SpaceX ferma il 13° di Starship a un passo dal decollo: Elon Musk fa chiarezza

I motori Raptor si fermano sulla rampa di lancio di Starbase. Elon Musk annuncia la sostituzione di 2 propulsori e punta a un nuovo tentativo la prossima settimana per portare nello Spazio i nuovi satelliti Starlink

Il gigantesco razzo Starship di SpaceX dovrà attendere ancora prima di staccarsi da terra per il suo attesissimo 13° volo di prova. Tutto sembrava pronto sulla rampa di lancio di Starbase, nel Sud del Texas, ma proprio al momento fatidico qualcosa è andato storto. L’avvio simultaneo dei 33 motori Raptor del primo stadio Super Heavy ha fatto scattare una procedura di interruzione automatica, bloccando di colpo il conto alla rovescia. Il blocco è avvenuto esattamente all’inizio di una finestra di lancio lunga 90 minuti. Un fuoriprogramma improvviso che ha costretto gli ingegneri a spegnere i sistemi e ad avviare immediatamente le analisi del caso, rinviando la complessa missione.

Il guasto ai motori e la risposta di Elon Musk

Durante la diretta web dedicata al lancio, Dan Huot di SpaceX ha spiegato che il team si prenderà il tempo necessario per analizzare a fondo i dati e capire esattamente cosa abbia innescato l’interruzione proprio mentre il booster si stava accendendo. Non c’è voluto molto, tuttavia, prima che l’azienda riuscisse a isolare la causa principale del problema e a definire un piano d’azione. È intervenuto direttamente il fondatore e amministratore delegato Elon Musk attraverso la sua piattaforma social X. Il magnate ha rassicurato gli appassionati spiegando che, per avere la certezza di un volo perfetto, 2 motori Raptor saranno completamente rimossi e sostituiti, confermando che la tempistica più probabile per il nuovo tentativo di lancio è prevista per l’inizio della prossima settimana.

Gli ambiziosi obiettivi del 13° volo dopo i problemi di maggio

Questa nuova missione rappresenta il 2° test per la Versione 3 del megarazzo, una variante aggiornata e progettata specificamente per portare il veicolo allo stato pienamente operativo. Il primo viaggio di questa versione, il 12° volo avvenuto lo scorso 22 maggio, ha registrato ampi successi pur presentando alcune criticità. Il primo stadio Super Heavy, infatti, non era riuscito a manovrare per un ammaraggio controllato nel Golfo del Messico come originariamente previsto, mentre lo stadio superiore Ship non era stato in grado di riaccendere uno dei suoi motori Raptor una volta giunto nello Spazio. L’imminente 13° volo offre quindi una seconda possibilità per centrare questi stessi obiettivi, mirando a far rientrare in modo preciso il Super Heavy nel Golfo e a far compiere alla navicella Ship un volo quasi globale fino a un ammaraggio controllato al largo delle coste a Ovest dell’Australia.

Il carico a bordo e il destino dei nuovi satelliti

Oltre alle manovre di rientro, ci sono nuovi e cruciali obiettivi da raggiungere. L’elemento di maggiore novità è la presenza di un carico utile a bordo, costituito da 20 satelliti internet Starlink di nuova generazione. SpaceX mira a costruire una massiccia costellazione composta da 100mila veicoli spaziali in orbita bassa utilizzando proprio la grande capacità di carico di Starship. Questa spedizione segnerà il primissimo viaggio verso lo Spazio per questi nuovi dispositivi. Tuttavia, i dispositivi non rimarranno in orbita. La navicella Ship li rilascerà lungo la sua traiettoria suborbitale e, secondo quanto dichiarato dall’azienda, i dispositivi precipiteranno nuovamente verso la Terra distruggendosi dopo circa 20 minuti. Tra questi 20 satelliti, ben 6 saranno equipaggiati con speciali telecamere progettate per filmare e monitorare le prestazioni dello scudo termico della navicella durante le fasi più critiche del volo, replicando in scala maggiore un esperimento già condotto con successo durante la precedente missione.