Ponte crollato sul fiume Trigno, Confesercenti chiede un tavolo di crisi permanente e ristori per le imprese

Interruzione della Statale 16 tra Abruzzo e Molise, danni economici e viabilità paralizzata: Confesercenti Abruzzo e Molise sollecita istituzioni, Anas e Procura di Larino a valutare ogni soluzione utile per accelerare gli interventi e avviare la ricostruzione

Un tavolo di crisi interregionale permanente, ristori economici per le imprese colpite e un confronto con la Procura di Larino per verificare la possibilità di accelerare gli interventi sull’area del ponte crollato sul fiume Trigno. È questa la richiesta avanzata dalle Confesercenti di Abruzzo e Molise in una lettera inviata ai presidenti delle due Regioni, Marco Marsilio e Francesco Roberti, agli assessori competenti, alle Province di Chieti e Campobasso, ai sindaci di San Salvo e Montenero di Bisaccia, ad Anas e, per conoscenza, alla Procura di Larino. Al centro dell’iniziativa c’è la situazione determinata dall’interruzione della Statale 16 tra Abruzzo e Molise, conseguenza del crollo del ponte sul Trigno, che secondo l’associazione sta producendo effetti sempre più pesanti sul tessuto economico dell’area.

Viabilità paralizzata sulla Statale 16, l’allarme delle imprese

La totale paralisi della viabilità viene indicata da Confesercenti come il nodo principale dell’emergenza. L’interruzione della Statale 16 sta incidendo direttamente sulle attività economiche che operano tra Abruzzo e Molise, con ripercussioni su commercio, turismo, artigianato e servizi. “A distanza di mesi dal crollo, la totale paralisi della viabilità sta determinando danni economici incalcolabili”, affermano i presidenti regionali Daniele Erasmi e Antonio D’Ambrosio, sottolineando le difficoltà vissute dalle imprese del territorio. La richiesta nasce dalla necessità di dare una risposta strutturata a una crisi che, secondo Confesercenti, non riguarda soltanto la mobilità, ma anche la tenuta economica di un’area strategica di collegamento tra le due regioni.

Danni economici per commercio, turismo, artigianato e servizi

Secondo Confesercenti, l’interruzione della Statale 16 tra Abruzzo e Molise comporta un aumento dei costi di trasporto, una riduzione dei flussi turistici e il progressivo isolamento delle attività economiche dell’area. Una condizione che sta pesando in modo particolare sulle imprese del commercio, del turismo, dell’artigianato e dei servizi. La chiusura del collegamento, a distanza di mesi dal crollo del ponte, viene descritta come un fattore di aggravamento per le aziende già colpite dalle difficoltà logistiche. L’aumento dei tempi e dei costi per gli spostamenti rischia di compromettere la competitività delle attività locali, mentre la riduzione dei flussi turistici incide direttamente su ricavi e presenze. Per questo motivo l’associazione chiede che vengano previsti ristori economici per le imprese colpite, ritenendo necessario un intervento a sostegno delle realtà produttive penalizzate dall’interruzione viaria.

Il confronto con la Procura di Larino e la richiesta di accelerare gli interventi

Pur ribadendo “massima fiducia” nell’operato della magistratura, Confesercenti Abruzzo e Molise chiede alle istituzioni di valutare, nel rispetto delle esigenze investigative, ogni soluzione utile ad accelerare la riapertura dell’area e l’avvio della ricostruzione del ponte sul fiume Trigno. La richiesta di un confronto con la Procura di Larino punta a verificare se vi siano margini per rendere più rapidi gli interventi nell’area interessata dal crollo, senza interferire con le attività investigative. L’obiettivo indicato dall’associazione è arrivare a un percorso chiaro che consenta di superare la fase di stallo e di programmare tempi certi per la ripresa della viabilità.

Tavolo di crisi interregionale e cronoprogramma certo

Tra le proposte centrali avanzate da Confesercenti c’è l’istituzione di un tavolo di crisi interregionale permanente che coinvolga Abruzzo, Molise, enti locali, Province, Anas e soggetti competenti. Uno strumento ritenuto necessario per coordinare le decisioni, monitorare l’evoluzione della situazione e definire un percorso operativo condiviso. L’associazione chiede inoltre segnali concreti e un cronoprogramma certo per la gestione dell’emergenza, la riapertura dell’area e l’avvio della ricostruzione. La mancanza di tempi definiti, secondo Confesercenti, alimenta l’incertezza tra le imprese e aggrava il quadro economico già compromesso dall’interruzione del collegamento.

Possibili proteste a tutela delle imprese associate

In assenza di “segnali concreti e di un cronoprogramma certo”, Confesercenti annuncia che promuoverà iniziative di protesta a tutela delle imprese associate. La posizione dell’associazione segna dunque un passaggio rilevante nella gestione dell’emergenza legata al ponte crollato sul fiume Trigno: dalla denuncia dei disagi alla richiesta di misure immediate, con particolare attenzione ai ristori economici, al coordinamento istituzionale e alla necessità di accelerare la riapertura dell’area nel rispetto del lavoro della magistratura.