Il Ponte sullo Stretto di Messina torna prepotentemente al centro dell’agenda politica e infrastrutturale italiana. Nel corso del pomeriggio odierno, le stanze di Palazzo Chigi hanno ospitato una riunione strategica di altissimo livello, un vertice governativo fortemente voluto per fare il punto della situazione su una delle opere ingegneristiche più complesse e discusse del nostro Paese. L’incontro istituzionale ha visto la partecipazione delle figure chiave dell’esecutivo, a chiara testimonianza della priorità che il Governo attribuisce alla realizzazione del collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria. Al tavolo tecnico e politico si sono seduti Matteo Salvini, attuale Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, affiancato da Giancarlo Giorgetti, Ministro dell’Economia e delle Finanze, e Gilberto Pichetto Fratin, titolare del dicastero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Insieme ai tre ministri erano presenti per valutare ogni dettaglio tecnico-finanziario anche Alessandro Morelli, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Daria Perrotta, nell’importante veste di Ragioniere Generale dello Stato, e Pietro Ciucci, Amministratore Delegato della Società Stretto di Messina.
Il cronoprogramma e l’esame del progetto definitivo
L’obiettivo primario del vertice romano è stato quello di analizzare in modo meticoloso i prossimi passi amministrativi necessari per la cantierizzazione dell’opera. Come comunicato ufficialmente dai canali del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, durante la riunione è stato esaminato in profondità il cronoprogramma delle attività che devono essere necessariamente completate nelle prossime settimane. Questa accurata pianificazione è assolutamente propedeutica e fondamentale in vista del nuovo, cruciale esame da parte del Cipess (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile). Sul tavolo di questo importante organo di programmazione approderà infatti il progetto definitivo dell’infrastruttura, che dovrà essere debitamente accompagnato da tutta l’ulteriore mole di documentazione tecnica, economica e amministrativa esplicitamente prevista dalle disposizioni contenute nel D.L. 32/2026. L’esecutivo intende in questo modo blindare l’iter burocratico, assicurandosi che ogni passaggio formale sia perfettamente allineato alle normative vigenti.
La nota del Mit e il superamento dei rilievi contabili
Un aspetto centrale della riunione ha riguardato la solidità delle procedure autorizzative messe in atto fino a questo momento, per rispondere preventivamente a qualsiasi obiezione di natura tecnica o finanziaria. È proprio il Ministero guidato da Matteo Salvini a fare chiarezza sui dettagli normativi che stanno accompagnando l’iter procedurale, evidenziando il superamento di alcuni scogli amministrativi. Nel comunicato ufficiale diramato a margine dell’incontro viene infatti riportato testualmente: “Il Decreto – si legge nella nota – infatti ha disciplinato, con una procedura dettagliata e trasparente, le principali attività per ottemperare ai rilievi espressi dalla Corte dei conti, tra le quali: il nuovo Accordo di Programma, che ha ottenuto il visto di legittimità della Corte dei conti nel mese di maggio; il positivo parere espresso sempre a maggio dall’Autorità di regolazione dei trasporti (ART) sul Piano economico Finanziario (PEF); l’acquisizione del parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che sarà rilasciato nei prossimi giorni; la prosecuzione del dialogo strutturato con la Commissione europea sulla valutazione della compatibilità del progetto con il quadro normativo dell’Unione europea per la quale, come è stato precisato dai funzionari della Commissione, non sussiste alcuna procedura d’infrazione relativa al Ponte“.
Rassicurazioni da Bruxelles e i prossimi impegni istituzionali
Le dichiarazioni riportate dal Mit rivestono un’importanza strategica non solo per l’avanzamento dei lavori in Italia, ma anche per sgombrare il campo da possibili incertezze sul fronte internazionale, fornendo ai lettori e agli addetti ai lavori la notizia forse più rassicurante della giornata. Il superamento delle criticità sollevate inizialmente dalla Corte dei conti rappresenta un tassello imprescindibile per garantire la totale copertura e stabilità finanziaria della realizzazione. Allo stesso modo, il via libera sul Piano Economico Finanziario (PEF) da parte dell’Autorità competente certifica la bancabilità e la sostenibilità economica a lungo termine dell’investimento. Tuttavia, il passaggio politicamente e mediaticamente più rilevante per il Governo italiano proviene dal serrato confronto con le autorità di Bruxelles. Il dialogo strutturato con la Commissione europea sta procedendo in maniera costruttiva per verificare la piena compatibilità del mega-progetto con il rigoroso quadro normativo comunitario. La conferma formale dell’assenza di qualsiasi procedura d’infrazione a carico dello Stato italiano in merito all’infrastruttura garantisce che, allo stato attuale, la tabella di marcia del Ponte sullo Stretto di Messina procede nel pieno e totale rispetto delle direttive continentali. Un disco verde implicito che spiana la strada ai prossimi impegni, a partire dall’imminente e attesissimo parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

