Il prossimo incredibile lancio del colossale razzo di SpaceX è ormai alle porte e potrebbe avvenire molto prima del previsto. L’azienda ha completato con successo un fondamentale test di accensione statica del gigantesco Booster 20, il primo stadio che spingerà la navicella Starship verso lo Spazio profondo durante il 13° volo. Questa prova decisiva ha visto l’attivazione di ben 33 motori Raptor per 25 secondi, simulando con estrema precisione le condizioni del decollo. La strada per il nuovo lancio di prova è ora spianata e l’attesa cresce rapidamente a dismisura.
Le novità della 3ª versione e il ruolo della NASA
Il veicolo in attesa sulla rampa di lancio situata nel Sud del Texas è il secondo modello della Versione 3. Rispetto alla generazione precedente, questa variante del razzo vanta un serbatoio del carburante più alto e un’avionica migliorata per ridurre la massa complessiva e aumentare la capacità di carico oltre le 100 tonnellate verso l’orbita. Queste innovazioni sono seguite con attenzione dalla NASA, che ha scelto Starship come lander per il programma Artemis. L’obiettivo è riportare gli astronauti sulla Luna, e per farcela l’azienda deve perfezionare la complessa tecnologia di trasferimento del propellente. La corsa contro il tempo è sempre più serrata, considerando che il 12° volo ha ottenuto un successo solo parziale.
Gli obiettivi del 13° volo e la fase di rientro
Le operazioni per la partenza potrebbero prendere il via mercoledì 15 luglio. Il 13° volo seguirà lo stesso piano del test precedente per risolvere definitivamente i problemi passati. A maggio, lo stadio superiore ha concluso il suo viaggio con un ammaraggio, ma un’anomalia ha impedito di riaccendere i motori nello Spazio. Contestualmente, il Booster 19 ha fallito la manovra per il tuffo controllato in mare. Ora il Booster 20 e Ship 40 dovranno superare questi ostacoli. Durante il rientro, lo scudo termico dovrà sopportare temperature che sfiorano i 2mila°C, mentre la navicella scenderà assumendo un orientamento orizzontale a oltre 27mila km/h, per poi eseguire il cruciale ribaltamento finale.
La sfida finale per conquistare il Sistema Solare
Il traguardo ultimo di SpaceX rimane la completa riutilizzabilità di tutte le componenti. Una volta pienamente operativo, sia il booster che la navicella torneranno alla base per essere afferrati al volo dalle immense braccia meccaniche della torre di lancio. Atterrare con il primo stadio rappresenta un terreno già noto per l’azienda, forte dell’esperienza maturata con i razzi Falcon 9, che vengono regolarmente recuperati per nuovi lanci. Il rientro del secondo stadio costituisce invece una sfida ingegneristica molto più complessa, data l’assenza di “zampe di atterraggio”. Il completamento senza intoppi di questo imminente volo certificherà la solidità del veicolo, aprendo le porte a missioni sempre più ambiziose per l’esplorazione del Sistema Solare nei prossimi anni.
