Misteri vulcanici e coste sommerse: alla scoperta dei fondali di Panarea | FOTO

La spedizione di PHY Equipment e INGV svela l'antica conformazione dell'isola eoliana in un documentario che esplora il legame inscindibile tra abissi e superficie
Panarea, emissioni gassose di vulcani sottomarini. Campagna scientifica PHY Equipment e INVG 2026
Andrea Murdock Alpini si appresta a iniziare un'immersione sui vulcani sommersi di Bottaro e Lisca Bianca, Panarea. Missione scientifica 2026
Panarea, Geomorfologia di un vulcano estinto nei pressi di Basiluzzo. Campagna scientifica PHY Equipment e INVG 2026
Andrea Murdock Alpini si immerge nei pressi della meda INVG a tra Lisca Nera e Lisca Bianca. Missione scientifica, Panarea 2026
Gruppo di Lavoro PHY Equipment e INVG, campagna scientifica 2026, Panarea
Operatori tecnici dell'INGV eseguono prove di laboratorio a bordo dell'imbarcazione A_D Lady Mari dopo aver eseguito campionamenti subacque sul campo. Campagna scientifica PHY Equipment e INVG 2026
Andrea Murdock Alpini (PHY Equipment) con Alessandro Bosman (CNR) e Marco Anzidei (INVG) analizzano il fondale di Panarea per pianificare le immersioni

La straordinaria bellezza della superficie trae la sua origine dalle oscure profondità marine, un concetto affascinante che rappresenta il tema centrale del nuovo documentario diretto da Andrea Murdock Alpini per conto di PHY Equipment. Una squadra altamente specializzata di esperti subacquei tecnici è partita 2 settimane fa da Palmi, pittoresco porticciolo della Costa Viola in Calabria, ed è rientrata con successo dopo aver lavorato intensamente sui fondali vulcanici dell’isola di Panarea, a Nord rispetto alla costa siciliana, per svariati giorni di esplorazione continua. L’equipe ha documentato l’ecosistema marino immergendosi tra siti subacquei mai visti prima e luoghi già noti ma raccontati da prospettive completamente inedite. La finalità principale delle complesse immersioni è stata quella di documentare in modo dettagliato la potente azione vulcanica sottomarina della celebre isola eoliana.

La sinergia tra ricerca scientifica e cultura del mare

Andrea Murdock Alpini frequenta le coste calabresi da svariati anni per narrare le bellezze sottomarine dei fondali locali. Alla regione ha dedicato innumerevoli esplorazioni, articoli, video e servizi giornalistici, riservando alla sua terra di adozione anche alcuni capitoli dei suoi volumi letterari “Immersioni Selvagge” e “Nomade del Profondo”. L’esploratore ha descritto così il suo profondo legame con il territorio: “Sono venuto in Calabria quasi dieci anni fa per il relitto della Motonave Viminale, a Palmi, da allora non l’ho più lasciata. La mia attenzione si è spostata poi su nuovi obiettivi sommersi quali secche e relitti, sempre per raccontare la meraviglia e le bellezze della Costa Viola e dello Stretto di Messina: un ecosistema marino unico che va tutelato“.

Il progetto attuale alle Isole Eolie, nato nei mesi scorsi, vanta l’importante partnership dell’INGV, che da tempo monitora costantemente il sito e studia l’impatto dell’attività vulcanica sull’ambiente circostante. In merito a questa preziosa sinergia scientifica, Alpini ha dichiarato alla nostra testata: “Si tratta di un primo incontro tra PHY Equipment e l’INGV. Lo scopo della collaborazione è unire la ricerca scientifica alla cultura per il mare e lo spirito di conoscenza, all’interno di un progetto documentario volto a far conoscere le meraviglie sottomarine di Panarea“.

Indivisibilità e antiche coste sommerse

Il termine greco achōristìa, traducibile come indivisibile, guida l’intera narrazione visiva del documentario girato tra le onde e gli abissi. L’obiettivo visivo e scientifico è descrivere la superficie attraverso spettacolari immagini inedite di attività vulcaniche sommerse. Le telecamere hanno seguito da vicino il lavoro dei ricercatori sul campo, affiancati da una formazione di esperti del calibro di Marco Anzidei, Gianluca Lazzaro, Manfredi Longo e Sergio Scirè Scappuzzo.

Il team subacqueo ha visto schierati il capo spedizione Alpini, l’operatore cine-foto Francesco Macchairella, il subacqueo tecnico Enrico Franchi e il medico iperbarico Anja Valic, presenza cruciale per garantire la massima sicurezza del gruppo. Il professor Marco Anzidei, dirigente di ricerca dell’INGV, ha sottolineato l’importanza della missione affermando: “La collaborazione tra l’esploratore subacqueo Andrea Murdock Alpini e l’INGV apre nuove vedute sulla passata attività vulcanica dell’isola di Panarea aiutandoci a raccontare al pubblico la storia di questo vulcano“.

Una finestra sul passato geologico delle Isole Eolie

Un ruolo strategico nella pianificazione è stato svolto dal ricercatore Alessandro Bosman del CNR, il quale, in virtù delle sue elevate competenze nei rilievi dei fondali marini, ha contribuito all’identificazione dei migliori punti di immersione. Le numerose ore passate a scandagliare il buio marino hanno fornito preziosissime conferme ai dati scientifici. Nonostante condizioni meteo-marine a tratti avverse e venti forti che hanno ostacolato i lavori, il programma della prima complessa missione esplorativa è stato completato con totale successo.

Tra i vari traguardi raggiunti, la squadra ha identificato un’antica linea di costa situata a oltre 70 metri di profondità. I rilievi dimostrano senza alcun dubbio che ben 13mila anni fa la terra emersa di Panarea si estendeva per oltre 1 miglio dall’attuale perimetro costiero, ricordando all’umanità la sua posizione di umile spettatrice del tempo che scorre. L’anteprima assoluta della pellicola, intitolata “Panarea: achōristìa“, è prevista per il prossimo inverno a Roma, per svelare definitivamente che la magia emersa di Basiluzzo, Dattilo, Lisca Bianca, Bottaro e Panarea prende vita, letteralmente e metaforicamente, proprio sotto il livello del mare.