Il Presidente della Regione Emilia Romagna, Michele de Pascale, ha firmato il decreto con cui viene dichiarato lo stato di crisi regionale per i gravi fenomeni di maltempo che il 15 e tra il 18 e il 21 luglio scorsi hanno interessato sette province dell’Emilia Romagna, provocando diffuse criticità alla viabilità e ai servizi, danni a infrastrutture, edifici, attività produttive e agricole. Lo stato di crisi riguarda in particolare 117 comuni. Il provvedimento ha validità di 180 giorni e consente alla Regione di attivare gli interventi necessari al superamento della situazione di crisi, assumendone il coordinamento istituzionale, come previsto dalla legge regionale n. 1 del 2005. Permette inoltre di attivare le risorse necessarie e gli strumenti operativi per gli interventi urgenti di messa in sicurezza e ripristino dei territori colpiti.
Per l’intensità, l’estensione e l’impatto sulle aree colpite sono pervenute dagli enti locali ricognizioni speditive delle criticità e dei danni, sia in corso di evento al Centro operativo regionale, sia nei giorni successivi agli eventi agli Uffici territoriali dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile.
L’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile ha assicurato il proprio intervento operativo raccordandosi con sindaci e Centri operativi comunali, Prefetture – Uffici territoriali del Governo, Corpo dei Vigili del Fuoco per gli interventi di soccorso tecnico urgente – anche mediante l’attivazione delle strutture operative – e volontariato di Protezione Civile, per la gestione delle criticità e il supporto necessario al più rapido rientro nelle condizioni di normalità.
Gli effetti del maltempo
La prima ondata di maltempo, il 15 luglio, è stata caratterizzata da precipitazioni intense su ampi settori dell’Emilia Romagna, con accumuli molto elevati concentrati nell’arco di circa un’ora, grandinate localizzate, intensa attività elettrica e raffiche di vento superiori ai 75km/h, con punte oltre i 119km/h e, in alcune aree, fenomeni di downburst. La seconda ondata, tra il 18 e il 21 luglio, ha portato temporali altrettanto intensi, accompagnati da grandinate di media e grande dimensione, frequenti fulmini e forti raffiche di vento che hanno interessato ampie aree del Ferrarese e del Ravennate, oltre a tratti della costa tra Cervia e Cesenatico, con velocità superiori agli 80km/h. L’intensità dei fenomeni è confermata anche dagli elevati quantitativi di pioggia caduti in appena 15 minuti, registrati in particolare nelle province di Modena, Ferrara, Bologna e Ravenna.
Entrambe le ondate hanno provocato scoperchiamenti di tetti e la caduta di numerosi alberi, con danni al patrimonio edilizio pubblico e privato, interruzione della viabilità stradale, sia principale, sia secondaria, e delle linee ferroviarie, problemi alle reti dei servizi pubblici essenziali, e l’evacuazione di alcuni nuclei familiari.
