Nuovo attacco contro Wildberries in Russia: droni colpiscono l’hub di Ryazan, incendio e crolli

L’hub del colosso russo dell’e-commerce è stato evacuato e ha sospeso le consegne. Dal 18 luglio sarebbero stati presi di mira dieci centri logistici dell’azienda, che ora valuta nuovi spazi in Kazakistan per mettere al riparo parte delle proprie attività

Un nuovo attacco con droni ucraini ha colpito un magazzino di Wildberries nella regione russa di Ryazan, provocando un vasto incendio e il crollo parziale della struttura. L’azione rappresenta un ulteriore episodio nella serie di bombardamenti che, nelle ultime settimane, hanno interessato i centri logistici del principale colosso dell’e-commerce russo. Dopo l’impatto dei droni, le fiamme si sono rapidamente propagate all’interno del complesso. Una parte del magazzino è crollata, mentre il personale presente è stato fatto allontanare. Wildberries ha reso noto che i dipendenti sono stati evacuati e che l’hub di Ryazan non potrà, almeno temporaneamente, accettare nuove consegne. La sospensione delle attività potrebbe incidere sulla distribuzione delle merci gestite dalla piattaforma nell’area, anche se l’azienda non ha fornito indicazioni sui tempi necessari per il ripristino del sito né sull’entità complessiva dei danni riportati dalla struttura.

Dieci magazzini colpiti dal 18 luglio

Quello di Ryazan non sarebbe un episodio isolato. A partire dallo scorso 18 luglio, le forze ucraine avrebbero preso di mira complessivamente dieci magazzini di Wildberries situati in diverse aree della Federazione Russa e nella Crimea occupata. Gli attacchi avrebbero interessato strutture logistiche presenti nelle regioni di Mosca, Tambov, Sverdlovsk, Krasnodar, Stavropol, Leningrado, Voronezh e Ryazan, oltre che nella penisola di Crimea. La progressiva estensione geografica delle operazioni mostra come i centri utilizzati per lo stoccaggio e la distribuzione delle merci siano diventati sempre più esposti alle incursioni dei droni. La rete logistica rappresenta un elemento centrale per il funzionamento di Wildberries, spesso definita l’“Amazon russa” per le dimensioni raggiunte nel mercato del commercio elettronico. Il ripetersi degli attacchi contro i suoi magazzini rischia quindi di produrre conseguenze non soltanto sulle singole strutture colpite, ma anche sull’organizzazione complessiva delle consegne.

Wildberries sospende le consegne nel centro di Ryazan

In seguito all’incendio, Wildberries ha precisato che il proprio hub logistico di Ryazan non accetterà consegne fino a nuova comunicazione. L’azienda ha inoltre confermato l’evacuazione dei lavoratori presenti nella struttura al momento dell’attacco. La decisione di fermare temporaneamente l’ingresso delle merci è legata alle condizioni del complesso, danneggiato dalle fiamme e dal cedimento di una sua parte. La società dovrà ora verificare la stabilità dell’edificio e valutare la possibilità di trasferire le operazioni verso altri centri della propria rete. La sospensione evidenzia la vulnerabilità di un modello commerciale basato su grandi poli di smistamento, nei quali vengono concentrate enormi quantità di prodotti destinati alla distribuzione in vaste aree del Paese. Quando uno di questi hub viene reso inutilizzabile, anche temporaneamente, diventa necessario riorganizzare rapidamente i flussi delle merci.

La ricerca urgente di nuovi magazzini in Kazakistan

Di fronte al moltiplicarsi degli attacchi, Wildberries starebbe cercando nuovi spazi logistici in Kazakistan. Secondo quanto reso noto da Kommersant, che cita diverse fonti attive nel settore immobiliare, l’azienda avrebbe avviato la ricerca di magazzini per una superficie complessiva di circa 100mila metri quadrati. La richiesta riguarderebbe l’affitto urgente di qualsiasi spazio attualmente disponibile. L’obiettivo sarebbe quello di proteggere almeno una parte del giro d’affari della società dalle incursioni dei droni ucraini, spostando alcune attività logistiche al di fuori del territorio russo. Il Kazakistan potrebbe quindi assumere un ruolo sempre più rilevante nell’organizzazione regionale di Wildberries. La posizione del Paese consentirebbe all’azienda di continuare a servire diversi mercati dell’area, riducendo allo stesso tempo l’esposizione diretta delle merci e delle infrastrutture agli attacchi che stanno interessando i centri situati in Russia.

I progetti logistici ad Alma Ata e Astana

Wildberries si è limitata a precisare che, come avviene in ogni altro Paese in cui è presente, anche in Kazakistan sta costruendo nuovi spazi destinati ai propri siti logistici. L’azienda non ha quindi collegato direttamente i progetti in corso con gli attacchi dei droni, presentandoli come parte del normale piano di espansione internazionale. Ad Alma Ata è in costruzione un magazzino di circa 100mila metri quadrati, mentre ad Astana è previsto un centro ancora più grande, con una superficie di 160mila metri quadrati. Si tratta di infrastrutture capaci di rafforzare in modo significativo la presenza della società nel mercato kazako e di ampliare la capacità di stoccaggio e distribuzione nell’Asia centrale. La disponibilità di questi spazi potrebbe consentire a Wildberries di diversificare la propria rete logistica, riducendo la dipendenza dai grandi hub presenti sul territorio russo. Tuttavia, i nuovi centri risultano ancora in fase di realizzazione, mentre la necessità di reperire strutture già operative appare immediata.

In Russia cresce la diffidenza dei proprietari immobiliari

La ricerca di nuovi magazzini sarebbe resa più complessa dalla crescente diffidenza dei proprietari di immobili logistici in Russia. Secondo le fonti citate da Kommersant, chi dispone di spazi da affittare non sarebbe disponibile a sottoscrivere un contratto con Wildberries. Il motivo sarebbe legato alla percezione dell’azienda come possibile obiettivo degli attacchi ucraini. La presenza di merci e attività riconducibili al colosso dell’e-commerce potrebbe esporre le strutture affittate a un rischio maggiore, inducendo proprietari e operatori immobiliari a evitare accordi. Questo atteggiamento potrebbe aggravare le difficoltà dell’azienda nel sostituire rapidamente i centri danneggiati. La disponibilità materiale di un magazzino, infatti, non sarebbe più sufficiente: a incidere sulle trattative sarebbe anche la valutazione dei rischi connessi alla possibilità di nuovi bombardamenti.

La logistica dell’e-commerce entra nel mirino della guerra

Gli attacchi contro i magazzini di Wildberries mostrano come il conflitto stia coinvolgendo sempre più profondamente anche le infrastrutture logistiche e commerciali. I grandi centri di distribuzione costituiscono nodi essenziali per la circolazione delle merci e per il funzionamento delle piattaforme di vendita online. Il danneggiamento di un hub può comportare la sospensione delle consegne, il trasferimento delle merci, la riorganizzazione dei trasporti e la ricerca di nuovi spazi. Nel caso di Wildberries, il fatto che dieci centri siano stati raggiunti a partire dal 18 luglio segnala una pressione crescente sulla rete dell’azienda. L’incendio di Ryazan e il crollo parziale della struttura rappresentano quindi non soltanto un nuovo episodio della campagna di attacchi con droni sul territorio russo, ma anche un problema industriale e commerciale per una delle maggiori società del Paese.

Wildberries prova a ridisegnare la propria rete distributiva

La costruzione dei grandi magazzini di Alma Ata e Astana, insieme alla ricerca urgente di ulteriori spazi in affitto, indica la necessità per Wildberries di rafforzare la propria presenza fuori dalla Russia. La società deve proteggere la continuità delle attività e garantire la distribuzione dei prodotti nonostante il danneggiamento di alcuni dei suoi principali centri. L’hub di Ryazan resterà per il momento escluso dalla rete delle consegne, mentre proseguiranno le verifiche sulla struttura colpita. Il vasto incendio e il crollo parziale del magazzino confermano la capacità dei droni di provocare danni rilevanti anche a grandi infrastrutture situate in profondità nel territorio russo. Con il susseguirsi degli attacchi, la sicurezza dei siti logistici è diventata una questione centrale per Wildberries. La possibile redistribuzione di una parte delle attività verso il Kazakistan potrebbe rappresentare una risposta alla nuova situazione, ma la società dovrà affrontare nel frattempo le conseguenze operative della perdita temporanea degli hub colpiti e la crescente difficoltà di trovare nuovi immobili disponibili in Russia.