Il 4 luglio la sonda spaziale cinese Tianwen-2 ha completato con successo la fase 1 del suo incredibile viaggio all’interno del nostro Sistema Solare, raggiungendo un traguardo fondamentale nel nostro vicinato cosmico. Dopo aver attraversato il vuoto profondo dello Spazio per poco più di 13 mesi dal suo lancio avvenuto nel maggio 2025, il veicolo è finalmente giunto in prossimità dell’asteroide 469219 Kamoʻoalewa, conosciuto anche con la sigla 2016 HO3. Questa piccola roccia fluttuante viene spesso definita in modo improprio come una sorta di “mini luna” della Terra, rappresentando un enigma intrigante per gli astronomi di tutto il mondo. L’arrivo a destinazione segna ufficialmente l’inizio del capitolo più importante e delicato dell’intera missione spaziale cinese, con gli scienziati che si preparano ora a studiare da vicino questo corpo celeste per estrarne frammenti preziosi da riportare a casa nel prossimo futuro.
I segreti del quasi-satellite Kamoʻoalewa
Scoperto nel 2016, Kamoʻoalewa è un corpo celeste di dimensioni estremamente ridotte, con un diametro compreso tra 40 e 100 metri. A seconda delle misurazioni definitive che la sonda effettuerà nei prossimi mesi, questa roccia potrebbe passare alla storia come il più piccolo asteroide mai esplorato dall’umanità. Nonostante sia un compagno costante del nostro pianeta nello Spazio, Kamoʻoalewa non orbita direttamente attorno a noi. Si tratta infatti di un quasi-satellite, ovvero di una categoria peculiare di asteroidi che ruota attorno al Sole mantenendosi in perfetta sincronia con l’orbita terrestre. Questa danza cosmica lo rende uno dei 7 quasi-satelliti conosciuti nel nostro quartiere spaziale, come indicato dalla Planetary Society. Il suo stesso nome, che in lingua hawaiana significa “oggetto celeste oscillante“, descrive in modo perfetto questo insolito movimento. La teoria più affascinante riguarda le sue origini, poiché molti studiosi ritengono che l’asteroide sia un antico frammento della nostra Luna, staccatosi a seguito di un violento impatto cosmico avvenuto nel passato.
Il prelievo dei campioni e il ritorno verso la Terra
Lanciata dal centro spaziale di Xichang il 28 maggio 2025, la sonda Tianwen-2 trascorrerà circa 9 mesi in orbita attorno a Kamoʻoalewa. In questo arco di tempo, il veicolo effettuerà una mappatura dettagliata della superficie per individuare un sito sicuro per il campionamento. L’equipaggiamento tecnico comprende un sistema rapido di tipo “touch-and-go” in combinazione con un innovativo meccanismo di ancoraggio dotato di trivelle per penetrare il materiale superficiale. Gli scienziati puntano a raccogliere almeno 100 grammi di rocce e polveri stellari. Terminate le operazioni di prelievo, la navicella lascerà l’asteroide nell’aprile del 2027. La capsula con il carico verrà rilasciata successivamente e il suo atterraggio sul nostro pianeta è previsto per il mese di novembre del 2027. Dopo aver consegnato il materiale, Tianwen-2 utilizzerà una manovra di assist gravitazionale per dirigersi verso la cometa 311P/PANSTARRS, con un arrivo stimato per il mese di gennaio del 2035.
Il programma cinese dedicato alle domande celesti
L’intera spedizione rientra nel più ampio programma di esplorazione dello Spazio profondo gestito dalla China National Space Administration. Il nome del programma, Tianwen, si traduce con l’espressione “domande celesti” e rappresenta l’ambizione di svelare i segreti del Sistema Solare. L’avventura attuale fa seguito al trionfo di Tianwen-1, missione che ha visto l’orbiter, il lander e il rover Zhurong raggiungere Marte nel maggio del 2021, rendendo la Cina la 2ª nazione al mondo a operare con successo sulla superficie del pianeta rosso. Le esplorazioni dell’agenzia spaziale proseguiranno a ritmi serrati, avendo già programmato il lancio di Tianwen-3 nel 2028, con lo scopo primario di recuperare frammenti marziani per portarli sulla Terra entro il 2031. Infine, per il 2030 è fissata la partenza di Tianwen-4, una complessa spedizione che prevede l’invio di 2 veicoli gemelli destinati a esplorare il sistema di Giove, concentrandosi sul satellite Callisto, e a sorvolare il pianeta Urano.
