Un investimento superiore a 60 milioni di euro per realizzare in Toscana un nuovo stabilimento destinato alla produzione di ossigeno, azoto e argon attraverso il frazionamento dell’aria. È il progetto industriale annunciato da Siad, società bergamasca che fa capo alla famiglia Sestini, con l’obiettivo di rafforzare la propria presenza nella regione e creare un polo strategico al servizio del distretto produttivo locale. Il nuovo sito sorgerà in provincia di Pisa, nei territori comunali di Castelfranco di Sotto e Santa Croce sull’Arno, e sarà completato entro il 2027. L’impianto sarà caratterizzato da un elevato livello di automazione e, una volta entrato pienamente a regime, porterà alla creazione di 20 nuovi posti di lavoro altamente specializzati, ai quali si aggiungeranno le ricadute economiche e occupazionali sull’indotto e sulle imprese del territorio.
Un investimento strategico per la produzione di gas tecnici in Toscana
La rilevanza del progetto deriva innanzitutto dalla funzione che il nuovo stabilimento sarà chiamato a svolgere nel sistema industriale regionale. Il sito sarà infatti l’unico polo operativo presente in Toscana per la produzione di ossigeno e degli altri gas tecnici dell’aria, assumendo così un ruolo centrale nell’approvvigionamento delle attività produttive locali. La produzione avverrà attraverso un impianto di frazionamento dell’aria, processo industriale che consente di separare i principali componenti dell’atmosfera e ottenere ossigeno, azoto e argon destinati a differenti impieghi industriali. Il progetto combina quindi esigenze produttive, sviluppo territoriale e consolidamento della presenza di Siad in Toscana, regione nella quale il gruppo vanta già una presenza storica. La realizzazione della struttura permetterà inoltre di avvicinare la produzione dei gas tecnici ai luoghi di utilizzo, riducendo la dipendenza dai trasporti provenienti da stabilimenti più lontani.
Ossigeno via gasdotto per il depuratore del Consorzio Aquarno
Una parte significativa della produzione sarà destinata al distretto industriale della concia, uno dei principali poli produttivi del territorio. In particolare, l’ossigeno in forma gassosa sarà inviato direttamente tramite gasdotto al depuratore gestito dal Consorzio Aquarno SpA, infrastruttura che serve l’intero distretto del cuoio. Il collegamento diretto consentirà di assicurare al depuratore una fornitura continua di ossigeno, elemento fondamentale nei processi di trattamento delle acque reflue industriali. Il sistema permetterà inoltre di eliminare il ricorso alle cisterne su gomma per il trasporto del gas verso l’impianto di depurazione. “Questa realizzazione dell’impianto di produzione di ossigeno e gas tecnici ha visto sussistere – afferma Francesca Romana Tomaselli, direttore generale del Consorzio Aquarno SpA – una grande sinergia con Consorzio Aquarno SpA, gestore di uno dei più grandi depuratori a prevalenza industriale d’Italia e della correlata piattaforma impiantistica del distretto del cuoio”, riporta il Sole24Ore. La collaborazione con il Consorzio Aquarno rappresenta uno degli elementi centrali del progetto, perché integra la produzione dei gas tecnici con le esigenze ambientali e operative di una delle principali infrastrutture del distretto conciario.
Produzione a chilometro zero e riduzione delle emissioni di CO₂
Il nuovo stabilimento avrà anche un impatto rilevante sul fronte della sostenibilità ambientale. La produzione locale dei gas e il loro trasferimento attraverso il gasdotto consentiranno infatti di ridurre in maniera significativa il numero di mezzi pesanti utilizzati per il trasporto. L’eliminazione delle cisterne su gomma e la produzione a chilometro zero permetteranno, secondo quanto previsto dal progetto, una diminuzione delle emissioni di anidride carbonica superiore a 2.000 tonnellate all’anno. Il beneficio ambientale sarà quindi legato sia alla riduzione dei tragitti stradali necessari per l’approvvigionamento dei gas, sia alla vicinanza fisica tra il sito produttivo e gli impianti industriali serviti. Il progetto punta in questo modo a creare una filiera più corta, efficiente e integrata con il territorio. La sostenibilità si affianca alle sinergie industriali: da una parte l’impianto risponderà alle necessità del distretto della concia, dall’altra consentirà di riorganizzare la logistica dei gas tecnici, limitando il traffico di autocisterne e le emissioni associate.
La divisione engineering di Siad realizzerà il nuovo impianto
La progettazione e la realizzazione dell’impianto di frazionamento dell’aria saranno affidate direttamente alla divisione engineering del Gruppo Siad, che metterà a disposizione del progetto le proprie competenze tecnologiche e industriali. “Il nuovo impianto di frazionamento dell’aria sarà realizzato dalla divisione engineering del Gruppo – aggiunge Sestini -. Questo investimento consolida la presenza storica di Siad in Toscana e testimonia un impegno continuo nello sviluppo di soluzioni innovative, capaci di generare valore per clienti, partner e comunità”. Il coinvolgimento diretto della divisione engineering permetterà al gruppo di gestire internamente una parte determinante dell’investimento, dalla configurazione tecnologica dell’impianto fino alla sua integrazione con le infrastrutture e le attività produttive presenti nel territorio. Il sito sarà altamente automatizzato, una caratteristica che richiederà l’impiego di personale con competenze specifiche nella gestione degli impianti, nella manutenzione e nella movimentazione dei prodotti.
Venti nuovi posti di lavoro altamente specializzati
A pieno regime, il nuovo polo industriale porterà alla creazione di 20 posti di lavoro. Le nuove assunzioni riguarderanno operatori di impianto, manutentori e personale incaricato delle attività di trasporto. Si tratterà quindi prevalentemente di profili tecnici e specializzati, coerenti con l’elevato livello di automazione previsto per la struttura. L’impatto occupazionale non sarà tuttavia limitato ai posti di lavoro diretti, poiché la costruzione e il funzionamento dell’impianto determineranno anche ricadute positive sull’indotto locale e sulle imprese coinvolte nella fornitura di servizi, nella manutenzione e nelle attività connesse. La presenza di un nuovo polo per la produzione di gas tecnici potrà inoltre rafforzare le infrastrutture industriali dell’area, mettendo a disposizione delle aziende locali una fonte produttiva collocata direttamente sul territorio.
Un contributo Invitalia da 6,9 milioni di euro
Per la costruzione del nuovo stabilimento, Siad potrà contare su un contributo in conto capitale di 6,9 milioni di euro concesso da Invitalia. Il sostegno riconosciuto al progetto conferma la rilevanza strategica attribuita all’impianto, sia per il valore dell’investimento sia per la funzione che il sito svolgerà all’interno del sistema produttivo regionale. Il finanziamento pubblico si inserisce in un progetto complessivo da oltre 60 milioni di euro, destinato a dotare la Toscana di un polo operativo unico per la produzione di ossigeno, azoto e argon. L’impianto sarà inoltre direttamente connesso a una delle infrastrutture ambientali più importanti del distretto conciario.
Il rafforzamento della presenza di Siad in Toscana
La nuova struttura rappresenta un ulteriore passo nel consolidamento della presenza di Siad in Toscana. Il gruppo punta a integrare capacità produttiva, innovazione tecnologica e vicinanza ai clienti, realizzando un impianto in grado di rispondere alle esigenze del territorio e delle principali filiere industriali presenti nell’area. La scelta della provincia di Pisa e, in particolare, dei comuni di Castelfranco di Sotto e Santa Croce sull’Arno è strettamente collegata alla presenza del distretto del cuoio e alla possibilità di creare un collegamento diretto con il depuratore del Consorzio Aquarno. Il nuovo polo unirà così produzione industriale, servizi ambientali e logistica, con una configurazione pensata per ridurre i trasporti su strada e assicurare una fornitura locale di gas tecnici. Il completamento è previsto entro il 2027. Da quel momento, la Toscana disporrà di un impianto dedicato alla produzione dei principali gas dell’aria e di un’infrastruttura destinata a diventare un punto di riferimento per il sistema industriale regionale.
