Le allerte emesse nei precedenti bollettini e l’avviso ufficiale del CNMCA dell’Aeronautica Militare non sono affatto un esercizio teorico, ma la precisa descrizione di una configurazione atmosferica pronta a esplodere sul nostro territorio. Come avevamo spiegato nel nostro precedente e approfondito articolo sull’innesco della fiammata subtropicale, il quadro sinottico sul Mediterraneo sta cambiando marcia con estrema rapidità. Proprio nel corso di questo primo pomeriggio di domenica 12 luglio, la massa d’aria rovente di estrazione maghrebina ha iniziato a mostrare i suoi primi, prepotenti muscoli sulle nostre regioni meridionali. L’ondata di caldo è già iniziata a tutti gli effetti, e i termometri al suolo stanno restituendo riscontri eccezionali, facendo registrare picchi di calore che, fino a questo momento, non si erano mai visti nel corso dell’intera stagione estiva.
Sardegna e Sicilia: l’epicentro del caldo estremo con i primi picchi di +41°C
Come ampiamente previsto dai modelli matematici a corto termine, le due isole maggiori rappresentano la prima vera linea di trincea di fronte all’avanzata del promontorio anticiclonico africano. Sia in Sardegna che in Sicilia le centraline della rete di monitoraggio hanno sfondato la soglia critica dei quaranta gradi, toccando primi picchi di +41°C. In Sicilia spiccano i clamorosi +41°C registrati a Cassibile, seguiti a ruota dai +40°C di Catania Fontanarossa. La morsa della fiammata sahariana si fa sentire pesante con ben +39°C a Catania Sigonella, Motta Sant’Anastasia, Carlentini e Priolo. Il termometro si attesta a +38°C a Villasmundo e Gioiosa Marea, mentre una lunghissima serie di località sperimenta già i +37°C, tra cui San Giovanni Galermo, San Gregorio di Catania, Mascalucia, Melilli, Pozzallo, Scordia, Piraino e Brolo. Si boccheggia intensamente anche a +36°C a Siracusa, Avola, San Giovanni La Punta, Valverde, Capo d’Orlando, Barcellona Pozzo di Gotto e Pace del Mela.
Non è da meno la Sardegna, dove l’avvezione calda picchia durissimo nelle pianure interne e nel campidano. Si registrano infatti infuocati +41°C a Barumini e ad Abbasanta, mentre Vallermosa si ferma a +40°C. La colonnina di mercurio sale fino a +39°C a Santa Lucia di Capoterra e a Sanluri, assestandosi a +38°C ad Alghero, Capoterra, Villasor e Fraigas. Il caldo torrido si manifesta inoltre con +37°C a Iglesias, Sedilo e Busachi, scendendo a +36°C a Sassari e Santadi, mentre i capoluoghi Cagliari e Oristano fanno segnare +35°C. Si tratta, senza mezzi termini, delle temperature più alte dell’anno finora rilevate in queste aree nel corso del 2026.
Il caldo inizia a fare sul serio anche in Calabria
L’effetto della lingua di fuoco subtropicale non si è limitato al solo dominio insulare, ma sta risalendo la penisola partendo dalla sua propaggine più meridionale. Anche in Calabria la fiammata inizia a fare sul serio proprio in queste ore pomeridiane, con le correnti sahariane che innalzano verticalmente le colonnine di mercurio. I termometri hanno già segnato un picco di +38°C a Feroleto della Chiesa, Martirano e Sellia Superiore, mentre si sono attestati a +37°C a Lamezia Terme, Briatico, Mileto e Rizziconi. Il caldo si fa pesante anche nei settori interni settentrionali e ionici con +36°C a Castrovillari e Platì, toccando i +35°C a Cosenza, per poi stabilizzarsi a +34°C a Vibo Valentia e Cittanova. Prima di oggi, mai erano stati raggiunti questi picchi termici dall’inizio dell’anno in queste regioni, a dimostrazione della straordinaria spinta della massa d’aria in arrivo dal deserto.
L’escalation imminente: valori destinati a essere polverizzati
È fondamentale contestualizzare questi dati impressionanti odierni con l’evoluzione meteorologica attesa per la settimana incombente. Sebbene oggi si celebri il raggiungimento delle vette termiche più elevate del periodo, queste cifre non rappresentano affatto l’apice di questa eccezionale ondata di calore. Come abbiamo ampiamente sottolineato nei nostri precedenti articoli scientifici, l’ingresso del nucleo d’aria rovente principale avverrà tra domani e dopodomani. L’incredibile isoterma di +30°C alla quota di 850 hPa che si posizionerà sulla Sardegna e la successiva estensione del promontorio subtropicale a gran parte del Centro-Sud faranno sì che i record odierni vengano letteralmente polverizzati nei prossimi giorni. L’escalation entrerà nel vivo tra martedì e mercoledì, quando i quaranta gradi diventeranno la normalità su molte pianure e i picchi isolati nelle zone interne si spingeranno diffusamente fino a +45°C. La situazione merita il massimo monitoraggio, poiché la fornace nord-africana sta entrando a pieno regime esattamente come previsto.
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