L’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN) ha presentato a Roma, nella prestigiosa cornice istituzionale di Palazzo Giustiniani presso il Senato della Repubblica, la Relazione annuale al Governo e al Parlamento sulle attività svolte e sulla sicurezza nucleare sul territorio nazionale in riferimento all’anno 2025. Il documento traccia un bilancio estremamente dettagliato delle attività di vigilanza, controllo e monitoraggio ambientale portate avanti nel corso dell’anno, confermando l’importanza strategica di un Ente costantemente impegnato nella tutela della salute pubblica e dell’ambiente dai rischi derivanti dalle radiazioni ionizzanti. Tra i temi centrali emersi figurano il potenziamento strutturale della rete ispettiva, la tracciabilità dei rifiuti radioattivi tramite le nuove tecnologie e la sorveglianza legata ai crescenti rischi geopolitici globali, elementi che delineano un quadro di massima attenzione e continuo aggiornamento per garantire i più elevati standard di sicurezza allineati ai parametri internazionali.
Il bilancio delle ispezioni e il potenziamento dei controlli sul territorio
L’apertura della presentazione ha visto l’intervento dei vertici dell’istituto, i quali hanno rivendicato l’efficacia delle azioni intraprese e l’indipendenza operativa dell’autorità di controllo. “Anche nel 2025 abbiamo lavorato per assolvere con autorevolezza credibilità e trasparenza il ruolo che la legge ancora oggi ci attribuisce”, ha dichiarato il direttore, Francesco Campanella. “L’Ispettorato ha continuato ad assolvere al suo ruolo di garante della sicurezza nucleare e della radioprotezione, con un occhio sempre attento anche alla comunicazione istituzionale e all’informazione nei confronti dei cittadini, per aumentare la consapevolezza sociale e collettiva della sua attuale strategicità. Un Ente sempre più impegnato a promuovere standard di sicurezza allineati ai principi ed ai criteri promossi dalla IAEA, e che – seppure pressato da un carico di lavoro molto spinto – mai ha negato la disponibilità al dialogo verso il sistema degli stakeholders, gli operatori, i portatori di interesse, nella assoluta convinzione che ciò non porti a limitare la propria indipendenza, ma piuttosto a renderla ancora più virtuosamente moderna. Le attività operative che abbiamo portato avanti hanno evidenziato progressi significativi, e la presenza sul territorio – anche negli eventi di trasferibilità delle competenze – ha avuto nel 2025 un evidente e significativo incremento, che ha ricevuto apprezzamenti espliciti da parte di molti fra coloro che compongono la platea di riferimento dell’Ente. Molto lavoro resta da fare ma siamo tutti compattamente convinti della strada intrapresa nel 2014”.
I dati principali della relazione confermano questo cambio di passo operativo dell’ente. Nel 2025, ISIN ha nominato 8 nuovi ispettori, passando a 17 unità operative. Questo potenziamento rappresenta il motore che ha permesso di effettuare 80 attività di controllo in sito nel 2025, suddivise in 45 ispezioni e 35 sopralluoghi tecnici. In relazione a specifici elementi e informazioni acquisiti, sono state effettuate inoltre 11 ispezioni straordinarie su impianti di una certa complessità, mentre si prevede un ulteriore incremento del 70% della vigilanza per il 2026.
La funzione ispettiva rappresenta il pilastro fondamentale per garantire la tutela della salute pubblica, la sicurezza dei lavoratori e la salvaguardia dell’ambiente. L’importanza di questa funzione si estrinseca mediante attività di controllo sui soggetti che detengono o utilizzano materiali radioattivi quali ad esempio centrali nucleari in decommissioning, depositi di rifiuti radioattivi, strutture sanitarie, laboratori di ricerca e industrie, trasporti di materie radioattive. Grazie alla piattaforma STRIMS, ovvero il Sistema Tracciabilità Rifiuti Materiali e Sorgenti, l’Autorità ha effettuato 260 accertamenti documentali e ha iniziato a irrogare sanzioni per violazioni nella tracciabilità di rifiuti e sorgenti radioattive.
Autorizzazioni, monitoraggio del gas radon e sicurezza nei trasporti
L’ISIN ha il compito e il dovere di vigilare affinché le attività svolte nei siti nucleari nazionali vengano condotte nel rispetto della normativa nazionale e dei più rigoroso standard internazionali di sicurezza. Nel 2025, l’attività istruttoria dell’ISIN ha riguardato il rilascio di oltre 50 titoli autorizzativi, contemplando le attività di disattivazione degli impianti appartenenti al passato programma nucleare e alle attività di conduzione degli impianti tutt’oggi in esercizio, come reattori da ricerca e depositi di combustibile. È stato inoltre assicurato il rilascio di pareri ad altre Amministrazioni procedenti, quali Ministeri e Prefetture, in merito a istruttorie che coprono differenti aspetti della sicurezza nucleare, tra cui protezione fisica, piani di emergenza e salvaguardie. Nell’ambito dell’istruttoria tecnica dei procedimenti autorizzativi, l’ISIN ha svolto attività di controllo tramite valutazioni e verifiche di conformità alla normativa cogente e prendendo a riferimento gli standard internazionali e le guide tecniche nazionali sulla sicurezza nucleare e sulla gestione dei rifiuti radioattivi. Le attività di controllo hanno riguardato il mantenimento di un elevato livello di sicurezza nei siti nucleari attraverso le verifiche sulla conduzione delle attività di smantellamento, sulla gestione dei rifiuti radioattivi, sulla gestione del combustibile e sull’impatto delle attività condotte nei siti su popolazione, lavoratori e ambiente.
Nel 2025 è proseguita anche la raccolta dei dati di concentrazione di attività di radon prodotti sul territorio italiano, tramite la sezione radon di SINRAD, lo strumento con il quale l’ISIN assicura la registrazione, la disponibilità e la diffusione dei dati di radon a livello nazionale. Attualmente si registrano, nella sezione radon, 119mila 916 misurazioni di concentrazione media annuale di radon, di cui circa il 10% risulta superiore al livello di riferimento di 300 Bq/m3. Il radon è un gas naturale radioattivo che, attraverso il suolo, i materiali da costruzione e l’acqua riesce a fare ingresso negli edifici raggiungendo, in taluni casi, concentrazioni che rappresentano un rischio non accettabile per la salute. La presenza di radon nei luoghi chiusi come abitazioni, scuole e luoghi di lavoro rappresenta una rilevante fonte di esposizione per la popolazione e per i lavoratori. L’Ispettorato ha, inoltre, assicurato la raccolta e il flusso dei dati del monitoraggio ambientale attraverso i rilevamenti effettuati dalla RESORAD nel 2024 e trasmessi nel 2025, pari a circa 48mila 300 misure di radioattività, i quali hanno dimostrato che i livelli di radioattività artificiale nei principali comparti ambientali e alimentari sono stazionari, senza alcuna rilevanza radiologica.
Nota positiva anche sul fronte della movimentazione delle merci: grazie al controllo esercitato dall’ISIN sull’applicazione della regolamentazione del trasporto e di radioprotezione, nel 2025 sono stati trasportati in sicurezza circa 170mila colli contenenti materiale radioattivo, senza la registrazione di alcun incidente significativo dal punto di vista della sicurezza nucleare e della radioprotezione. I vettori autorizzati, con decreto in corso di validità, sono 125 rispetto ai 120 del 2024 e risultano tutti registrati su STRIMS; le comunicazioni inviate sul portale da tali vettori nel 2025 sono state circa 230mila. Dal monitoraggio effettuato attraverso la piattaforma STRIMS emerge che, nel 2025, il numero di comunicazioni trasmesse ai registri del Sistema ha evidenziato unascarsa variabilità e una sostanziale stabilità, con gli esercenti registrati che hanno trasmesso circa 325mila comunicazioni a fronte delle 350mila nel 2024.
Scudo cibernetico e gestione delle emergenze geopolitiche internazionali
Sul fronte internazionale, l’ISIN ha mantenuto alta l’attenzione sugli sviluppi legati alla sicurezza nucleare. A partire dal 24 febbraio 2022, l’Autorità ucraina e la IAEA hanno costantemente informato la comunità internazionale sulla situazione presso le installazioni nucleari ucraine, utilizzando i canali di pronta notifica. Sulla base di tali informazioni, il Centro emergenze nucleari ISIN è stato impegnato nella predisposizione immediata di messaggi informativi al Dipartimento della Protezione Civile, fornendo nel caso le proprie valutazioni. Al 31 dicembre 2025, erano stati trasmessi 452 comunicati di aggiornamento della situazione rispetto ai 371 trasmessi fino al 31 dicembre 2024.
La rete RESORAD ha raccolto oltre 73mila dati sul particolato atmosferico e nessun valore anomalo o rischio radiologico è stato rilevato in Italia. L’Ispettorato ha inoltre seguito le notifiche della International Atomic Energy Agency relative alla crisi iraniana, supportando l’Unità di Crisi del Ministero degli Affari Esteri. Infine, a causa dell’innalzamento del rischio geopolitico, l’ISIN ha completato un importante passo tecnologico protettivo, migrando i propri server su cloud e aderendo al Polo Strategico Nazionale tramite i fondi del PNRR, implementando contestualmente verifiche mirate sulla resilienza cyber in stretta collaborazione con l’ACN, l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.
