La proposta di revisione del sistema EU ETS presentata dalla Commissione europea apre un nuovo confronto sul futuro della politica climatica e industriale dell’Unione. L’Italia accoglie positivamente il rafforzamento degli strumenti destinati a sostenere gli investimenti nella decarbonizzazione industriale, ma chiede che il negoziato affronti con particolare attenzione gli effetti delle nuove regole sulla competitività delle imprese europee. La posizione italiana è stata espressa dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, che ha individuato nella definizione dei benchmark e nel sistema di assegnazione delle quote gratuite due degli aspetti più rilevanti della revisione. L’obiettivo indicato dal ministro è costruire un quadro regolatorio capace di coniugare l’ambizione climatica con la tutela della capacità produttiva europea e con la sicurezza economica.
Revisione EU ETS, l’attenzione dell’Italia sulla competitività industriale
Il punto centrale della posizione italiana riguarda la necessità di evitare che l’aggiornamento del sistema europeo di scambio delle quote di emissione produca conseguenze negative per i settori industriali maggiormente esposti alla concorrenza internazionale. Nel corso del negoziato, secondo quanto indicato dal ministro, sarà fondamentale garantire un equilibrio tra gli obiettivi di riduzione delle emissioni e la sostenibilità economica delle imprese coinvolte. La revisione dell’EU ETS dovrà quindi sostenere il percorso di trasformazione del sistema produttivo senza indebolire la posizione delle aziende europee sui mercati internazionali. La questione assume particolare rilevanza per i comparti nei quali i costi legati alla transizione possono incidere maggiormente sulla capacità competitiva. Per l’Italia, il nuovo assetto normativo dovrà offrire condizioni adeguate per accompagnare gli investimenti e, nello stesso tempo, tutelare le produzioni più esposte agli effetti della competizione con operatori situati al di fuori dell’Unione Europea.
Benchmark e quote gratuite al centro del negoziato europeo
Tra i principali temi ancora da definire figurano i benchmark, utilizzati come riferimento nell’ambito del sistema, e le modalità di assegnazione delle quote gratuite di emissione. La posizione espressa dal ministro sottolinea come questi meccanismi rappresentino elementi di cruciale importanza per l’equilibrio complessivo della revisione. Le decisioni che saranno assunte durante il negoziato potranno infatti incidere direttamente sulla capacità delle industrie di sostenere i costi della transizione e di continuare a operare in condizioni competitive. La richiesta italiana è che la nuova disciplina non si limiti a rafforzare gli obiettivi climatici, ma tenga conto anche delle condizioni reali in cui si trovano le imprese. Il sistema di assegnazione delle quote gratuite dovrà pertanto essere definito in modo da accompagnare la decarbonizzazione industriale, preservando al tempo stesso la solidità e la continuità delle attività produttive.
Il rischio di rilocalizzazione delle produzioni fuori dall’Unione Europea
Un altro elemento evidenziato nella posizione del governo riguarda il rischio di rilocalizzazione delle produzioni al di fuori dell’Unione Europea. L’Italia chiede che la revisione dell’EU ETS sia costruita in modo da evitare che requisiti più stringenti o costi eccessivi possano incentivare il trasferimento delle attività industriali verso Paesi esterni all’Unione. Un simile scenario potrebbe indebolire il tessuto produttivo europeo e ridurre l’efficacia complessiva delle politiche climatiche, spostando le produzioni senza determinare necessariamente una riduzione delle emissioni a livello globale. La tutela della competitività dei settori esposti alla concorrenza internazionale diventa quindi una componente essenziale del negoziato. La posizione italiana punta a garantire che la transizione ecologica non comporti una perdita di capacità industriale, occupazione e investimenti nell’Unione Europea.
Più sostegno agli investimenti nella decarbonizzazione industriale
Accanto alle richieste di garanzie sul piano regolatorio, il ministro ha espresso apprezzamento per la scelta di rafforzare gli strumenti destinati a sostenere gli investimenti nella transizione industriale. Il finanziamento e l’accompagnamento dei processi di decarbonizzazione vengono considerati elementi determinanti per consentire alle imprese di adeguare tecnologie, impianti e processi produttivi agli obiettivi climatici europei. La revisione dell’EU ETS viene quindi valutata anche come una possibile leva per accelerare gli investimenti necessari alla trasformazione del sistema industriale. Secondo la linea indicata dall’Italia, il rafforzamento degli strumenti di sostegno dovrà procedere insieme alla definizione di regole equilibrate. L’efficacia della revisione dipenderà dalla capacità di creare condizioni che rendano concretamente realizzabili gli interventi di decarbonizzazione, senza compromettere la sostenibilità economica delle aziende coinvolte.
La posizione del ministro Gilberto Pichetto sulla proposta EU ETS
Sulla proposta presentata dalla Commissione europea, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha dichiarato: “sulla proposta di revisione del sistema ETS, accogliamo la scelta di rafforzare gli strumenti a sostegno degli investimenti nella decarbonizzazione industriale. Al tempo stesso, permangono aspetti di cruciale importanza che dovranno essere affrontati nel corso del negoziato, a partire dalla definizione dei ‘benchmark’ e dal sistema di assegnazione delle quote gratuite: su questi temi sarà fondamentale garantire un quadro regolatorio equilibrato, in grado di tutelare la competitività nei settori maggiormente esposti alla concorrenza internazionale ed evitare fenomeni di rilocalizzazione delle produzioni al di fuori dell’Unione Europea. L’Italia parteciperà a questo confronto con determinazione, pragmatismo e spirito costruttivo. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica lavorerà affinché la revisione del sistema EU ETS rappresenti un’opportunità per rafforzare la leadership industriale europea, sostenere gli investimenti nella transizione e coniugare efficacemente ambizione climatica, sicurezza economica e competitività”.
