La nuova ondata di caldo che sta interessando l’Europa colpisce anche il Regno Unito. Domani, mercoledì 29 luglio, si prevede che il termometro arrivi a toccare i +30°C a Londra, con punte fino a +35°C in alcune aree del Paese. Dopo settimane con totale assenza di precipitazioni, terreni ormai arsi, temperature in ascesa e un’umidità ridotta ai minimi storici, Londra si prepara ad affrontare un elevato pericolo incendi. “Il rischio che incendi devastanti, simili a quelli che stanno attualmente martoriando la Francia, si abbattano sulla capitale inglese è reale“, ha affermato il sindaco di Londra, Sadiq Khan. Il National Fire Chiefs Council, il consiglio nazionale che riunisce tutti i corpi dei Vigili del Fuoco britannici, è in allerta massima per scongiurare roghi su terreni trasformati in polveriere.
L’ondata di calore in atto
“Si tratta fortunatamente di un’ondata di caldo di breve durata – spiega, in un’intervista ad Alessandro Allocca per Adnkronos, Gregory Wolverson, vice responsabile meteorologo del Met Office – quando il termometro farà un balzo in avanti proprio in concomitanza con la giornata evidenziata dal sindaco Khan, quella di domani, mercoledì 29. Alcune aree potrebbero registrare temperature anche fino ai +35°C. Sebbene il caldo non sarà diffuso in tutto il Regno Unito, sarà sufficiente perché parti del sud-est soddisfino probabilmente i criteri ufficiali di ondata di calore entro giovedì”. Mentre l’ondata di caldo arroventerà il sud-est e Londra, il nord e l’ovest del Paese andranno incontro a una tregua molto più rapida.
Un luglio secco e caldo nel Regno Unito
I dati del Met Office, il servizio meteorologico nazionale britannico, fondato nel 1854, evidenziano un mese di luglio tra i più secchi e caldi mai registrati nel Regno Unito nel corso degli ultimi 150 anni. Ma quanto è raro, storicamente, che non cada una goccia d’acqua per così tanto tempo Oltremanica? “Se guardiamo agli annali, per trovare un intero mese solare del tutto privo di pioggia a Londra bisogna scavare indietro di decenni – afferma Wolverson – fino ad arrivare all’agosto del 1940, al marzo del 1929 o al febbraio del 1891. A livello nazionale, invece, i nostri dati ci riportano a quella che abbiamo definito una sorta di memoria collettiva britannica legata al famigerato 1976, quando alcune zone del sud-ovest rimasero a secco per ben 45 giorni, e al più recente 2018, anno in cui la stessa capitale britannica visse un periodo ininterrotto di siccità lungo 47 giorni”.
“Passando ad analisi più recenti, gli ultimi quattro anni rientrano tutti tra i cinque più caldi mai registrati, con un riscaldamento di circa 0,25°C per decennio a partire dagli anni ’80. È probabile che questo record venga nuovamente superato nel giro di pochi anni, a partire proprio da questo 2026”, ha affermato l’esperto.
