Pregliasco preoccupato: “temporali violenti, grandine e afa persistente minacciano la salute”

L’Italia si prepara a un weekend diviso tra canicola e fenomeni intensi. Pregliasco avverte sui rischi di grandine, raffiche oltre i 100 km/h e downburst, ma anche sugli effetti del caldo persistente per anziani, bambini, lavoratori all’aperto e persone fragili

Dopo lunghi giorni segnati dal caldo record da Nord a Sud, il fine settimana vedrà l’Italia divisa tra canicola e temporali violenti. Il brusco passaggio dall’afa estrema a fenomeni atmosferici improvvisi non comporta soltanto pericoli legati a piogge intense, grandinate e forti raffiche di vento. Anche dopo il temporale, infatti, il caldo può continuare a produrre conseguenze sulla salute, aggravate dall’aumento dell’umidità. A richiamare l’attenzione sui rischi è Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’università Statale di Milano, past president di Anpas e vicepresidente di Samaritan International. Secondo il medico, gli eventi che accompagnano sempre più spesso le estati italiane assumono caratteristiche quasi tropicali e possono, in alcuni casi, peggiorare gli effetti sulla salute.

Caldo e temporali, perché il rischio sanitario non finisce con la pioggia

L’arrivo di un temporale dopo una lunga fase di afa può creare l’impressione di un immediato sollievo. Dal punto di vista sanitario, però, la diminuzione temporanea delle temperature non coincide necessariamente con la fine dell’emergenza legata al caldo. “Dal punto di vista sanitario – avverte – occorre prestare attenzione non solo ai rischi diretti legati al maltempo, ma anche al fatto che il caldo intenso non scompare dopo il temporale. L’umidità elevata che spesso segue questi eventi aumenta il disagio fisiologico, soprattutto per anziani, persone con malattie cardiovascolari e respiratorie, bambini e lavoratori all’aperto”. Il problema principale è quindi rappresentato dalla combinazione tra temperature elevate e alta umidità. Quando l’aria diventa più umida, l’organismo incontra maggiori difficoltà nel disperdere il calore attraverso la sudorazione. La sensazione di afa può così rimanere molto intensa anche dopo un nubifragio, aumentando il disagio soprattutto tra le categorie più vulnerabili. Particolare attenzione deve essere riservata agli anziani, alle persone affette da malattie cardiovascolari e respiratorie, ai bambini e a chi svolge attività lavorative all’aperto. Per queste categorie, il passaggio repentino tra caldo estremo, pioggia, vento e successiva umidità può rappresentare un ulteriore fattore di stress per l’organismo.

Perché durante l’afa si formano temporali improvvisi e violenti

Le cosiddette bombe d’acqua, espressione comunemente utilizzata per indicare precipitazioni estremamente intense e concentrate in un breve intervallo di tempo, possono verificarsi durante le fasi più calde dell’estate a causa dell’enorme quantità di energia accumulata nell’atmosfera. “L’attuale situazione meteorologica – descrive Pregliasco – rappresenta uno degli effetti più tipici delle estati caratterizzate da ondate di calore persistenti. L’atmosfera accumula una quantità enorme di energia sotto forma di aria molto calda e ricca di umidità e, quando arriva un impulso più fresco in quota, questa energia può liberarsi improvvisamente con fenomeni temporaleschi anche molto violenti. Il rischio maggiore, in queste ore, non è rappresentato tanto dalla pioggia in sé, quanto dalle raffiche di vento improvvise, dalle grandinate e dai downburst, vere e proprie ‘esplosioni’ di aria discendente che possono provocare danni a edifici, alberi, cantieri e infrastrutture, con velocità del vento che localmente possono superare i 100 km/h”. Le ondate di calore persistenti favoriscono dunque l’accumulo di aria calda e umida negli strati più bassi dell’atmosfera. Quando sopraggiunge aria più fresca in quota, l’equilibrio può rompersi rapidamente, innescando lo sviluppo di nubi temporalesche e fenomeni localmente molto intensi. La grande quantità di energia disponibile può alimentare precipitazioni abbondanti, fulmini, grandine e improvvise accelerazioni del vento. In questo scenario, la pioggia costituisce soltanto uno degli elementi di pericolo.

Downburst e raffiche oltre i 100 km/h, i pericoli più gravi

Tra i fenomeni più insidiosi associati ai temporali estivi figurano i downburst, violente correnti d’aria discendenti che, raggiungendo il suolo, si propagano rapidamente in direzioni diverse. Queste vere e proprie “esplosioni” di aria possono generare raffiche particolarmente intense e provocare danni in aree circoscritte. Pregliasco sottolinea che la velocità del vento può localmente superare i 100 chilometri orari, con conseguenze potenzialmente rilevanti per edifici, alberi, cantieri e infrastrutture. Le raffiche improvvise possono determinare la caduta di rami, lo sradicamento di alberi, lo spostamento di oggetti e materiali, oltre a creare situazioni di pericolo nelle zone interessate da lavori edili. Anche le grandinate rappresentano un rischio significativo, soprattutto quando i chicchi raggiungono dimensioni elevate. I danni possono coinvolgere veicoli, coperture, coltivazioni, strutture esposte e persone sorprese all’aperto.

Temporali localizzati, pochi chilometri possono cambiare tutto

Una delle caratteristiche più complesse dei temporali estivi è la loro distribuzione irregolare. I fenomeni più intensi possono colpire una zona molto limitata, mentre località situate a breve distanza possono rimanere completamente asciutte o registrare soltanto precipitazioni deboli. Il medico invita a “ricordare che questi fenomeni hanno una distribuzione molto irregolare: pochi chilometri possono fare la differenza tra un violento nubifragio e una situazione del tutto tranquilla. Per questo è fondamentale seguire gli aggiornamenti della Protezione civile e dei servizi meteorologici ufficiali, evitando di sottovalutare gli avvisi”. Questa variabilità rende particolarmente importante consultare gli aggiornamenti diffusi dalla Protezione civile e dai servizi meteorologici ufficiali. Le condizioni possono infatti evolvere rapidamente e gli avvisi possono riguardare territori specifici, anche molto vicini ad aree nelle quali il tempo appare ancora stabile. La natura localizzata dei fenomeni non deve quindi indurre a sottovalutare le allerte. L’assenza di pioggia in un determinato momento non esclude che, a poca distanza o nel giro di poco tempo, possano svilupparsi temporali accompagnati da vento forte e grandine.

Estati sempre più segnate dall’alternanza tra caldo estremo e maltempo

L’alternanza tra caldo estremo e fenomeni atmosferici intensi non viene più considerata un episodio isolato. Secondo Pregliasco, si tratta di una caratteristica che ricorre sempre più frequentemente durante le estati italiane e che impone una maggiore attenzione sia sul piano della sicurezza sia su quello della salute pubblica. “Questa alternanza tra caldo estremo e fenomeni atmosferici sempre più intensi – osserva Pregliasco – è ormai una caratteristica ricorrente delle nostre estati. Non dobbiamo abituarci a considerarla normale: richiede una crescente capacità di prevenzione, sistemi di allerta efficaci e comportamenti prudenti da parte dei cittadini, perché gli eventi estremi sono destinati a diventare sempre più frequenti e impattanti anche sulla salute pubblica”. La crescente frequenza di questi eventi richiede quindi prevenzione, sistemi di allerta tempestivi e comportamenti prudenti. Ai rischi immediati causati dal vento, dalla grandine e dai nubifragi si sommano quelli meno evidenti legati alla persistenza dell’afa e all’aumento dell’umidità successivo alle precipitazioni.