La peste suina africana ha raggiunto un allevamento di maiali nel comune di San Marcello Piteglio, in provincia di Pistoia. Due dei tre suini trovati morti all’interno dell’azienda sono risultati positivi al virus, confermando la presenza di un nuovo focolaio nello stesso territorio in cui, alla fine di giugno, erano già stati individuati tre cinghiali infetti. La conferma è arrivata dal Centro di referenza nazionale per le pesti suine, che ha analizzato i campioni prelevati dal servizio veterinario dell’Asl Toscana Centro dopo che l’allevatore aveva segnalato la morte degli animali.
Peste suina africana a San Marcello Piteglio: due suini positivi
Il nuovo focolaio di peste suina interessa un allevamento situato nel territorio comunale di San Marcello Piteglio, dove nelle settimane precedenti l’infezione era stata riscontrata esclusivamente nella fauna selvatica. A fine giugno, infatti, tre cinghiali rinvenuti morti erano risultati positivi alla peste suina africana. Il ritrovamento aveva già determinato l’attivazione delle procedure di controllo e sorveglianza previste per limitare la circolazione del virus tra gli animali selvatici e prevenire il possibile coinvolgimento degli allevamenti. La positività di due maiali domestici rappresenta adesso un’evoluzione rilevante della situazione epidemiologica, poiché conferma il passaggio dell’infezione a un’azienda zootecnica presente nello stesso territorio.
Le analisi dopo la segnalazione dell’allevatore
Gli accertamenti sono stati avviati dopo la segnalazione della morte di tre suini da parte dell’allevatore. Il servizio veterinario dell’Asl Toscana Centro è intervenuto nell’azienda per effettuare i campionamenti necessari e verificare le cause dei decessi. I campioni sono stati successivamente esaminati dal Centro di referenza nazionale per le pesti suine. Le analisi hanno confermato la presenza del virus della peste suina africana in due dei tre animali rinvenuti senza vita. Subito dopo il campionamento sono state attivate le procedure stabilite dalla normativa nazionale ed europea per la gestione dei sospetti focolai negli allevamenti.
Convocata l’Unità di crisi centrale del Ministero della Salute
Nella giornata di venerdì 10 luglio il Ministero della Salute ha convocato l’Unità di crisi centrale, in coordinamento con la struttura commissariale per la peste suina africana. Nel corso della riunione sono state definite le misure operative necessarie per il contenimento e l’eradicazione del nuovo focolaio. Le attività vengono condotte attraverso il coordinamento tra le autorità sanitarie nazionali, la Regione Toscana, l’Asl competente e il commissario straordinario per la peste suina africana. L’obiettivo è impedire un’ulteriore diffusione del virus, individuare tempestivamente eventuali nuovi casi e ridurre le conseguenze sanitarie ed economiche per il comparto suinicolo.
Individuate le zone di protezione e sorveglianza
Attorno all’allevamento interessato sono già state individuate specifiche zone di protezione e sorveglianza, previste dalle procedure di contrasto alla peste suina africana. All’interno delle aree interessate saranno rafforzati i controlli sugli animali, sugli allevamenti e sul territorio. Sono state inoltre intensificate le attività di sorveglianza attiva e passiva, fondamentali per verificare la presenza del virus sia nei suini domestici sia nei cinghiali. La sorveglianza attiva comprende gli accertamenti programmati dalle autorità veterinarie, mentre quella passiva si basa anche sulla tempestiva segnalazione di animali morti o con sintomi sospetti. Sono state disposte tutte le procedure di controllo previste, grazie alla collaborazione tra Regione Toscana, Asl Toscana Centro, Ministero della Salute e commissario straordinario per la peste suina africana.
L’obiettivo è limitare i danni al settore suinicolo
Le misure adottate puntano non soltanto a contenere la diffusione della malattia, ma anche a limitare le possibili ricadute economiche sul settore suinicolo. La comparsa di un focolaio in un allevamento può infatti determinare restrizioni sanitarie, limitazioni agli spostamenti degli animali e ulteriori controlli sulle aziende situate nelle aree circostanti. Per questa ragione le autorità hanno disposto un rafforzamento immediato delle attività di prevenzione e monitoraggio. Resta massima l’attenzione per la tutela del patrimonio zootecnico regionale, con particolare riguardo agli allevamenti di suini presenti nelle zone sottoposte a protezione e sorveglianza.
Nelle settimane scorse un altro caso a Massa Carrara
Il focolaio di San Marcello Piteglio non è il primo episodio recente che coinvolge un allevamento toscano. Nelle settimane precedenti un altro caso di infezione da peste suina africana aveva interessato un’azienda situata in provincia di Massa Carrara. La nuova positività rilevata nel Pistoiese mantiene quindi elevato il livello di attenzione sull’intero territorio regionale, soprattutto nelle aree in cui sono stati individuati animali selvatici o domestici colpiti dal virus. Le autorità sanitarie continueranno a seguire l’evoluzione della situazione e ad applicare le misure necessarie per impedire la formazione di nuovi focolai.
Nessun rischio per la salute delle persone
La peste suina africana non è una zoonosi e non può essere trasmessa all’uomo. Il virus colpisce esclusivamente i suini, sia quelli selvatici, come i cinghiali, sia quelli domestici allevati nelle aziende zootecniche. La presenza dell’infezione non comporta quindi alcun rischio per la salute dei cittadini. L’emergenza riguarda esclusivamente la sanità animale e la protezione degli allevamenti, oltre alle possibili conseguenze economiche per il comparto produttivo. La distinzione è fondamentale: la malattia può avere conseguenze molto gravi per gli animali colpiti e per il sistema zootecnico, ma non rappresenta un pericolo sanitario diretto per le persone.
Regione Toscana e autorità sanitarie seguono l’evoluzione
Il presidente della Toscana, l’assessorato regionale al diritto alla salute e l’assessorato all’agrictura stanno seguendo con attenzione l’evoluzione del focolaio. Il monitoraggio prosegue in costante raccordo con il commissario straordinario per la peste suina africana, il Ministero della Salute e le autorità sanitarie nazionali e locali. Le attività di controllo, sorveglianza e contenimento resteranno concentrate sull’allevamento interessato, sulle aziende presenti nelle aree circostanti e sulla popolazione di cinghiali, con l’obiettivo di circoscrivere il virus e tutelare il patrimonio suinicolo della Toscana.
