A quasi quattro mesi dalla tragedia del ponte sul Trigno, crollato durante una forte ondata di maltempo, la famiglia di Domenico Racanati, l’uomo finito con la sua auto nel vuoto del viadotto crollato, torna a chiedere risposte alle istituzioni. La figlia Angelica ha rivolto un nuovo appello agli enti competenti per conoscere lo stato dell’avvio del dragaggio del fiume, passaggio fondamentale nelle attività di recupero della salma. Angelica chiede se esistano ancora ostacoli tecnici, burocratici o autorizzativi che ne impediscano l’inizio: “dopo quasi quattro mesi dal 2 aprile, chiediamo una risposta chiara: quando potranno iniziare concretamente le operazioni di dragaggio? È questa la domanda che una famiglia, e una comunità intera, continua a porsi ogni giorno’’, scrive Angelica, ricordando come il tempo, per i familiari, sembri essersi fermato al giorno della tragedia.
Angelica evidenzia come, dal giorno del crollo, ogni aggiornamento sia arrivato soltanto dopo continue richieste della famiglia, ribadendo che dietro ogni procedura amministrativa c’è una persona dispersa e una famiglia che continua ad attendere. L’appello si conclude con un invito alle istituzioni a trasformare gli impegni annunciati in azioni concrete. “Non vogliamo altre promesse – dice – Non vogliamo altre rassicurazioni, senza una data e senza un’azione. Vogliamo soltanto che ciò che viene annunciato diventi realtà. Perché dietro ogni giorno che passa c’è una famiglia che soffre, una comunità che aspetta e una figlia che continua a chiedere una cosa semplice: aiutateci a riportare a casa nostro padre”.
