La situazione idrica a fine giugno in Piemonte, Arpa: “siccità severa nel sud-ovest”

Siccità Piemonte, Arpa: la situazione è determinata principalmente dalla scarsità di neve residua in quota e dalle portate ridotte del reticolo idrografico

A fine giugno 2026, il Piemonte presenta una situazione idrica complessivamente deficitaria, con criticità più evidenti sulle portate dei corsi d’acqua e sulle risorse idriche superficiali disponibili. Lo indica Arpa Piemonte in un approfondimento dedicato. L’indice sintetico di siccità evidenzia condizioni di siccità moderata nel nord-est della regione e nel bacino della Dora Baltea e condizioni di siccità severa nel sud-ovest. Non si osservavano questi valori dell’indice da febbraio 2022, evidenzia Arpa. La situazione è determinata principalmente dalla scarsità di neve residua in quota e dalle portate ridotte del reticolo idrografico.

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Indice sintetico di siccità del mese di giugno 2026

Precipitazioni

Le precipitazioni medie del mese di giugno 2026 sul bacino del Po chiuso alla confluenza con il Ticino sono state pari a circa 62mm, con un deficit del 36% rispetto alla media mensile storica 1991-2020, evidenzia Arpa. Gli scarti negativi sono diffusi su gran parte dei bacini piemontesi, generalmente compresi tra -30% e -60%, con le eccezioni dei bacini del Ticino e dello Scrivia, dove i deficit risultano più contenuti. Nell’ultimo trimestre, anche i mesi di aprile e maggio hanno fatto registrare deficit rispettivamente di -56% e -44% contribuenti ad aggravare la siccità meteorologica in atto. Il bilancio dell’anno idrologico resta negativo, con uno scarto complessivo pari a circa -24%.

Temperature

Le temperature del mese sono state marcatamente superiori alla media del periodo, con un’anomalia termica regionale di +3,5°C. Giugno 2026 si colloca quindi tra i mesi di giugno più caldi della serie storica, con valori prossimi ai record assoluti del 2003 e con una persistenza delle anomalie positive particolarmente significativa, spiega Arpa. Sommando a questo anche l’ondata di calore registrata a fine maggio 2026, queste condizioni complessive hanno contribuito ad aumentare in modo deciso l’evapotraspirazione, accentuando lo stress idrico dei suoli e della vegetazione e aggravando gli effetti della scarsità di precipitazioni sulle portate dei corsi d’acqua e sulla disponibilità complessiva della risorsa idrica.

Indici di siccità

Gli indici SPI (anomalia di pioggia standardizzata) e SPEI (anomalia di pioggia ed evapotraspirazione standardizzata) a 1 e 3 mesi evidenziano condizioni di siccità diffuse su tutta la regione, mentre alle scale temporali più lunghe, 6 e 12 mesi, prevalgono ancora condizioni di normalità o siccità lieve, con locali aree in siccità severa o estrema, soprattutto nella parte nord-occidentale ma solamente grazia al credito di piogge accumulato nel mese di febbraio e con l’evento meteorologico di marzo.

Indice di anomalia di pioggia ed evapotraspirazione SPEI a 1 mese, 3, 6 e 12 mesi sul Piemonte

Risorse idriche superficiali

Le risorse idriche superficiali complessivamente disponibili al 30 giugno, considerando neve, invasi e Lago Maggiore, ammontano a circa 681 milioni di metri cubi, con uno scarto pari a -31% rispetto alla media del periodo. I deficit maggiori si registrano nel Piemonte settentrionale, -42%, e in quello occidentale, -38%. L’Equivalente di acqua in neve (Snow Water Equivalent) regionale risulta inferiore alla media del periodo di circa -17%, ma con risorsa nivale ormai nulla o fortemente ridotta in diversi bacini meridionali e occidentali, sottolinea Arpa.

Portate

Le portate dei corsi d’acqua rappresentano l’elemento di maggiore attenzione. Ad eccezione della Dora Baltea, gran parte delle sezioni idrometriche considerate presenta deficit superiori al 40% rispetto alla media storica. Alla sezione di chiusura del bacino piemontese, il Po a Isola Sant’Antonio ha registrato una portata media mensile di 138 m³/s (metri cubi al secondo), pari a un deficit del 76% rispetto alla media storica di giugno.

Anomalia % delle portate medie mensili osservate negli ultimi 5 mesi sui principali corsi d’acqua piemontesi

Acque sotterranee

Per le acque sotterranee, i dati disponibili indicano in molte aree valori di soggiacenza superiori alla media storica e spesso oltre il 75° percentile della naturale oscillazione stagionale. Questo segnala livelli di falda bassi rispetto all’intervallo di riferimento, anche se in alcune stazioni si osserva una tendenza all’innalzamento. Il numero limitato di stazioni con dati trasmessi suggerisce cautela nella valutazione, ma il quadro generale è indicativo di condizioni prossime alla criticità, evidenzia Arpa.

Il confronto con il 2022

La siccità del 2022 fu un evento raro, esteso e progressivo, nato già nella seconda metà del 2021 e poi aggravato da un inverno eccezionalmente caldo e secco, con oltre 100 giorni consecutivi senza precipitazioni significative, ricorda Arpa. A fine giugno 2022 la situazione era più strutturale e radicata sulle scale temporali medio-lunghe. A giugno 2022, sul bacino complessivo, le precipitazioni mensili pari a 77,9mm, con scarto mensile quasi nella norma rispetto al riferimento allora utilizzato, ma con uno scarto dell’anno idrologico pari a -32,3%. Le mappe SPI a 6 e 12 mesi evidenziavano condizioni diffuse di siccità severa o estrema, segno di un deficit accumulato nei mesi precedenti. La portata del Po alla chiusura del bacino piemontese era di 95 m³/s.

Nel 2026, il quadro appare diverso: il deficit mensile di giugno è più marcato (-36%), ma gli indici a 6 e 12 mesi non mostrano, al momento, la stessa diffusione di siccità severa o estrema osservata nel 2022. La criticità attuale è quindi più legata alla combinazione tra precipitazioni scarse nel breve periodo, temperature elevate, riduzione della neve residua e portate fluviali molto basse, spiegano gli esperti Arpa.

Le portate fluviali mostrano invece un elemento di continuità con il 2022: anche nel giugno 2026 molti corsi d’acqua presentano deficit molto marcati. Nel 2022, le principali sezioni fluviali registravano già da mesi portate inferiori alla media storica, con indici SRI compresi tra molto secco ed estremamente secco; nel 2026, il Po a Isola Sant’Antonio presenta nuovamente un deficit molto elevato, pari al -76%, e il Tanaro, il Sesia, il Toce e diversi affluenti occidentali mostrano scarti ampiamente negativi.

Situazione che richiede un attento monitoraggio

In sintesi, la situazione di giugno 2026 non riproduce, allo stato attuale, la stessa evoluzione plurimensile e strutturale della crisi del 2022, ma presenta segnali di attenzione importanti. Il deficit delle portate, la riduzione della risorsa nivale residua, le temperature elevate e la disponibilità superficiale inferiore alla media indicano una fase di stress idrologico che richiede un attento monitoraggio nelle prossime settimane, anche in virtù di previsioni per il mese di luglio sempre nel solco di una estate secca e calda, ed in particolare nei bacini già classificati in siccità severa e nei settori dove la risorsa nivale è ormai esaurita, concludono gli esperti di Arpa Piemonte.