Scoperta una nuova classe di esplosioni cosmiche nello Spazio profondo

Gli astronomi cinesi individuano un evento transiente anomalo che sfida le attuali conoscenze

L’osservazione dell’Universo continua a regalare sorprese inaspettate. Un team di astronomi cinesi ha recentemente pubblicato uno studio su The Astrophysical Journal Letters in cui descrive un evento transiente ottico estremamente peculiare individuato al centro di una galassia nana distante. Questo fenomeno, catalogato con la sigla AT2019ijn, si presenta come un intenso lampo ottico blu caratterizzato da una rapida ascesa di luminosità seguita da un decadimento inaspettatamente lento, il tutto accompagnato da un’emissione radio eccezionalmente brillante. L’evento luminoso originale era stato captato per la 1ª volta nel mese di maggio del 2019 grazie agli strumenti della Zwicky Transient Facility. La sua natura anomala sfugge del tutto alle classificazioni convenzionali attualmente in uso. Le dinamiche in gioco fanno seriamente sospettare la presenza di forze estreme e di un potente motore centrale molto attivo, capace di generare energie inimmaginabili nello Spazio profondo, spingendo la ricerca astronomica verso territori completamente inesplorati.

Un transiente veloce dal comportamento anomalo

I transienti ottici blu in rapida evoluzione rappresentano eventi estremamente rari e difficili da intercettare. Di norma, questi fenomeni raggiungono il loro massimo livello di luminosità entro 10 giorni, evidenziando colori spiccatamente blu vicino al picco, per poi affievolirsi in maniera esponenziale in circa un mese. Le analisi condotte dal gruppo di esperti diretti da Hucheng Ding presso la Anhui Normal University confermano invece l’anomalia di AT2019ijn. L’oggetto ha visto crescere rapidamente la sua intensità ottica raggiungendo il picco massimo in appena 5,26 giorni, evidenziando poi una discesa molto lenta prolungatasi ampiamente oltre le tempistiche canoniche. Il lento declino si avvicina di più alle dinamiche tipiche delle supernove superluminose o degli eventi di distruzione mareale.

Il getto radio e le ipotesi sul motore centrale

La banda radio ha riservato ulteriori sorprese, svelando un’emissione duratura arrivata all’apice esattamente 641 giorni dopo la scoperta nella luce visibile. Il valore di questa luminosità radio ha superato di oltre un ordine di grandezza quello degli altri eventi conosciuti della stessa tipologia, risultando del tutto paragonabile agli impulsi generati dagli eventi di distruzione mareale con getti. Gli scienziati ritengono che tali valori derivino da un getto relativistico fuori asse spintosi verso la nostra traiettoria di osservazione in un momento ritardato. Le conclusioni puntano in larga parte sull’ipotesi della distruzione mareale causata dall’attrazione di un buco nero di massa intermedia grande circa 132mila masse solari. Gli autori dello studio ritengono tuttavia ancora plausibile lo scenario di una potente magnetar. Con queste caratteristiche del tutto inedite, AT2019ijn rappresenta a tutti gli effetti l’alba di una nuova categoria di esplosioni celesti.