 2035, il 2040 e il 2050, con l’obiettivo di verificare la fattibilità tecnica ed economica di diversi percorsi di transizione.
La transizione energetica italiana si gioca anche negli anni intermedi
L’analisi evidenzia come il vero tema non sia soltanto il punto di arrivo al 2050, ma soprattutto il percorso necessario per arrivarci. Per questa ragione lo studio valuta in modo dettagliato anche gli anni intermedi, cioè il 2030, il 2035 e il 2040, verificando che le decisioni assunte oggi siano coerenti con gli obiettivi finali e non richiedano il ricorso a tecnologie ancora non mature o difficilmente realizzabili nei tempi previsti. Secondo le simulazioni, il fabbisogno elettrico nazionale crescerà dagli attuali 300 TWh a oltre 600 TWh nel 2050. L’incremento sarà conseguenza dell’elettrificazione dei trasporti, del riscaldamento, dell’industria e della produzione di idrogeno. La crescita della domanda elettrica diventa quindi uno degli elementi centrali della trasformazione del sistema, insieme allo sviluppo delle fonti rinnovabili, degli accumuli e della capacità programmabile necessaria alla sicurezza della rete.
Fotovoltaico, eolico e accumuli al centro dello scenario 100% rinnovabile
Secondo i risultati dello studio, uno scenario basato sulle sole fonti rinnovabili richiede una profonda trasformazione del sistema elettrico. Le simulazioni indicano, entro il 2050, una capacità installata di almeno 190 GW di fotovoltaico, oltre 120 GW di nuova capacità eolica e circa 190 GWh di sistemi di accumulo elettrochimico, i BESS. In questo scenario, il fabbisogno di gas si riduce di circa il 90% rispetto ai livelli attuali. Una quota residuale di generazione programmabile continua però a svolgere un ruolo di supporto alla sicurezza del sistema attraverso biometano e metano sintetico derivato dall’idrogeno. Il principale fattore che continua a limitare la piena decarbonizzazione del sistema energetico resta invece il settore dei trasporti.
Prezzi nulli ed energia in eccesso: i dati dello scenario rinnovabile
Lo studio affronta anche un tema spesso trascurato nel dibattito pubblico: il confronto tra le diverse opzioni non dovrebbe concentrarsi esclusivamente sulle singole tecnologie, ma sulla capacità dell’intero sistema di garantire sicurezza, sostenibilità economica e continuità della transizione. Le simulazioni mostrano inoltre che, nello scenario 100% rinnovabile, l’energia prodotta in eccesso rappresenta una quota limitata del sistema, pari a circa il 6% della domanda elettrica. Le ore caratterizzate da prezzi nulli si attestano intorno al 13% dell’anno. Questi dati confermano come un adeguato mix di fonti rinnovabili, accumuli e capacità programmabile possa garantire l’equilibrio del sistema elettrico.
Delfanti: lo scenario 100% rinnovabile è il più conveniente per il sistema energetico
A spiegare la portata dei risultati è Maurizio Delfanti, Coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico di ITALIA SOLARE, che sottolinea il ruolo della modellazione nel definire una traiettoria di transizione sostenibile e conveniente. “Gli scenari presentati, sia con un tool semplificato, sia con modelli più completi, danno una visione chiara: la prospettiva 100% rinnovabile, che prevede un limitato apporto di generazione programmabile fornito da gas di origine biologica e sintetica (<35 TWh), è quella più conveniente per il sistema energetico”, spiega Maurizio Delfanti, Coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico di ITALIA SOLARE. “Nei prossimi mesi completeremo lo studio con l’analisi delle ricadute economiche e sociali, grazie al contributo di ulteriori competenze presenti all’interno del Comitato Tecnico Scientifico di ITALIA SOLARE”. La prospettiva indicata dallo studio prevede dunque un apporto limitato di generazione programmabile fornito da gas di origine biologica e sintetica, inferiore a 35 TWh, all’interno di un sistema fondato sulle energie rinnovabili e sull’integrazione tra tecnologie mature, accumuli e strumenti di flessibilità.
Viscontini: servono dati verificabili e modelli trasparenti
Per Paolo Rocco Viscontini, Presidente di ITALIA SOLARE, la transizione energetica richiede un confronto basato su dati verificabili e su modelli trasparenti, in grado di supportare le scelte energetiche dei prossimi anni. “La transizione energetica ha bisogno di un dibattito sempre più fondato su dati verificabili e modelli trasparenti, non su contrapposizioni ideologiche. Con la presentazione di questo studio vogliamo mettere a disposizione delle istituzioni e degli operatori uno strumento indipendente che consenta di valutare le diverse opzioni sulla base della loro fattibilità tecnica, dei costi per il sistema e della coerenza del percorso di transizione. Le scelte energetiche che l’Italia compirà nei prossimi anni avranno effetti per decenni ed è quindi fondamentale che siano supportate dalle migliori conoscenze scientifiche disponibili”. Il riferimento alla coerenza del percorso di transizione è uno degli aspetti centrali dell’analisi. Le decisioni prese nei prossimi anni dovranno infatti incidere su un sistema destinato a cambiare in profondità, con effetti di lungo periodo sulla produzione elettrica, sui consumi, sui costi di sistema e sulla sicurezza energetica nazionale.
SolarExpert, dai Brief del CTS al PPA del Politecnico di Milano
Nel corso del SolarExpert sono stati inoltre presentati i primi Brief del CTS, dedicati al blackout della Spagna e ai costi e benefici delle fonti rinnovabili in bolletta. L’evento ha ospitato anche un confronto tra istituzioni, mondo accademico e operatori sugli strumenti già oggi disponibili per ridurre il costo dell’energia attraverso contratti di lungo termine e sviluppo delle fonti rinnovabili. Tra questi strumenti è stato illustrato il PPA appena attivato dal Politecnico di Milano, che permette risparmi annui di circa 500 k€, pari a oltre il 15% della spesa annua per la materia energia. Il caso del Politecnico si inserisce nel quadro degli strumenti contrattuali e industriali che possono contribuire a rendere la transizione energetica non solo tecnicamente possibile, ma anche economicamente sostenibile.
Lo scenario 2050 per il sistema energetico nazionale
Il quadro delineato dallo studio indica che il raggiungimento di un sistema elettrico 100% rinnovabile in Italia entro il 2050 passa da una trasformazione strutturale della capacità installata, della gestione della domanda e degli strumenti di flessibilità. La crescita del fabbisogno elettrico fino a oltre 600 TWh, l’espansione del fotovoltaico, della nuova capacità eolica e degli accumuli elettrochimici rappresentano i pilastri della traiettoria analizzata. La riduzione del fabbisogno di gas di circa il 90% rispetto ai livelli attuali, insieme al ruolo residuale di biometano e metano sintetico derivato dall’idrogeno, mostra una possibile configurazione del sistema energetico nazionale in cui la sicurezza del sistema elettrico viene mantenuta attraverso un equilibrio tra rinnovabili, accumuli e generazione programmabile. Secondo lo studio presentato al SolarExpert, questa prospettiva non solo è tecnicamente realizzabile, ma risulta anche la più conveniente tra quelle analizzate.
