Il rafforzamento dei controlli sull’olio di oliva rappresenta un passo importante nella tutela della qualità e della trasparenza del settore, ma secondo AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari non può essere sufficiente senza un aggiornamento del quadro normativo e del sistema delle sanzioni. L’associazione torna a chiedere un intervento legislativo per contrastare in modo più efficace frodi, irregolarità e pratiche scorrette che rischiano di danneggiare i consumatori, il Made in Italy e le imprese che operano nel rispetto delle regole. La richiesta arriva dopo i dati diffusi dal ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, relativi all’attività di controllo svolta dall’ICQRF – Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari. In soli dieci giorni sono stati controllati cinque milioni di chilogrammi di olio e sono stati effettuati sequestri di prodotto per un valore complessivo di 10,3 milioni di euro. Secondo AIFO, questi numeri confermano la necessità di mantenere alta l’attenzione su un comparto strategico dell’agroalimentare italiano e di intervenire per evitare che comportamenti fraudolenti possano alterare il mercato a discapito degli operatori corretti.
Controlli sull’olio di oliva, AIFO: “serve un sistema sanzionatorio adeguato alle nuove regole”
L’associazione dei frantoiani evidenzia come l’attuale disciplina nazionale presenti ancora alcune criticità e richieda un aggiornamento per essere pienamente coerente con l’evoluzione normativa europea. Per questo AIFO invita il Ministero dell’Agricoltura e il Parlamento a riprendere la proposta normativa già avanzata dall’associazione, finalizzata alla modifica del decreto legislativo 23 maggio 2016, n. 103. Secondo AIFO, una parte della disciplina vigente continua infatti a fare riferimento alla legge n. 1407 del 1960, una normativa che, dopo oltre sessant’anni, non risulta più completamente adeguata rispetto alle attuali classificazioni degli oli e alle disposizioni dell’Unione europea. L’obiettivo della proposta è quello di costruire un sistema più chiaro e aggiornato, capace di definire con maggiore precisione le caratteristiche merceologiche degli oli e di garantire strumenti più efficaci per individuare e sanzionare eventuali violazioni.
Nuove regole per classificazione, tracciabilità e commercializzazione degli oli
Tra gli interventi richiesti da AIFO rientra l’introduzione di definizioni merceologiche pienamente coerenti con la normativa europea, così da evitare interpretazioni ambigue e garantire maggiore certezza nelle classificazioni degli oli presenti sul mercato. La proposta prevede inoltre il divieto di commercializzazione di oli privi dei requisiti di prodotto e di processo previsti per la categoria dichiarata. Un aspetto considerato fondamentale per tutelare la corretta informazione e impedire che prodotti non conformi possano essere venduti con denominazioni che ne aumentino il valore percepito. Un altro punto centrale riguarda il rafforzamento della tracciabilità dell’olio di oliva, attraverso una corretta indicazione delle denominazioni nei documenti commerciali. Secondo l’associazione, una maggiore precisione nella documentazione può rappresentare uno strumento decisivo per rendere più efficaci i controlli lungo tutta la filiera.
AIFO propone sanzioni più incisive contro gli oli non conformi
Nel pacchetto di modifiche richieste rientrano anche regole più chiare per la classificazione degli oli vergini, con l’obiettivo di superare eventuali zone grigie nell’applicazione delle norme. L’associazione propone inoltre sanzioni più incisive per la commercializzazione di oli non commestibili e introduce il tema del divieto di detenere impianti di esterificazione negli stabilimenti nei quali vengono prodotti o conservati oli destinati all’alimentazione. Secondo AIFO, questi strumenti consentirebbero di rendere più efficace l’azione di contrasto nei confronti di chi utilizza pratiche irregolari, rafforzando allo stesso tempo la protezione delle aziende virtuose che investono sulla qualità del prodotto italiano.
Amoroso: “la tolleranza zero deve essere accompagnata da norme chiare e aggiornate”
Il presidente di AIFO, Alberto Amoroso, sottolinea la necessità di affiancare all’intensificazione dei controlli un adeguamento delle regole, per evitare che le attività di vigilanza possano essere indebolite da un sistema normativo non più rispondente alle esigenze attuali. “Il rafforzamento dei controlli è una scelta necessaria e va riconosciuto il lavoro svolto dall’ICQRF e da tutte le autorità impegnate nella tutela del settore – dichiara il presidente di AIFO, Alberto Amoroso – Ma la tolleranza zero deve essere accompagnata da norme chiare, aggiornate e applicabili senza incertezze. Non è accettabile che condotte dannose per i consumatori e per le imprese corrette possano beneficiare di vuoti normativi o di disposizioni risalenti a oltre sessant’anni fa. Chiediamo quindi che la proposta avanzata da AIFO venga ripresa e inserita nel primo provvedimento legislativo utile. L’obiettivo – conclude Amoroso – non è aggiungere burocrazia, ma rendere i controlli più efficaci, tutelare la concorrenza leale e difendere concretamente la qualità e la reputazione dell’olio italiano”.
La riforma delle sanzioni come strumento per difendere il valore dell’olio italiano
Per AIFO, quindi, la sfida non riguarda soltanto il contrasto alle frodi alimentari, ma anche la protezione dell’intero sistema produttivo dell’olio italiano. L’associazione considera necessario un intervento che consenta di collegare in modo più diretto l’attività di controllo con un apparato sanzionatorio moderno, capace di rispondere alle dinamiche di un mercato profondamente cambiato rispetto al passato. L’obiettivo indicato dall’associazione è quello di garantire maggiore efficacia ai controlli, aumentare la tutela della concorrenza leale e salvaguardare la reputazione di un prodotto simbolo dell’agroalimentare nazionale. Secondo AIFO, un quadro normativo aggiornato rappresenterebbe uno strumento essenziale per valorizzare le imprese corrette e contrastare quei comportamenti che mettono a rischio la fiducia nella qualità dell’olio extravergine di oliva e dell’intero comparto oleario.
