Siccità, Gargano (ANBI): “Po da fiume a torrente, a Cremona vicini al minimo storico di portata”

Siccità, Gargano: “soffrono anche i grandi laghi del Nord, è ora di agire con maggiore determinazione”

La scarsità di precipitazioni sta incidendo sul bilancio idrico di territori già in sofferenza, soprattutto nelle regioni del Nord, dove preoccupano i livelli di fiumi e laghi. “Nonostante le piogge di questi giorni, le regioni settentrionali stanno soffrendo una grave crisi idrica, testimone ne è il Po che ha perso da tempo il suo carattere di fiume presentandosi piuttosto come un torrente: si riempie quando ci sono le piogge per poi sgonfiarsi subito dopo“, sottolinea all’Adnkronos Massimo Gargano, direttore generale di ANBI, spiegando che gli effetti critici sono dovuti principalmente “alle attività umane, l’insufficienza di invasi, l’evapotraspirazione”.

La portata del Po

A Cremona, la portata del ‘Grande Fiume’ è a pochi centimetri da raggiungere il minimo storico; a Piacenza è al 24% rispetto al livello medio; nella zona dell’Alessandrino al 18%. Tutto questo è un danno all’economia, all’occupazione, alla bellezza dei territori”, dice Gargano. “In questo momento, il Po ha una portata di 324 metri cubi al secondo (a Pontelagoscuro), al di sotto quindi della soglia limite (450 metri cubi al secondo) per cui l’acqua del mare penetra sul fondale risalendo il delta per diversi chilometri. Le conseguenze più gravi si registrano sul potabile, perché si tratta di penetrazioni lunghe chilometri che rischiano di arrivare sino punti di presa dell’acqua per consumo umano. Come diceva il grande Eduardo De Filippo, non possiamo pensare che passi la nottata, che il tempo cambi all’improvviso. È ora di agire con maggiore determinazione: dobbiamo assolutamente raccogliere acqua quando è in eccesso per averla a disposizione quando manca. C’è un piano elaborato da anni, insieme alla Coldiretti, composto da progetti per un valore di oltre 7,3 miliardi di euro”.

I grandi laghi

Non solo i fiumi, la crisi non risparmia nemmeno i grandi laghi del Nord. “I livelli di riempimento si abbassano a vista d’occhio – specifica Gargano – Soffrono ancor di più i laghi vulcanici: Albano e Nemi sono diminuiti in una settimana di 5cm. Numeri che fanno riflettere. Abbiamo delle idee, mettiamole in campo“.