Dal caldo afoso al diluvio in meno di un’ora: un violento sistema temporalesco ha colpito il veronese, l’alto vicentino e parte del padovano, scaricando grandine grossa, nubifragi e raffiche di downburst che hanno causato allagamenti e danni diffusi tra campagne e centri abitati. La giornata era partita sotto un cielo lattiginoso e temperature elevate, con terreni aridi e polverosi, ma nel tardo pomeriggio il panorama è cambiato radicalmente quando, all’orizzonte, hanno iniziato a comparire le prime nubi minacciose.
Tra le zone più colpite emerge San Giovanni Ilarione (VR), dove il sistema temporalesco, probabilmente di tipo multicellulare o a supercella, ha preso forma in fretta, trasformando il cielo in una compatta cortina grigio scura che ha inghiottito ogni raggio di luce. Nel giro di pochi minuti la grandine ha iniziato a cadere con violenza, accompagnata da pioggia torrenziale e da raffiche di vento lineare tipiche dei downburst, capaci di scuotere la vegetazione e sradicare alberi lungo le strade. Le abitazioni si sono ritrovate immerse in un paesaggio quasi autunnale, con l’acqua che scorreva a fiumi, mentre i chicchi di grandine rimbalzavano sulle superfici metalliche e sui tetti delle case.

Su Illasi (VR) e Arzignano (VI) lo scenario è stato pressoché simile: le prime gocce, grosse e distanziate, hanno lasciato spazio a una vera e propria ‘cortina’ di pioggia e grandine, riducendo sensibilmente la visibilità e obbligando gli automobilisti a fermarsi ai bordi delle strade. In alcune zone le raffiche discendenti hanno spezzato rami e fatto cadere cartelloni pubblicitari e strutture leggere, segno di una cella temporalesca cella particolarmente intensa.
La dimensione dei chicchi di grandine, stimata intorno ai 3-4 cm, ha reso il fenomeno particolarmente impattante, con accumuli di ghiaccio al suolo che in pochi minuti hanno imbiancato viali, giardini e campi coltivati. Vetri, tetti e parabrezza sono stati messi a dura prova, mentre le colture di stagione hanno subito danni in linea con i più violenti episodi che negli ultimi anni hanno interessato il nord-est. In alcune località la grandinata si è fusa con scrosci d’acqua così violenti da provocare autentici diluvi; la rete fognaria non è riuscita a recepire il brusco picco di portata, causando i repentini allagamenti di canali e corsi d’acqua secondari.
Nel cuore del temporale, i pluviometri hanno registrato in poco tempo accumuli nell’ordine dei 40-50 mm, valori che normalmente corrispondono alle precipitazioni di un’intera settimana. A livello locale, la distribuzione è stata estremamente irregolare: pochi chilometri hanno fatto la differenza tra piogge moderate e piogge eccezionali, con il tipico ‘effetto macchia di leopardo’ dei sistemi convettivi intensi.
Anche il Padovano è finito nel mirino del maltempo, con Montagnana tra i centri più colpiti. La città, reduce da giornate caratterizzate da caldo, terreni secchi e scarsità di pioggia, è stata improvvisamente flagellata da un violento temporale che ha scaricato grandine di 3-4 cm e un autentico nubifragio in un breve lasso di tempo. I viali alberati sono stati bloccati da ghiaccio e rami caduti, e alcune strade sono diventate subito impraticabili per via di acqua, foglie e detriti spinti dal vento.
Nel giro di poco tempo, oltre 50 mm di pioggia hanno trasformato il vallo di Montagnana in una sorta di ‘piscina naturale’: L’acqua ha invaso e sommerso marciapiedi, cortili e porzioni della zona storica adiacenti alle mura. L’effetto è stato acuito dal suolo secco e poco permeabile, incapace di assorbire una quantità d’acqua così elevata in tempi ridotti.
L’episodio odierno è il ‘risultato’ di uno scenario di forte instabilità sul Nord-Est, in cui una massa d’aria molto calda e umida negli strati inferiori ha interagito con l’afflusso di correnti più fredde in quota, generando il mix ideale per la formazione di temporali violenti. La presenza di un’elevata energia convettiva e di wind shear sufficiente ha favorito la formazione di sistemi temporaleschi ben organizzati, in grado di produrre grandinate importanti, downburst con raffiche che hanno superato gli 80-100 km/h e precipitazioni concentrate in aree relativamente ristrette.
ARPA VENETO aveva già segnalato la possibilità di fenomeni violenti, con bollettini che richiamavano l’attenzione su possibili criticità idrogeologiche, allagamenti lampo e danni da vento e grandine, soprattutto tra le zone pedemontane e di pianura del Veneto. L’evento conferma come, in un contesto di estati sempre più calde e cariche di umidità, i temporali possano evolvere rapidamente in episodi di maltempo estremo, capaci di impattare sensibilmente su agricoltura, infrastrutture e vita quotidiana.
Nel corso delle prossime ore, la presenza di aria ancora marcatamente instabile e ulteriori impulsi freschi in quota potranno mantenere una certa probabilità di rovesci e temporali, specie sulle aree interne e pedemontane.
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