Manovre orbitali per la Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Mercoledì 1 luglio, alle 23:49 ora di Mosca, i motori della navicella russa Progress MS-34 si sono accesi e hanno funzionato per 567,8 secondi, generando una spinta di 1,10m/s. Di conseguenza, l’altitudine orbitale media della ISS è aumentata di 1,9km, raggiungendo i 419,89km sopra la superficie terrestre, rende noto Roscosmos, l’agenzia spaziale russa. Lo scopo di questa correzione è completare la formazione delle condizioni balistiche per il lancio della Soyuz MS-29 e l’atterraggio del modulo di discesa della Soyuz MS-28, spiega Roscosmos.
Questi aggiustamenti non sono rari: la Stazione, infatti, necessita di regolari manovre di “correzione d’orbita” per contrastare gli effetti dell’attrito atmosferico che, seppur minimo a quelle altitudini, causa un lento ma continuo abbassamento della traiettoria orbitale.
A cosa serve la correzione dell’orbita?
La correzione dell’orbita è una manovra essenziale per il mantenimento operativo della Stazione Spaziale Internazionale. L’orbita della ISS tende gradualmente ad abbassarsi a causa dell’attrito con gli strati superiori dell’atmosfera terrestre, anche se molto rarefatti a quella quota. Senza interventi regolari, la Stazione perderebbe lentamente quota, mettendo a rischio le missioni a bordo e l’integrità della struttura.
Per questo motivo, le agenzie spaziali responsabili (NASA, Roscosmos, ESA, JAXA e CSA) programmano queste manovre con cadenza di alcune settimane. I motori delle navette cargo, come la Progress russa, vengono utilizzati per “spingere” la Stazione e riportarla ad una quota di circa 420km.
Cos’è la Stazione Spaziale Internazionale?
La Stazione Spaziale Internazionale è un laboratorio orbitante abitato in modo permanente da oltre vent’anni. È il frutto di una collaborazione internazionale tra le principali agenzie spaziali del mondo e rappresenta uno dei più grandi successi della cooperazione scientifica globale.
L’ISS orbita attorno alla Terra a una velocità di circa 28.000 km/h, completando un giro del pianeta ogni 90 minuti. A bordo, gli astronauti conducono esperimenti in condizioni di microgravità nei campi della medicina, della biologia, della fisica e della scienza dei materiali. La stazione svolge anche un ruolo cruciale nel testare tecnologie per l’esplorazione spaziale futura, come le missioni su Marte.
